Elezioni, Messina: «L’Italia deve ridurre il debito»

MESSINA

 

Il Ceo di Intesa Sanpaolo in un’intervista all’Handelsblatt tenta di rassicurare i mercati in vista del voto: «Se parliamo di stabilità del sistema finanziario, siamo un Paese normale».

Il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, una delle voci più autorevoli e ascoltate nel campo dell’informazione economico-finanziaria. A pochi giorni dalle elezioni politiche, il cui esito si annuncia quanto mai incerto, Messina ha tentato di rassicurare i mercati e gli investitori internazionali: «L’Italia deve ridurre il suo debito», ha ammesso, ma «se parliamo di stabilità del sistema finanziario, siamo un Paese normale».

DEBITO ALTO, MA SOSTENIBILE. Secondo Messina, in altre parole, Roma non rappresenta «in alcun modo» un rischio per la stabilità dell’Eurozona. E sulla capacità dell’Italia di sostenere il pur alto livello del debito pubblico (2.256,1 miliardi nel 2017, in crescita di 36,6 miliardi rispetto al 2016), «non vi è alcun dubbio». Un ragionamento che resterebbe valido «anche se la Bce dovesse ridurre l’acquisto dei bond» sul mercato secondario. Anche in questo caso, prosegue infatti Messina, «non mi aspetto alcuna forte pressione sul mercato italiano».

GOVERNO STABILE? «NEMMENO IN GERMANIA». Sul piano più strettamente politico, il Ceo di Intesa Sanpaolo non ha rinunciato a dare una stoccata ai tedeschi: «L’Italia non è in una situazione peggiore di altri Paesi in Europa. O la Germania ha al momento un governo stabile?», ha chiesto retoricamente a chi lo intervistava. Compito del nuovo governo italiano, piuttosto, dovrà essere quello di «tenere sotto controllo la disoccupazione, soprattutto quella giovanile». Ma per farlo «serve la crescita e dobbiamo trovare la strada per ridurre i debiti. Questo ha assoluta priorità» e i partiti italiani, sul punto, «sono tutti d’accordo».

LE PROMESSE, DOPO IL VOTO, DIVENTANO PIÙ RAGIONEVOLI. Agli intervistatori, che facevano notare però come anche nella coalizione di centrodestra, per esempio, c’è chi propone di abolire la riforma delle pensioni introdotta dal governo Monti, Messina ha risposto così: «Tutti i partiti fanno promesse in campagna elettorale. Ma dopo le elezioni, le promesse si trasformeranno in qualcosa di più ragionevole. Se l’Italia vuole parlare con i suoi partner in Europa, dobbiamo affrontare il problema del debito. I politici sanno che hanno bisogno di investire per determinare una crescita maggiore, e possono farlo solo se non spendono così tanto per il rimborso del debito».

BANCHE, NUOVE AGGREGAZIONI IN VISTA. Il manager è stato interpellato anche sulla necessità di un nuovo consolidamento del nostro sistema bancario: «Sono assolutamente convinto del fatto che nei prossimi due anni vedremo aggregazioni di banche di dimensioni medie e piccole. Intesa Sanpaolo, però, non sarà della partita. La nostra quota di mercato è già adesso troppo grande». Quanto al nodo delle sofferenze, Messina si è detto «sicuro che la maggior parte delle banche italiane possa risolvere i suoi problemi in un arco di tempo che va dai prossimi tre ai cinque anni. Se parliamo di stabilità del sistema finanziario, siamo un Paese normale. Alcune banche possono avere delle difficoltà, ma questo vale anche per la Germania».

LA REPLICA ALLE SCOMMESSE DI BRIDGEWATER. Infine, una replica al pessimismo dell’hedge fund americano Bridgewater, che ha recentemente scommesso tre miliardi contro l’Italia: «Ci saranno molte chance per le banche italiane, credo che Bridgewater sia sulla strada sbagliata». Lettera 43