Deutsche Bank, sindacati in trincea

Mirko Molteni finanzareport.it – 8 marzo 2018

A Finanza Report parla Iodice di First Cisl. La trattativa sui 220 esuberi è appena iniziata, attesa per l’incontro del prossimo 13 marzo

 
 

Preoccupa la notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno dei 220 ulteriori esuberi di Deutsche Bank in Italia, indicati al Congresso della Fabi a Roma dal capo del personale della banca tedesca, Carlos Gonzaga. 

Una cifra aggiuntiva rispetto a 71 esuberi già concordati nel maggio 2017 tra l’azienda e i sindacati di categoria. 

In una recente intervista il numero uno della divisione italiana, Flavio Valeri, non aveva accennato a tagli indicando che le tre attività di Deutsche Bank in Italia – banca retail, banca d’affari e risparmio gestito – “hanno tutte dinamiche positive e crescenti”. Il taglio rientrerebbe nel più generale piano di ristrutturazione Strategy 2020, che Deutsche Bank porta avanti mantenendo un costante contatto con i sindacati, coi quali è in programma un incontro martedì 13 marzo. Il clima sembra costruttivo e collaborativo, come ha spiegato a Finanza Report il delegato sindacale di First Cisl per Deutsche Bank, Domenico Iodice, che sta seguendo la trattativa insieme al collega Maurizio Gemelli.

Spiega Iodice: “Qualche anticipazione l’avevamo già avuta dall’azienda fin da dicembre. Del resto Deutsche Bank ha sempre mantenuto con le parti sociali una tradizione di dialogo e collaborazione che auspichiamo permanga immutata. Nell’incontro del 13 marzo, e nei successivi, avremo ulteriori dettagli, per ora siamo ancora in una fase preliminare della trattativa. Però possiamo già dire che chiederemo all’azienda che vengano rispettati certi criteri di tipo geografico, cioè relativi all’ubicazione delle filiali, e di tipo funzionale, cioè relativi al fatto che l’uscita di queste persone non significhi complicare o aumentare il carico di lavoro per chi resta in azienda. Importante è che inoltre siano soddisfatte esigenze di prossimità, ovvero che chi esce dall’azienda sia preferibilmente chi, per ragioni di età, sia già prossimo alla pensione. Devono essere, insomma, uscite sostenibili“.

Il delegato di First Cisl appare abbastanza ottimista sull’appena iniziata trattativa, notando in particolare come Deutsche Bank e sindacati avessero già firmato nel 2017 un “protocollo” comune, proprio in vista del piano Strategy 2020, sulla base del quale entrambe le parti hanno iniziato a lavorare insieme non solo per “gestire” il cambiamento, ma per “anticiparlo” nel migliore dei modi, discutendo in via preliminare delle varie istanze.

L’uscita di 220 dipendenti dal gruppo equivale all’incirca al 5% del totale del personale Deutsche in Italia, che si aggira sulle 4.000 persone. Iodice auspica che tutto si svolga garantendo anche il ricambio generazionale e il miglioramento del profilo professionale dei dipendenti che restano. Spiega infatti: “Al di là dei numeri, chiederemo che Deutsche Bank si adoperi sia per l’assunzione di giovani, sia per l’avanzamento professionale, anche tramite corsi di formazione e aggiornamento, dei dipendenti, in modo da migliorarne sempre più le competenze e abilità, tanto più alla luce dei nuovi concetti come gli ‘smart works’ legati alla crescita dell’informatizzazione e in genere delle potenzialità tecnologiche. Il tutto abbinato a una gradualità nelle uscite, per far sì che siano spalmate su più anni”.

Stando a First Cisl, in sostanza, per il momento la trattativa con Deutsche Bank sembra improntata a un clima di confronto positivo, per quanto si sia solo all’inizio degli incontri previsti per definire dettagli e tempi precisi degli esuberi.