TONY IWOBI, IL PRIMO SENATORE NERO È DELLA LEGA

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Tony Iwobi senatore nero

Il primo senatore nero della Repubblica italiana è il leghista Tony Iwobi. Fino a questo momento aveva ricoperto importanti incarichi di partito da quando, nel 1993, ha ottenuto la tessera dell’allora Lega Nord. Attivo anche sotto la direzione di Matteo Salvini, Iwobi tentò la candidatura alle regionali in Lombardia nella scorsa tornata elettorale. Allora fallì l’incarico, mentre oggi è riuscito a ottenere un seggio in Senato.

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TONY IWOBI, IL PRIMO SENATORE NERO CONTRARIO ALL’IMMIGRAZIONE

Qualche minuto fa, la Lega ha voluto esprimere le proprie congratulazioni a Iwobi, pubblicando sulla pagina Facebook ufficiale l’augurio per la prossima legislatura. Lo stesso Iwobi, origini nigeriane che aveva ottenuto il permesso di soggiorno grazie ai motivi di studio che lo hanno portato a frequentare l’Università di Perugia, ha voluto manifestare la propria soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto.

«Amici, è con grande emozione che vi comunico che sono stato eletto Senatore della Repubblica! – ha scritto Iwobi su Facebook – Dopo oltre 25 anni di battaglie nella grande famiglia della Lega, sta per iniziare un’altra grande avventura! I miei ringraziamenti vanno a Matteo Salvini, un grande leader che ha portato la Lega a diventare la prima forza di centrodestra del Paese!». Iwobi, poi, ha voluto ringraziare apertamente gli esponenti locali della Lega e la propria famiglia. 

TONI IWOBY E GLI IMMIGRATI CHE PORTANO LA MALARIA

Tony Iwobi è noto in particolar modo per la sua posizione intransigente nei confronti dell’immigrazione clandestina. Più volte si è definito «argine nei confronti di quei migranti che arrivano in maniera irregolare in Italia» ed è un convinto oppositore dello ius soli. Negli ultimi mesi del 2017 aveva suscitato qualche imbarazzo la sua affermazione secondo cui i casi di malaria che si stanno registrando in Italia negli ultimi mesi si sarebbero verificati a causa degli immigrati. In quella circostanza aveva anche espressamente parlato di «chiusura dei confini».