Gedi paga i peccati fiscali dell’Espresso: perdita di 123,3 milioni

affariitaliani.it – 05/03/2018

Sui conti pesa l’impatto dell’onere fiscale per la definizione del contenzioso riferito a contestazioni sulla riorganizzazione de L’Espresso nel 1991

Gedi paga i peccati fiscali dell'Espresso: perdita di 123,3 milioni

 
Foto La Presse
 
 

Nel 2017 il gruppo Gedi ha chiuso i conti con una perdita netta da 123,3 milioni. Il risultato ante imposte, invece, e’ positivo per 19,1 milioni. Pesa infatti sui risultati del gruppo nel 2017 l’impatto dell’onere fiscale straordinario per la definizione del contenzioso, pendente in Cassazione, riferito a contestazioni di natura antielusiva relativa ai benefici fiscali derivanti dall’operazione di riorganizzazione societaria del gruppo editoriale L’Espresso nel 1991.

La perdita netta derivante dalla definizione del contenzioso e’ ammontata a 143,2 milioni e trova integrale copertura, sottolinea una nota, nelle riserve disponibili di patrimonio netto, senza intaccare il capitale sociale. Il fatturato e’ stato pari a 633,7 milioni, in crescita dell’8,2% sul 2016. In aumento anche l’ebitda, pari a 53,2 milioni rispetto ai 43,7 milioni dell’anno precedente. Riguardo alla definizione del contenzioso, il gruppo sottolinea che si prevede il pagamento di un importo pari a 175,3 milioni, di cui 140,2 milioni pagati nel 2017 ed i restanti 35,1 milioni da versare entro il 30 giugno 2018. L’eventuale esito sfavorevole per la societa’ del contenzioso pendente in Cassazione che Gedi avrebbe comportato un onere, sulla base delle valutazioni al 30 giugno 2017, pari a 388,6 milioni.

Nel 2017 i ricavi diffusionali del gruppo Gedi, pari a 201,7 milioni, sono in leggero aumento (+0,8%) rispetto a quelli dell’esercizio precedente e risultano in flessione del 7,1% a pari perimetro, in un mercato che, come sopra riportato, ha continuato a registrare una significativa riduzione delle diffusioni dei quotidiani (- 8,8%). I ricavi pubblicitari sono cresciuti del 13,7% rispetto al 2016; la crescita a perimetro equivalente e’ stata del 5,7%, con una flessione del 3,3% sui mezzi del gruppo ed un incremento significativo delle concessioni di terzi, grazie alle nuove concessioni di Radio Italia e delle testate La Stampa e il Secolo XIX (la cui raccolta di pubblicita’ nazionale e’ passata al gruppo dall’inizio del 2017 e per il primo semestre dell’esercizio e’ stata classificata quale raccolta per terzi, posto che l’integrazione e’ avvenuta a meta’ anno). Con riferimento ai mezzi del gruppo, la raccolta su radio e’ cresciuta del 5%, confermando l’evoluzione positiva gia’ riscontrata nel precedente esercizio.

La raccolta su internet ha mostrato una crescita del 9,9% (+2,3% a perimetro equivalente), con un andamento migliore di quello del mercato. Infine, la raccolta su stampa ha registrato un aumento del 4,8% (-7,3% a perimetro equivalente, in linea con l’andamento generale della raccolta dei quotidiani). Il margine operativo lordo consolidato e’ stato pari a 53,2 milioni, importo maggiore rispetto al dato del 2016 (43,7 milioni), anche a perimetro equivalente (46,1 milioni). Il risultato operativo consolidato e’ stato pari a 28,7 milioni, in crescita rispetto al risultato del 2016 (22,4 milioni), anche a perimetro equivalente (22,5 milioni). Gli oneri fiscali sono ammontati a 150,5 milioni a causa del costo sostenuto per la definizione del contenzioso pari a 143,2 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2017 ammonta a 115,1 milioni, dopo l’esborso fiscale di 140,2 milioni per la definizione del contenzioso.

Il consiglio di amministrazione della capogruppo, inoltre, proporra’ all’assemblea dei soci del 26 aprile di coprire interamente la perdita d’esercizio, pari a 116.571.802,69 di euro, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili iscritte in bilancio al 31 dicembre 2017. All’assemblea verra’ inoltre proposta la revoca e il rinnovo della delega al consiglio di amministrazione stesso per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 20 milioni di azioni proprie a un prezzo unitario che non dovra’ essere superiore al 10% e inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo piu’ elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente piu’ elevata sul medesimo mercato. 

Tra i motivi per cui viene rinnovata l’autorizzazione ci sono l’adempimento degli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della societa’ ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione o di controllo di Gedi o di societa’ da questa controllate; l’adempimento alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili o scambiabili con strumenti azionari; la disposizione di un portafoglio azioni proprie da utilizzare come corrispettivo in eventuali operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, con altri.