BpVi, la protesta dei duecento truffati – Video

Prato, assemblea con Federconsumatori, che raccomanda prudenza sulle eventuali cause di risarcimento individuali

Il presidente della Federconsumatori Toscana Fulvio Farnesina illustra le novità per chi è rimasto truffato dalla BpviPrato, assemblea dei duecento clienti pratesi al Palazzo delle professioni per fare il punto sulla situazione dopo il crack della Banca Popolare di Vicenza – L’ARTICOLO – (video Sproviero-Lardara)
 

PRATO. Morena credeva che quel gruzzolo di 12mila euro, frutto del sudore di tanti anni in fabbrica, fosse al sicuro nella cassaforte di palazzo degli Alberti. E invece no, è andato tutto in fumo. «Fui chiamata dall’impiegata della banca – racconta la 75enne pensionata in lacrime – perché il mio conto corrente aveva superato i 10mila euro. Mi parlò di un investimento in azioni con la garanzia che i miei soldi sarebbero stati al sicuro».

Era il giugno 2016: un anno dopo per la Banca popolare di Vicenza sarebbe scattata la liquidazione coatta amministrativa. Adriana Mancini ci ha rimesso invece la metà del capitale di Morena: seimila euro. Anche lei azionista dell’ex BpVi, l’ottantenne pratese senza peli sulla lingua la butta sulla politica quando prende la parola, durante l’assemblea organizzata dalla Federconsumatori pratese, pronta a costituirsi parte civile – insieme a Federconsumatori Toscana – nel procedimento penale a carico degli ex vertici di Popolare di Vicenza.

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«Tra pochi giorni si andrà a votare ma nessun politico ha speso una parola per noi. Nemmeno il sindaco s’è interessato». Nella sala del palazzo delle Professioni riecheggia la voce dei risparmiatori traditi dal crack dell’istituto bancario, 200 quelli associati a Federconsumatori. È la voce di Andrea Badiani che s’interroga sul da farsi dopo aver ascoltato i consigli dell’associazione dei consumatori che, supportata dai legali Silvia Abati e Matteo Ferrari Zanolini, ha raccomandato prudenza su possibili cause di risarcimento individuali. «Ci viene detto che la costituzione di parte civile rappresenta un vicolo cieco – fa notare Badiani – ma il fondo di 100 milioni di euro previsto dalla finanziaria suona come una beffa se non è sufficiente».

Eppure, secondo Federconsumatori questa è l’unica speranza per riavere i soldi. «È la strada maestra, perché il fondo istituto dal governo riconosce il diritto al risarcimento dei risparmiatori – spiega il vicepresidente nazionale Sergio Veroli – Ma la capienza finanziaria è limitata e mancano i decreti attuativi sui criteri di erogazione». I nervi in assemblea sono tesi: tante le testimonianze di anziani truffati, messi nelle condizioni di dover comprare pacchetti di azioni con il pretesto di un mutuo da pagare. Giacinto Pescali è uno dei più arrabbiati. Ce l’ha anche con Intesa che ha rilevato la parte sana della banca veneta.

«Allo sportello mi dicono che i rimborsi toccheranno ai redditi più bassi». La confusione è tanta. C’è chi ha provato a inserirsi nell’insinuazione al passivo ma lo Stato, creditore privilegiato, avrà la precedenza sugli incassi della liquidazione. E poi c’è il rinvio a giudizio chiesto dalla Procura, un processo dietro l’angolo che si preannuncia complicato. Secondo i legali dell’associazione, «esiste il rischio di prescrizione e che non si recuperi nulla a fronte di esborsi economici». L’unica certezza è che Federconsumatori Prato e Toscana si costituiranno parte civile prima del dibattimento. «Una scelta di responsabilità – sottolinea il presidente regionale Fulvio Farnesi – per dare un segnale politico forte».

Maria Lardara il tirreno edizione di Prato