Telepass, torta da 10 mld per i Benetton. La partita dei pagamenti stradali

In attesa di Abertis, Atlantia è pronta a partecipare alla gara tedesca per gestire il Telepass. A livello mondiale si farà leva su relazioni “simbiotiche”

Telepass, torta da 10 mld per i Benetton. La partita dei pagamenti stradali

 
Gilberto Benetton, Presidente Gruppo Autogrill, sarà premiato il prossimo 5 ottobre a New York con il prestigioso GEI AWARD 2017.
 

In attesa di conoscere l’esito della disfida col gruppo Acsper il controllo della spagnola Abertis, il gruppo Benetton punta sempre più sull’innovazione Fintech ed in particolare sul “modello Telepass” per crescere in tutta Europa. Del resto Fintech (la tecnologia applicata al settore finanziario) non vuol dire solo sportelli bancari che chiudono: quello dei pagamenti elettronici è una rivoluzione che sta abbracciando una molteplicità di attività della nostra vita quotidiana, dai pagamenti delle bollette dal tabaccaio, alle soste auto pagate tramite cellulare, fino ai servizi offerti agli oltre 6,2 milioni di abbonati di Telepass Spa, la controllata di Atlantia specializzata nell’emissione, commercializzazione e gestione dei sistemi di pagamento elettronico Telepass e Viacard (11 milioni di titoli di pagamento attivati).

Servizi che ormai sono sempre più internazionali, almeno per quanto riguarda i proprietari di mezzi pesanti (oltre le 3,5 tonnellate o che trasportano più di 9 persone) che già possono pagare i pedaggi autostradali col sistema Telepass oltre che in Italia (dove è possibile anche pagare la sosta in alcuni parcheggi in struttura e sulle strisce blu, l’accesso all’Area C di Milano e il traghettamento sullo stretto di Messina) anche in Francia (dove il dispositivo è abilitato al servizio TIS-PL), Spagna e Portogallo (attraverso il servizio Viat-T), Polonia (sul tratto autostradale A4 tra Cracovia e Katowitze, tramite dispositivo Telepass EU), Austria (grazie al servizio Go collegato al Telepass EU) e Belgio (il Telepass EU dà accesso al Liefkenshoek Tunnel, che è parte della strada anulare R2, garantendo inoltre tariffe preferenziali).

Ora la Germania sta per indire una gara per la gestione del servizio Telepass sulle principali arterie autostradali, un boccone da 1-1,5 miliardi di euro che fa gola a molti, a partire dal colosso della telefonia Deutsche Telekom, che sulla carta pare favorito specie se ricevesse qualche “aiutino” in fase di definizione del bando. Ma il business del pagamento dei pedaggi autostradali non è solo un affare europeo: si calcola infatti che a livello mondiale si passerà dai 4,75 miliardi di dollari raccolti nel 2015 a 10,96 miliardi di dollari di giro d’affari annuo entro il 2022, con gli Usa che rappresentano il mercato più importante e la Cina quello che cresce più rapidamente (con tassi attorno al 16,5% annuo, contro il 12,5% medio atteso a livello mondiale).

In questo caso oltre ad Atlantia i principali attori sono le americane Raytheon, GeoToll, Neology e Cubic Corporation, la giapponese Denso, le austriache Kapsch Trafficcom, Transtoll Pty ed Efkon, e la cinese (di Taiwan) Far Eastern Electronic Toll Collection Corp. Ma interessate ad alcuni aspetti del business sono anche le francesi Schneider Electric SE e Thales, la norvegese Q-Free, la tedesca Siemens, l’austriaca Sensor Dynamics, l’inglese Toll Collect, le americane 3M, International Road Dynamics, Transcore Holdings, Honeywell International e Trmi Systems Integration, l’australiana Transurban, la giapponese Xerox Corporation e il colosso cinese SAIC (Shanghai Automotive Industry Corporation).

La partita vera si giocherà dunque sulle alleanze industriali/commerciali: lo studio World Fintech Report 2017, distribuito oggi da Cap Gemini, parla non a caso di un elevato potenziale delle “relazioni simbiotiche” che si stanno iniziando a vedere tra le società tecnologiche e le istituzioni finanziarie tradizionali.

Al riguardo Telepass Spa non ha perso tempo avendo già avviato contatti con Fiat Chrysler Automobiles (e forse Psa-Peugeot Citroen) per integrare sistemi di Telepass integrato in alcuni dei nuovi modelli come la Jeep Renegade, una strada che ha convinto anche Audi (gruppo Volkswagen), che in collaborazione con Gentex rilascerà da fine anno un dispositivo di pagamento elettronico (l’Integrated Toll Module) integrato nello specchietto delle sue future vetture destinate al mercato americano, ma utilizzabile anche in varie località del Canada e del Messico. Poi, forse, sarà la volta dell’Europa e dell’Asia.

Luca Spoldi affariitaliani