Carige, polemiche in vista per stipendi e Mincione

La banca ligure, malgrado le difficoltà dell’anno scorso, ha erogato maxi stipendi a dirigenti e consiglieri. Intanto la Consob ha acceso un faro sulla vicenda Mincione

 
 

Carige potrebbe finire nel tritacarne delle polemiche sui maxi-stipendi erogati ai dirigenti che spesso e volentieri nascono quando le aziende sono in difficoltà o comunque superano grandi ostacoli solo con l’aiuto dei soci.

Come scrive la giornalista Carlotta Scozzari su Twitter, Paolo Fiorentino, diventato amministratore delegato della banca ligure, ha percepito nel 2017 uno stipendio di ben 723 mila euro “per il doppio ruolo di direttore generale, che tipicamente consente agli ad-banchieri di vedere lievitare il proprio stipendio”. Il predecessore di Fiorentino, Guido Bastianini ha invece ricevuto 392 mila euro portando a oltre 1 milione di euro gli emolumenti versati dalla banca ligure ai due dirigenti che si sono succeduti al timone.

Cifre elevate, ben 570.500 euro, sono state erogate anche al presidente Giuseppe Tesauro mentre il vicepresidente e maggior azionista Vittorio Malacalza ha ottenuto 209.250 euro. 

Le probabile polemiche sugli stipendi garantiti a dirigenti e consiglieri si interseca con un’altra vicenda che rischia di avere qualche ripercussione. Sull’ingresso nell’azionariato di Raffaele Mincione e in particolare sulla richiesta di ottenere una rappresentanza consigliare avrebbe infatti acceso il suo faro la Consob. La commissione si è allertata per la mancata comunicazione della richiesta da parte di Tesauro all’intero consiglio di amministrazione. 

Il presidente non avrebbe in particolare riferito della lettera inviata da Mincione una settimana fa nel corso dell’ultima riunione dei consiglieri, un incontro comunque di breve durata. Il finanziere ha chiesto di ottenere un posto nel consiglio forte dell’acquisto del 5,4% del capitale di Carige e del ruolo di terzo azionista dietro i Malacalza e l’imprenditore Gabriele Volpi. 

Intanto, oggi, il titolo perde in Borsa quasi l’1,2% nonostante l’intonazione sostanzialmente positiva di Piazza Affari. finanza report.it