Bolloré stretto in una morsa: Elliott attacca Tim dal basso, Berlusconi, Salvini e Di Maio arrivano dall’alto

La campagna d’Italia di Vincent Bolloré rischia di avere un epilogo simile a quello del Pd. Sono passate solo poche ore dal risultato elettorale che ha visto prevalere il centrodestra di Salvini e Berlusconi e il Movimento 5 Stelle nella veste di primo partito italiano, quando l’agenzia Bloomberg batte la notizia che il fondo americano Elliott, guidato da Paul Singer, ha acquistato il 6% di azioni Telecom Italia, tra ordinarie e di risparmio. E’ un inizio di scalata? Stando alle dichiarazioni ufficiali sembra di no. “Sebbene Elliott – ha dichiarato il portavoce del fondo – potrà ulteriormente aumentare la propria partecipazione in Telecom Italia (e nel qual caso renderà pubblico il superamento delle soglie superate in conformità alle leggi italiane), non sta cercando e non cercherà di raggiungere il controllo di Telecom Italia”.

 

Paul Singer, gestore del fondo Elliott. Getty Images

 

Più che altro sembra che un investitore istituzionale dalle spalle larghe come Elliott (….. in gestione) abbia studiato a fondo il caso Tim e abbia deciso che la società sia molto sottovalutata rispetto alle sue potenzialità. Soprattutto con la gestione Bolloré negli ultimi tre anni si è perso il 30% del suo valore e dunque si è formato uno spazio di rialzo considerevole. “Elliott Ha speso tempo e risorse significative negli ultimi mesi analizzando l’azienda e le sue alternative di strategia – ha continuato il portavoce – la governance, la valutazione, la direzione strategica e i rapporti di Telecom Italia con le autorità italiane migliorerebbero sostituendo alcuni membri del consiglio di amministrazione con nuovi amministratori completamente indipendenti e altamente qualificati. Di conseguenza, Elliott sta prendendo in considerazione l’adozione di misure per raggiungere tale obiettivo”.

Leggi anche: “Bolloré ribalta il vertice Tim ma è in un vicolo cieco. Per uscirne deve scendere a patti sulla rete

Dunque sarà battaglia alla prossima assemblea del 24 aprile, con Singer che cercherà di mettere in evidenza tutte le carenze della gestione francese e coagulare intorno alla sua proposta il maggior numero di investitori istituzionali. Mentre Bolloré cercherà di difendersi con il suo 24% che nelle ultime tornate gli ha sempre garantito un controllo di fatto della società italiana, incorrendo per questo anche nei richiami della Consob.

C’è qualcuno dietro al fondo Elliott o agisce per conto proprio?

Difficile rispondere con precisione a questa domanda. Il fatto che Elliott circa un anno fa abbia prestato 300 milioni di Yonghong Li il quale grazie a questo finanziamento è riuscito a concludere l’acquisto del Milan dalla Fininvest ha fatto pensare a un qualche collegamento con Berlusconi e alla sua voglia di rivalsa nei confronti di Bolloré. I due si stanno infatti confrontando duramente sul fronte Mediaset, con il francese che ha mandato a monte l’acquisto della pay tv Premium e poi è entrato a piedi uniti nel capitale della società televisiva della famiglia Berlusconi. La quale ha reagito veementemente intentando una causa di risarcimento miliardaria.

Luigi Di Maio

Ma ciò non basta per sostenere che il mandante di un’operazione da diverse centinaia di milioni sia Silvio Berlusconi con il solo obbiettivo di creare fastidio al rivale francese e di avere più potere contrattuale nella partita a lui più cara, Mediaset. Nè trovano conferma le voci secondo cui l’ispiratore dell’incursione di Elliott sia l’ex ad di Tim Flavio Cattaneo, uscito dall’azienda meno di un anno fa con un gruzzolo superiore ai 25 milioni che si è bene incrementato all’inizio del 2018 grazie alla vendita di Italo, di cui era azionista, a un fondo americano. A quanto risulta Cattaneo ha cercato un approccio con i vertici di Elliott ma l’incontro non ha portato i frutti sperati.

Amos Genish nuovo amministratore delegato di TIM. YASUYOSHI CHIBA/AFP/Getty Images

Più probabilmente i gestori del fondo americano hanno constatato da vicino una effettiva inefficienza della gestione di Bolloré in Telecom, con conseguente sottovalutazione dei valori di Borsa. In effetti il finanziere bretone, da quando è entrato nell’azienda italiana, non è riuscito a dare una sterzata positiva all’azienda. Prima il dispendioso acquisto di azioni per contrastare il rivale francese Javier Niel. Poi la defenestrazione di Marco Patuano a vantaggio di Cattaneo che non ha portato a significativi miglioramenti se non all’esborso di una cifra spropositata dopo solo un anno di gestione. Poi i conflitti con il governo e le autorità di controllo all’esterno e con il collegio sindacale e i consiglieri indipendenti all’interno. Gli stop and go e la mancanza di una strategia precisa, cercando in ogni caso di estrarre benefici per l’azionista controllo attraverso il collocamento di propri uomini nelle posizioni chiave dell’azienda. L’arrivo di un nuovo numero uno, Amos Genish, non ha finora prodotto grandi risultati ma forti scombussolamenti interni sì e si vedrà con la presentazione agli analisti di mercoledì 7 marzo del nuovo piano industriale se verrà indicato un percorso di crescita preciso.

In questo quadro le elezioni politiche hanno sancito la vittoria di forze che non potranno che entrare in rotta di collisione con Bolloré. Di Berlusconi si è detto ma anche la Lega e il M5S si sono in passato espressi duramente contro le scalate dei francesi interra italiana e contro le privatizzazioni, e a favore di un ritorno dello Stato nelle aziende strategiche del sistema Italia. E’ dunque facile prevedere che con l’arrivo di un nuovo governo e con il ricambio dei vertici in alcune partecipate chiave, come la Cassa Depositi e Prestiti, ripartiranno le contrapposizioni sulla proprietà della rete e sullo sviluppo della banda larga. E Bolloré non potrà che arroccarsi intorno al suo 24% di Tim, al momento invendibile per via dei bassi valori di Borsa, attaccato dal basso da un fondo attivista che punta a un ricambio gestionale e dall’alto dalla politica che non vuole lasciare in mano ai francesi la prima azienda tecnologica del paese.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: