Fed, Powell cauto su inflazione, mentre Greenspan avverte: “Prezzi bond troppo alti”

A lanciare un alert su bolle è anche Paul Tudor Jones, gestore di hedge fund che ha previsto il crash dell’ottobre del 1987.

A parlare oggi, non è solo Jerome Powell, nuovo numero uno della Fed, in quella che è la sua seconda audizione al Congresso dall’inizio della settimana. Mentre il nervosismo a Wall Street è lampante, con i mercati che pendono dalle sue labbra, a prendere la parola è anche Alan Greenspan, ex presidente della Banca centrale Usa.

 
 

In un’intervista rilasciata alla Cnbc, Greenspan afferma che “sul mercato dei bond la bolla sta iniziando a dispiegarsi” dopo decine di anni in cui nel settore ha scalpitato il toro.

I prezzi dei bond sono troppo alti”, dice nel corso della trasmissione Squawk on the Street.

Più in generale, sul trend dell’economia nel breve termine, l’ex timoniere della Fed afferma di essere ottimista, grazie alla riforma fiscale di Trump, in particolare al taglio delle tasse imposte alle aziende, dal 35% al 21%. Nel lungo termine, tuttavia, Greenspan è piuttosto pessimista.

Tutto questo, mentre Powell smorza decisamente i toni da falco rispetto all’audizione di due giorni fa alla Camera Usa, quando aveva aperto la porta alla possibilità di quattro strette monetarie, da parte della Fed, nel corso di quest’anno, e aveva avvertito che, nel caso in cui l’economia Usa si fosse surriscaldata, la Fed avrebbe dovuto alzare i tassi “più velocemente”.

Oggi precisa quanto detto 48 ore prima, affermando che non ci sono prove che l’economia si stia surriscaldando, ed enfatizzando la necessità di procedere a rialzi dei tassi in modo “graduale”.

Ma se Powell invita a essere cauti sul trend dell’inflazione, affermando che non ci sono prove neanche del fatto che “l’inflazione misurata dai salari stia accelerando”, Paul Tudor Jones, gestore di hedge fund che ha previsto il crash dell’ottobre del 1987 sembra pensarla più come Alan Greenspan.

“Abbiamo l’economia più forte degli ultimi 40 anni, in piena occupazione. L’umore è euforico, ma insostenibile, ed è accompagnato da costi, come le bolle presenti nell’azionario e nel credito – ha detto Jones, in un’intervista a Goldman Sachs che è stata inviata con una nota ai clienti della banca – Con tassi così bassi, non si può oggigiorno fidarsi dei prezzi degli asset. (..) Mi terrei ben alla larga dai bond…I bond non sono mai stati così costosi in base a tutti i parametri utilizzabili. Sono sopravvalutati e c’è troppa gente posizionata su di essi”.

Per difendersi in questo contesto, il gestore consiglia agli investitori di privilegiare il cash o acquistare le commodities e gli “hard asset”. Bocciati più che mai gli investimenti in bond, con quelli decennali che a suo avviso saliranno entro la fine dell’anno fino al 3,75%, dal 2,95% a cui sono balzati a febbraio (massimo degli ultimi quattro anni) e rispetto al 2,83% di oggi. LAURA NAKA ANTONELLI FINANZAONLINE