Intrum accelera sugli Npl di Intesa Sanpaolo

Gli advisor del gruppo svedese a caccia di un partner finanziario per chiudere prima della scadenza fissata a fine mese

 
 

Il gruppo svedese Lindorff Intrum Iustitia è a caccia di un partner per chiudere al più presto l’operazione sui crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo. Lo riferiscono stamani indiscrezioni di stampa, confermando le ipotesi circolate nelle scorse settimane a fronte delle notevoli dimensioni dell’operazione.

Intesa infatti offre un pacchetto di 12 miliardi di sofferenze lorde di Intesa Sanpaolo e il 51% delle attività di servicing confluite nella Capital Light Bank. Intrum (assistita da Goldman Sachs e Mediobanca) dovrebbe acquistare i crediti di Intesa Sanpaolo a un valore di circa il 25-30%, accollandosi la gestione del veicolo. Gli advisor hanno così deciso di mettersi sulle tracce di un investitore internazionale che affianchi gli svedesi. I quali, ricordiamo, hanno aperto da qualche tempo una sede a Milano, guidata dalla manager Antonella Pagano, e guardano con grande interesse al “mercato” italiano degli Npl. Quanto al possibile partner, circolano i nomi di Christofferson Robb & Company (Crc), Pimco e Bayview. 

Gli advisor vorrebbero anche chiudere anticipatamente rispetto alla scadenza dell’esclusiva a fine mese e punterebbero a presentare l’offerta finale nella seconda parte del mese. Sull’argomento si sono registrate le proteste dei sindacati, contrari sia al passaggio in mani straniere di grandi quantitativi di Npl sia all’esternalizzazione da parte di Intesa Sanpaolo di attività e di dipendenti senza il rispetto dell’attuale contatto collettivo del credito. 

Sul fronte degli Npl, la banca guidata da Carlo Messina prevede di dimezzare i propri crediti deteriorati nel 2021 a 26,4 miliardi al lordo delle rettifiche dai 52,1 miliardi nel 2017 e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche da 22,5 miliardi dello scorso anno. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti (il “famigerato” gross Npe ratio ) dovrebbe attestarsi al 6% nel 2021, al lordo delle rettifiche, contro il 10% auspicato dalla Bce (ma potrebbe anche essere richiesto il 5% in base alle prescrizioni del cosiddetto addendum) e 2,9% al netto.

In Borsa il titolo Intesa Sanpaolo segna stamani -0,5% a 3,07 euro, in linea con l’intonazione negativa di Piazza Affari (-0,4% il Ftse Mib). 

S.N. FINANZAREPORT