Strategist: con vittoria M5S spread BTP-Bund oltre +100%. Per euro scenario migliore è governo centrodestra

Tutte le previsioni degli strategist (Credit Agricole, Rabobank, JP Morgan) in base agli scenari che si concretizzeranno. E Nomura guarda già al ritorno alle urne.

Nel caso in cui il risultato delle elezioni politiche italiane portasse al governo un’alleanza di euroscettici, lo spread BTP-Bund potrebbe volare a livelli massimi degli ultimi cinque anni. E’ la previsione di alcuni analisti intervistati da Bloomberg, riportata nell’articolo “A Five Star Win in Italy Could Mean Pain for Bondholders” (Una vittoria del M5S potrebbe significare più problemi per i detentori di bond).

 
 

In media, gli esperti ritengono che esista una probabilità di appena il 10% che vada al governo una coalizione dominata dal M5S: tuttavia, se si concretizzasse, una tale situazione metterebbe in seria difficoltà quei trader che sono posizionati long sul debito pubblico italiano. Lo spread raddoppierebbe il suo valore fino a 260 punti base, livello che l’ultima volta è stato visto nel 2013. L’euro, invece, scenderebbe al di sotto della soglia di $1,21.

Meno spaventosa è la prospettiva di un governo frutto di un accordo tra Forza Italia di Silvio Berlusconi e il PD di Matteo Renzi: in questo caso lo spread BTP-Bund si restringerebbe a 118 punti base; una coalizione del centro destra con la Lega, invece, potrebbe rivelarsi lo scenario migliore per l’euro, facendolo salire verso $1,24.

Tra gli analisti intervistati da Reuters parla Matthew Cairns, strategist di Rabobank International: una vittoria del M5S sarebbe “negativa per l’euro, e si tradurrebbe in un allargamento dello spread, visto che il candidato potrebbe decidere di spingere per l’uscita (dell’Italia) dall’euro. Tuttavia, le chance che si possa formare una coalizione rimangono molto basse”.

Di seguito alcune view degli strategist sullo spread e sull’euro, a seconda dell’esito che arriverà dalle urne italiane.

Gli strategist di JP Morgan del team di Fabio Bassi ritengono che la probabilità di un governo “non tradizionale” sia di appena il 3%: in questo caso, lo spread balzerebbe a 300 punti base; la chance di una Grande Coalizione viene data al 31%: in questo caso lo spread scenderebbe a 100 punti base.

Credit Agricole prevede uno spread in stabilizzazione nel range tra 130 e 150 punti base, presupponendo che al governo non vadano gli euroscettici.

Lo scenario di base di UniCredit è una “formazione di un’ampia coalizione di partiti tradizionali e pro-Europa (dunque di un’alleanza tra Forza Italia e il Pd)”, che permetterebbe allo spread di scendere a 110 punti base circa. Gli strategist di UniCredit, tra cui Luca Cazzulani, ritengono che il mercato stia già scontando tale prospettiva.

Nomura dà al 21% la probabilità di un ritorno alle urne con nuove elezioni dopo quelle di domenica 4 marzo: in questo caso lo spread si allargherebbe a 200 punti base.

Previsioni euro

Un’alleanza capitanata dal M5S – a cui il consensus attribuisce una probabilità del 10% – porterebbe l’euro a scebdere fino a $1,2054, presupponendo che la valuta oscilli attorno a $1,23 nei giorni precedenti il voto (nelle ultime ore, la moneta unica ha bucato tuttavia $1,22).

L’outlook più positivo per l’euro sarebbe quello di una maggioranza di centro-destra: in questo caso, la valuta potrebbe salire fino a $1,2380. Il consensus frutto del sondaggio di Blooberg assegna una probabilità del 20% a questo scenario.

In generale, la prospettiva di un Hung Parliament viene data al 40%, e vede l’euro a $1,2250.

In ogni caso, nel lungo termine la view rimane positiva, a prescindere anche dal voto italiano.

“Sebbene fattori come l’euroscetticismo e la lentezza delle riforme strutturali siano più pertinenti all’Italia, la crescita dell’Eurozona ha fornito all’euro una comoda coperta”, afferma Jane Foley, responsabile della strategia forex presso Rabobank.

Laura Naka Antonelli Finanzaonline