Verso il voto. Visti dagli altri: per i tedeschi il 4 marzo potrebbe essere l’inizio di un incubo per l’Europa

Il David di Michelangelo a Firenze, con la bandiere italiana ed europea sullo sfondo. Shutterstock

L’Europa ha paura. Ha paura del 4 marzo, di quello che potrebbe accadere. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, lo ha espresso giovedì a modo suo. “Nella seconda settimana di marzo potremmo assistere a reazioni importanti sui mercati finanziari”, ha dichiarato durante un dibattito a Bruxelles. “Perciò ci stiamo preparando a questo scenario”.

 

Il 4 marzo i dirigenti della Spd renderanno noti i risultati del referendum rivolto alla base del partitoSe i tesserati voteranno sì, la Germania sarà di nuovo in mano alla grande coalizioneSe si oppone, la più importante nazione europea scivolerebbe in una crisi politica di dimensioni incalcolabili.

Ma non è l’unica paura che agita Bruxelles. La Commissione ha più timore di altre elezioni: quelle italianeIn Italia la situazione è ancora più complessa.

“Sono più preoccupato per il risultato delle elezioni italiane che per il referendum interno della Spd – ha detto Juncker- Il peggior scenario possibile è che non si riesca a formare un Governo in Italia“.

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Al momento, la formazione di un Governo sembra un compito pressoché impossibile. Sono tre gli scenari più probabili.

1 Una vittoria della coalizione di centrodestra

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini

Se una coalizione riuscisse a raggiungere una maggioranzaalla Camera dei Deputati e al Senato, la formazione di un Governo potrebbe rivelarsi più facile del previsto. Già nei primi giorni di campagna elettorale i partiti si sono assicurati la reciproca collaborazione dopo il 4 marzo. La coalizione di centrodestra coinvolge principalmente quattro partiti: Forza Italia, di Silvio Berlusconi (al 16% secondo gli ultimi sondaggi), i populisti di destra della Lega (14%), quelli di Fratelli d’Italia (5%) e altri partiti minori di destra (3%). Tutti hanno già firmato un programma comune. È stato anche deciso quale partito, in caso di vittoria, sceglierà il premier: quello che avrà preso più voti. Almeno questo è l’accordo.

Svantaggio: I problemi cominciano con la scelta del nome del presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi potrebbe raccogliere il maggior numero di voti, ma non è candidabile per motivi giudiziari. Berlusconi finora non ha scelto candidati di riserva. Durante la campagna elettorale ha proposto più volte Antonio Tajani, il presidente del Parlamento europeo. Tajani ha però posizioni troppo filoeuropee per gli altri partiti della coalizione. Tra l’altro, sull’Europa, Forza Italia e Lega hanno idee tutt’altro che simili. Berlusconi è pro-europeo, mentre i politici della Lega vorrebbero uscire dall’Euro e recuperare più autonomia dall’Europa.

ConclusioneCon questa coalizione, l’Italia avrebbe almeno una possibilità di raggiungere un Governo stabile.Se si considera però la crescita delle istituzioni europee, la coalizione di centrodestra potrebbe rivelarsi più un freno che un sostenitore. A sostegno di questa tesi bastano le posizioni della Lega, che ormai ha quasi gli stessi consensi del partito di Berlusconi. La coalizione ha però anche un altro problema: secondo tutti i sondaggi il 4 marzo non raggiungerà la maggioranza assoluta.

2 Una grande coalizione

Il premier Paolo Gentiloni – Facundo Arrizabalaga – WPA Pool/Getty Images

Ora come ora, sarebbe la soluzione a cui l’Unione europea guarderebbe con più favore. Si tratterebbe in un certo senso della prosecuzione del Governo attuale guidato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Il cuore di una grande coalizione sarebbero il Partito democratico, di centrosinistra dell’ex-premier Matteo Renzi (23%) e Forza Italia (16%). Per raggiungere una maggioranza, ci vorrebbe però anche il sostegno del movimento di sinistra Liberi e Uguali (5%) o addirittura un appoggio esterno del Movimento5Stelle del comico Beppe Grillo (27%).

Svantaggio: Tutti i partiti menzionati hanno escluso in un senso o nell’altro questo tipo di alleanza. La sinistra italiana è molto divisa. In più, Forza Italia difficilmente potrebbe sostenere un presidente del Consiglio Pd, che secondo i dati attuali uscirebbe dalle prossime elezioni come grande sconfitto.

Conclusione: Una coalizione di centro funzionerebbe probabilmente solo come soluzione temporanea. Per qualsiasi altro obiettivo, le differenze tra la destra e la sinistra sono troppo profonde e i partiti moderati sono troppo deboli. Sarebbe però pensabile che una grande coalizione potrebbe sostenere, sotto la guida di un presidente del Consiglio sostenuto in maniera trasversale, un Governo che si occupi degli affari più urgenti e che crei una legge elettorale che renda possibili maggioranze nette. In seguito, il presidente della Repubblica potrebbe indire nuove elezioni.

3 Una coalizione dei nemici dell’Unione europea

Si trattereibe di una coalizione composta dal Movimento5Stelle (27%), dalla Lega (14%) e da Fratelli d’Italia (5%). In passato questi partiti sono tutti saliti all’onore delle cronache per slogan scettici o addirittura ostili all’Unione europea.

Svantaggio: Un’alleanza di questo tipo sarebbe un incubo per Bruxelles. Sarebbe come se l’Afd tedesca e il Front National di Marine Le Pen decidessero di formare un governo insieme. Improvvisamente l’uscita dell’Italia dall’eurozona sarebbe un rischio realistico. Seguirebbe probabilmente una diminuzione della solvibilità italiana. Diventerebbe pensabile addirittura un default.

ConclusioneTutti e tre i partiti hanno escluso una coalizione di questo tipo. In più, quantomeno Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, ha iniziato a utilizzare toni meno aggressivi per quanto riguarda la possibile uscita dall’eurozona. Di Maio ha definito un referendum sull’euro l’extrema ratio.

In Germania, le possibilità di avere a breve un Governo si aggirano sul 50%. In Italia la situazione è nettamente peggiore. Se anche le complicate trattative per formare un’alleanza dovessero aver successo, il Governo sarebbe probabilmente sarebbe assai fragile. La Germania potrebbe tornare a essere, grazie a una nuova grande coalizione, un’ancora stabile in Europa. Per l’Italia, le prospettive sono ben meno positive.