Bill Blain e la ‘Buffett Chart’. Guadagni azionario davvero ormai insostenibili?

Sul fronte politico, Bill Blain parla di una situazione di un rischio massiccio in Italia (per le elezioni politiche), Germania e Regno Unito

“Con la capitalizzazione dell’azionario Usa che ora vale il 143% del Pil Usa – come dimostra la Buffett Chart (grafico di Buffett) – in diversi avvertono che il mercato appare ormai insostenibile”. Così Bill Blain, strategist del reddito fisso per Mint Partners e tra le voci più ascoltate a Wall Street. Ma è davvero così?

 
 

Blain  sottolinea che “la struttura del mercato è cambiata”.

In che senso? “Il mercato azionario appare più equilibrato tra i settori (nel 2000, il 40% del suo valore era nei titoli tecnologici, oggi è pari al 27%). E il mio collega macro-economista Martin Malone ritiene che l’ampiezza del mercato Usa significhi che possiamo smettere di preoccuparci e rivedere anzi il rialzo del ratio azionario/Pil dalla media degli ultimi 20 anni, pari al 100%, fino al 150%”.

La realtà della stessa economia, d’altronde, è cambiata.

“I nuovi fondamentali sono diversi: basta preoccuparsi della deflazione, piuttosto è il momento di capire che la verità è un’inflazione che potrebbe essere smisurata (specialmente in Europa!) – dice Bill Blain – “Ed è cambiato anche l’outlook, visto che il crash finanziario globale ha lasciato il posto a una crescita globale sincronizzata”.

Certo, “le banche centrali rimangono un problema – aggiunge lo strategist – se si pensa a quanto potrebbero sbagliare e al rischio che vadano nel panico”. Inoltre, la politica rimarrà ‘fluida’ e volatile, condizionata dalla crescente percezione delle diseguaglianze dei redditi, che sarà terreno fertile per il populismo”.

Fondamentalmente siamo in presenza di un mondo nuovo – sentenzia Blain, che poi lancia l’appello a trader e investitori: “Cercate di leggerlo”.

Sul fronte politico, Bill Blain parla di una situazione di rischio massiccio in Italia (per le elezioni politiche), Germania e Regno Unito.

“Ma queste cose raramente poi risultano così negative come appaiono all’inizio. Sebbene la Brexit rimanga un caos terribile, immaginate quanto sareste scioccati, e quanto velocemente le vostre valutazioni dei mercati sarebbero costrette a cambiare, se improvvisamente (la premier britannica) Theresa May fosse capace di governare in modo quasi competente”.

Tutto ciò – conclude Bill Blain – “fa della crescita il vero elemento che crea valore. E sebbene diversi investitori credono che la crescita possa fermarsi alla fine di quest’anno o all’inizio del 2019, tutte le istituzioni globali sono positive. Il Pil globale sta crescendo, giustificando le elevate quotazioni delle azioni e degli asset di rischio. Con il ritmo di crescita ancora modesto, e le minacce sull’inflazione limitate, potrebbe anche non esserci una paura così forte verso i bond”.

Alla fine Bill Blain conclude: “Sembra tutto molto positivo…E sì, io sono un buyer. Acquistate rischio. Vendete bond”. Laura Naka Antonelli Finanzaonline