Finisce era Pd nelle partecipate, si guarda a nomine

Stefano Neri Finanzareport.it

In scadenza i vertici di Saipem e Cdp. A partire dal 2019 da rinnovare i board di Enel, Eni, Snam, Terna, Poste, Banca Mps, Leonardo, Italgas, Enav, Fincantieri e RaiWay

 
 

Il voto politico italiano sancisce scenari nuovi e incerti, con la vittoria di Movimento 5 Stelle e Lega e le difficoltà per tutti i partiti e le coalizioni a dare vita a una maggioranza. Guardando ai numeri, una delle certezze è invece la bocciatura del Pd e dell’attuale maggioranza di governo. Al punto che si comincia già a ragionare su una sorta di “successione” nel lungo elenco di partecipate di Stato.

Come visto nei giorni scorsi, una di queste società coinvolte è Banca Mps, che aggiorna oggi i suoi minimi storici nonostante a Siena si sia affermato il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, l’artefice del salvataggio. Il cambio della guardia all’esecutivo potrebbe portare a qualche novità anche per la banca più antica del mondo, che è controllata addirittura al 70% dallo Stato e fatica a rimettersi in carreggiata, come dimostrato dai conti del 2017 che evidenziano un continuo calo dei ricavi e il peggioramento del “rosso”. Regna per il momento l’incertezza, penalizzando il titolo in Borsa. 

Ma l’era del Pd volge al termine anche per tutte le altre partecipate pubbliche, fra cui la stessa Cassa Depositi e Prestiti e diverse big di Piazza Affari. Le quotate in particolare, compreso il Monte dei Paschi di Siena, sono una dozzina. Le altre, oltre a Mps, sono: Enel, Eni, Snam, Terna, Poste, Leonardo, Italgas, Saipem, Enav, Fincantieri e Rai Way. Si tratta appunto di società controllate dallo Stato, direttamente o attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. E la possibilità di un nuovo governo, come notare gli analisti di Mediobanca, include anche la possibilità di cambi nel management “per le società controllate dallo Stato i cui Cda sono stati nominati e confermati durante la precedente amministrazione del Pd”.

Cosa aspettarsi quindi? Scatterà il cosiddetto “manuale Cencelli” con cui i partiti sono abituati a spartirsi le poltrone? Oppure si ragionerà caso per caso? Si profila qualche accelerazione? L’unico Cda in scadenza quest’anno, tra le quotate, è quello di Saipem, che andrà rinnovato in occasione dell’assemblea di bilancio in primavera. In ballo ci sono le poltrone occupate dal presidente Paolo Andrea Colombo Colombo ed all’Ad Stefano Cao. Decisamente più strategica la nomina del board della Cdp, cassaforte delle partecipazioni statali e in grado di muovere ingenti risorse, in agenda sempre quest’anno.

Proprio recentemente l’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, ha dovuto smentire le voci di sue dimissioni per passare alla Cdp. Il suo mandato all’ex Finmeccanica scade tuttavia nel 2020. Andranno rinnovati nel 2019 i Cda di Fincantieri, Snam e Italgas, mentre tutti gli altri, come Leonardo, scadranno nel 2020 (fra cui Eni, Enel, Poste, e la stessa Mps). Sempre che l’avvento di un nuovo azionista di controllo non provochi un’accelerazione del ricambio