Carige, Mincione pronto allo scontro

Il finanziere chiede un posto in Cda e un ruolo attivo nel delineare il futuro della banca ligure con un occhio di riguardo alle diverse ipotesi di M&A.

 
 

La mossa non è certo sorprendente. Con il 5,4% del capitale in mano, era anche abbastanza ovvio per il finanziere Raffaele Mincione puntare a qualcosa in più di un semplice ruolo da socio passivo nell’azionariato di Carige. Ed ora è arrivata anche l’ufficialità almeno stando alle ultime indiscrezioni di stampa.

Mincione, terzo maggior singolo azionista dietro la famiglia Malacalza e l’imprenditore Gabriele Volpi, avrebbe infatti inviato una richiesta per avere una rappresentanza all’interno del consiglio di amministrazione alla luce dell’investimento di “lungo termine” effettuato sulle azioni Carige. In pratica vuole sedere tra i consiglieri con l’obiettivo di avere un ruolo attivo nella governance e nella gestione della banca genovese.

L’attuale Cda, peraltro composto da consiglieri per la maggior parte in quota Malacalza (ben dieci su 15 tra cui anche presidente e amministratore delegato), scade, però, nella primavera del 2019 e quindi sarà difficile per Mincione scalfire le attuali posizioni dei membri del consiglio, scettici sulle reali intenzioni del finanziere di stanza a Londra. Durante il Cda del 20 febbraio scorso Mincione è stato definito non certo come un investitore di lungo termine desideroso di avere un ruolo attivo ma ora le cose sembrano dover cambiare nella mente dei consiglieri anche perchè non sono esclusi ulteriori acquisiti di azioni da parte del finanziere e non va dimenticato il suo passato in un’altra banca italiana.

La storia del finanziere è lì a dimostrare il suo profilo e le sue intenzioni. Mincione ha infatti assunto posizione non certo passive all’epoca della sua presenza nell’azionariato della Banca Popolare di Milano arrivando anche a scontrarsi duramente con l’allora presidente Andrea Bonomi. Ora la storia potrebbe ripetersi con il finanziere probabilmente desideroso di avere voce in capitolo sul futuro della banca con un occhio di riguardo al possibile coinvolgimento nel prossimo processo di consolidamento del settore. 

Ora bisognerà attendere le contromosse di Vittorio Malacalza, intenzionato a mantenere la presa su Carige potendo peraltro salire fino al 28% del capitale, ma intanto il mercato si è accorto dei possibili sviluppi di un nuovo scontro al vertice. Il titolo guadagna infatti oltre l’1% nonostante l’intonazione negativa di Piazza Affari.

Rosario Murgida Finanzareport.it