Mps affossata dal rischio politico

In Borsa aggiornati ancora i minimi storici, il titolo sconta anche le incertezze legate al prossimo governo che controllerà la banca senese

 
 

Una seduta finora decisamente negativa per Banca del Monte dei Paschi di Siena. Il titolo anche oggi aggiorna ancora i minimi storici facendo peggio di altri titoli finanziari o bancari complice non solo l’intonazione negativa di tutta Piazza Affari e dei mercati borsistici globali.

I motivi dei ribassi sono molteplici e trovano, probabilmente, un’ulteriore spinta nell’attuale fase di incertezza legata alle imminenti elezioni. Il titolo sembra uno dei pochi, se non l’unico tra quelli legati allo Stato, a pagare le conseguenze di una tornata elettorale che potrebbe sfociare in un governo di grande coalizione per non parlare della vittoria di un qualche partito che potrebbe determinare un cambiamento sostanziale per il futuro della banca senese.

Finora le incertezze politiche non sembra abbiano prodotto effetti consistenti sull’Italia nel suo insieme come dimostrato dalla sostanziale stabilità dello spread e dall’assenza di un crollo delle quotazioni mentre per Mps sono ormai diverse le sedute di continuo ribasso fino, appunto, alla registrazione dei minimi storici dal ritorno in Borsa dello scorso autunno.

Certo non va trascurato come la pubblicazione dei risultati annuali e trimestrali abbia accesso il faro del mercato sulle reali condizioni dell’istituto di credito ma allo stesso tempo le costanti indiscrezioni sul prossimo consolidamento del mercato avrebbero dovuto sostenere i corsi azionari. 

Su Mps, quindi, l’effetto elezioni sembra amplificato. Del resto lo Stato controlla ben il 70% del capitale ed esprime la maggioranza dei consiglieri. Conseguentemente l’esito elettorale con la nascita di un governo espressione di partiti finora all’opposizione potrebbe cambiare le carte in tavola e la strategia di gestione di una partecipazione incamerata dallo Stato pur di salvare la banca dal dissesto ed evitare il rischio di contagio all’intero sistema bancario nazionale. 

C’è dunque il rischio di un cambio di rotta con la conseguenza anche di un avvicendamento ai vertici temuto evidentemente da un mercato che, invece, chiede stabilità alla luce dell’esigenze di portare avanti un piano di rilancio difficile nonostante le recenti rassicurazioni dell’amministratore delegato Marco Morelli e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan

In Borsa il titolo perde quasi il 2% a 3,15 euro a fronte di un Ftse Mib in ribasso dello 0,9%. S.N. FINANZAREPORT