Berlusconi ed euroscettici non frenano appetito per l’Italia, ma occhio a cautela Citi e BofA

“Tutte le proposte economiche discusse in vista delle elezioni vanno in una direzione: un aumento netto del debito pubblico”, ha scritto Mauro Baragiola, strategist di Citigroup.

“Neanche Berlusconi e gli euroscettici riescono a fermare il rally positivo italiano”. Così un articolo di Bloomberg firmato da Cecile Gutscher mette in evidenza quello che appare per certi versi un paradosso, in vista delle elezioni politiche di domenica 4 marzo.

 
 

“Con uno euroscettico e un titano controverso dei media che tramano per controllare il governo italiano, il voto di domenica sembra presentare un rischio politico sufficiente per agitare i mercati”.

E invece non è così, sia se si guarda al trend del Ftse Mib, +4% dall’inizio dell’anno,che allo spread BTP-Bund.

Il rally delle azioni italiane e il restringimento del differenziale, continua l’articolo, è avvenuto nonostante la prospettiva di un Hung Parliament lasci “Silvio Berlusconi, ex premier condannato per frode fiscale, probabile incoronatore. Visto che non può assumere la carica di premier, infatti, Berlusconi potrebbe dar vita a un’alleanza non facile con gli euroscettici della Lega Nord, sempre che i due blocchi riescano a risolvere le loro differenze”.

E comunque gli analisti che invitano alla cautela non mancano.

Bloomberg presenta i giudizi degli strategist tra le istituzioni finanziarie più importanti al mondo, tra cui quelli di Bank of America, che hanno per esempio consigliato ai loro clienti di tagliare l’esposizione verso il debito corporate italiano.

Da segnalare che le obbligazioni emesse da diverse aziende italiane attive nel settore energetico, utility e trasporti rendono meno rispetto al debito sovrano.

Barnaby Martin, strategist del credito di Bank of America, ha scritto di conseguenza che tale situazione, presente in un contesto in cui la Bce ha già iniziato a staccare la spina QE, “potrebbe non generare frustrazioni in chi ha posizioni short sul credito, diversamente da quanto accaduto nelle elezioni presidenziali francesi”.

Citigroup mette invece in evidenza il rischio di una crescita ulteriore del debito pubblico, già elevato.

“Tutte le proposte economiche discusse in vista delle elezioni vanno in una direzione: un aumento netto del debito pubblico”, ha scritto Mauro Baragiola, strategist di Citigroup, in una nota dello scorso 26 febbraio.

Gli investitori, ha rilevato Baragiola, “tendono a dimenticare che lo scenario più probabile è quello di un governo guidato in qualche modo da Silvio Berlusconi, di cui i mercati non sono stati grandi fan in passato”.

Si potrebbe spiegare in questo modo l’aumento dei premi che i trader devono pagare per proteggersi contro il rischio di un calo dei futures sui bond italiani.

Barclays e Morgan Stanley sono invece bullish sul debito italiano.

“L’esito più probabile delle elezioni italiane è una coalizione ampia ed eterogenea – ha scritto Cagdas Aksu, analista di Barclays – E noi crediamo che un tale risultato consentirebbe all’Italia di performare bene, con gli spread che scenderebbero sia verso la Germania, che verso la Spagna”. Laura Naka Antonelli Finanzaonline