Alla Bce volano i falchi, avanza l’euro

Stefano Neri finanzareport.it – 8 marzo 2018

Cambia a sorpresa il linguaggio della forward guidance, con la banca centrale che non promette più di aumentare il ritmo del Qe se necessario.

 
 

La Bce brucia le tappe ed elimina a sorpresa un importante passaggio della sua forward guidance sul piano di acquisto titoli. Lo indica il comunicato emesso dall’Eurotower al termine del consiglio direttivo. 

La modifica suggerisce un approccio più hawkish, cioè da “falco” del board guidato Da Mario Draghi, in quanto cancella la formula con cui si era sinora impegnata ad espandere il piano di quantitative easing “in termini di entità e/o durata” nel caso di un peggioramento delle prospettive. Era questo il segnale atteso dal mercato riguardo alla rimozione del cosiddetto easing bias, ossia l’orientamento accomodante. In una nota la Bce si limita a indicare che intende effettuare gli acquisti netti di attività, al ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino a fine settembre 2018, o anche oltre se necessario. La decisione, ha poi spiegato Draghi in conferenza stampa, è stata unanime. 

La reazione sul mercato valutario è stata immediata con l’euro che ha invertito la rotta e ha superato quota 1,242 contro il dollaro. miste le Borse europee, con Piazza Affari che sul Ftse Mib guadagna mezzo punto percentuale. Vendite sull’obbligazionario, con il tasso del Bund decennale che sfiora lo 0,7%. 

Per il resto i tassi rimangono al minimo storico e il Consiglio direttivo della Bce continua a prevedere che rimarranno ai loro livelli attuali per un lungo periodo di tempo e “ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”, ossia il programma di quantitative easing la cui durata è prevista al momento fino a fine settembre. Restano perciò invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. 

Ma oggi si attendevano anche le proiezioni economiche aggiornate dello staff Bce. La Banca centrale europea ha mantenuto la sua stima sull’inflazione dell’eurozona a 1,4% per il 2018, ha limato all’1,4% quella per il 2019 dall’1,5% stimato in precedenza e mantenuto stabile all’1,7% quella per il 2020. Lo staff della Bce ha elaborato nuove previsioni macroeconomiche rivedendo al rialzo la stima per il Pil dell’Eurozona nel 2018 al 2,4% da +2,3%, mentre restano stabili quelle per il 2019 (al +1,9%) e per il 2020 (al +1,7%).