Mps, abbassa il prezzo della maxi vendita di Npl?

Il Cda conferma i risultati finanziari di un 2017 chiuso in profondo rosso. Intanto il titolo sempre vicino ai minimi storici

 
 

Banca Monte dei Paschi di Siena conferma i risultati preliminari pubblicati ad inizio febbraio senza riservare, come era in parte ovvio, alcuna sorpresa. Sorprese che potrebbero invece emergere dall’operazione di cartolarizzazione di crediti deteriorati da oltre 26 miliardi di euro. 

“Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato oggi il progetto di bilancio d’esercizio della Banca e consolidato del Gruppo Montepaschi al 31 dicembre 2017, confermando i risultati preliminari già approvati dal Consiglio stesso e resi noti al mercato il 9 febbraio scorso”, si legge in una nota pubblicata ieri sera.

La banca senese, alla prese con un difficile piano di rilancio affidato all’amministratore delegato Marco Morelli, ricorda anche di aver chiuso il 2017 con una perdita netta consolidata di 3,5 miliardi di euro, a causa, tra le altre cose, di circa 4 miliardi di euro di rettifiche non ricorrenti connesse all’operazione di cessione, tramite cartolarizzazione, di un insieme di esposizioni creditizie classificate a sofferenza.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2017 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 14,8%, rispetto all’8,2% di fine 2016, e il Total Capital Ratio è risultato pari al 15%, a fronte del 10,4% registrato a fine dicembre 2016.

E proprio sul fronte patrimoniale spuntano indiscrezioni di stampa su una modifica al prezzo di cessione del maxi-pacchetto di sofferenze in fase di cartolarizzazione. Per quanto l’iter stia procedendo secondo i tempi indicati dalla Bce, la banca avrebbe deciso di ridurre di qualche punto percentuale il prezzo di vendita rispetto al 21% del valore nominale originariamente concordato con i vari soggetti coinvolti, a partire da Atlante. La riduzione, seppur leggera, è stata determinata da una modifica del perimetro di asset da smaltire: non più 26,1 miliardi, bensì 24,6 miliardi per effetto dell’esclusione di 1,3 miliardi di prestiti ai Confidi caratterizzati dalla mancanza delle necessarie garanzie. 

Intanto il titolo viene scambiato sempre sui minimi storici. A Piazza Affari, complice l’intonazione negativa dell’intero mercato borsistico italiano, tratta infatti in ribasso dell’1,7% a 3,15 euro, poco sopra il valore minimo di 3,099 euro, pagando più di altre società quotate le conseguenze delle imminenti elezioni politiche. ROSARIO MURGIDA FINANZAREPORT