Ecco che cosa studia Poste Italiane con Assicurazioni Generali, Unipol e Anima

di  startmag.it – 7 marzo 2018 

Matteo Del Fante, Terna fibra

Matteo Del Fante

Tutte le mosse in cantiere in casa di Poste Italiane fra settore assicurativo e comparto del risparmio gestito. E le polizze Rc-auto il gruppo di Del Fante valuta una partnership con Assicurazioni Generali. L’articolo di Fernando Soto per Start Magazine

Continuano le mosse sottotraccia di Poste Italiane tra settore-pacchi da espandere, comparto delle assicurazioni da sviluppare a partire da Rc-auto e filone del risparmio gestito da assecondare. E nella strategia del gruppo capitanato dall’amministratore delegato, Matteo del Fante, si stagliano già partner possibili a partire dal comparto assicurativo, con rumors sempre più insistenti che riguardano le Assicurazioni Generali. Ma andiamo in ordine.

LA STRATEGIA ASSICURATIVA

Poste Italiane ha già cominciato a sondare vari interlocutori nella prospettiva di dare vita a una o più partnership nelle assicurazioni ramo danni. L’intenzione di espandere il business in questo comparto è stata esplicitata in occasione della presentazione del piano industriale la scorsa settimana, con una particolare attenzione per RcAuto, welfare e prodotti previdenziali e pensionistici, prodotti specifici per le Pmi.

I CONTATTI

I primi contatti per tastare il terreno sono già partiti, secondo il Sole 24 Ore: “La società guidata da Matteo Del Fante al momento si sta muovendo con i maggiori player del comparto, tra cui Generali e Unipol”. L’idea di fondo, che in parte è già rappresentata nel modello del Bancoposta con il collocamento di prodotti terzi di vari istituti di credito, è quella – secondo il quotidiano confindustriale – “di ipotizzare diverse partnership per settori distinti, RcAuto, protezione, welfare. Ma questa strategia di approccio ampio e graduale al nuovo business potrebbe essere ritracciata su un percorso destinato ad avere implicazioni più ampie”.

FOCUS GENERALI?

Ma “una spinta a concentrare l’attenzione su un solo partner, meglio se un operatore top del mercato nazionale, sarebbe arrivata da più parti, forse anche da qualche azionista del gruppo dei recapiti”. L’identikit porta a Generali che – per quanto la società getti ufficialmente acqua sul fuoco – sarebbe interessata a una partita in esclusiva anche per allargare la collaborazione a tutto il settore del bancassurance, ha scritto il Sole 24 Ore. Del resto, un abboccamento tra i due gruppi c’era già stato al tempo della cessione di Pioneer da parte di Unicredit: l’idea di tentare il colpaccio dell’acquisizione era stata accarezzata, anche se poi è abortita perché allora l’ad Francesco Caio non era troppo convinto della bontà di un’operazione in joint, ha aggiunto il quotidiano economico-finanziario.

RISPARMIO GESTITO

Non si arresta intanto l’attivismo di Poste nel settore del risparmio gestito. Poste e Anima  hanno firmato nella tarda serata di ieri gli accordi definitivi che rafforzano la collaborazione di lungo termine nel risparmio gestito. Due sono i fronti dell’alleanza tra i due big italiani, in linea con quanto stabilito nell’intesa preliminare siglata il 21 dicembre scorso, ha scritto Mf/Milano Finanza.

COSA SUCCEDE CON ANIMA

Da una parte, come previsto, il gruppo guidato dall’ad, Matteo Del Fante, e Anima Holding  hanno sottoscritto la scissione parziale in favore di Anima Sgr delle attività di gestione di attivi sottostanti a prodotti assicurativi di ramo I per oltre 70 miliardi di euro. “Si tratta – spiega Mf – di asset legati a gestioni separate di cui è titolare la controllata delle Poste Bancoposta Fondi Sgr. Per effetto della scissione, Poste riceverà azioni Anima  Sgr di nuova emissione che saranno contestualmente acquistate da Anima Holding  a fronte di un corrispettivo per cassa pari a 120 milioni di euro. Anima finanzierà tale importo mediante indebitamento finanziario”.

RAPPORTI ESTESI

Dall’altra parte è stata formalizzata un’estensione dei rapporti già in essere (siglati nel 2015 quando Poste entrò nel capitale di Anima ) per 15 anni dal closing. Si tratta della gestione in delega di alcuni fondi comuni e i sottostanti di alcune polizze di ramo III collocati da Poste. Si prevede che l’intera operazione sarà completata nel secondo semestre, in attesa, tra l’altro delle autorizzazioni delle competenti autorità di vigilanza.

I NUMERI

Poste Italiane detiene oggi il 10,04% del capitale sociale della società guidatata dall’ad, Marco Carreri. Anima gestisce attualmente masse per circa 95 miliardi di euro grazie anche all’acquisizione di Aletti Gestielle da Banco Bpm  che hanno portato in dote lo scorso dicembre una ventina di miliardi di euro dato che a fine novembre la società aveva masse per 75 miliardi di euro.

LO SCENARIO

Quindi, nel giro di questi ultimi mesi, il patrimonio gestito di Anima  – ha sottolineato Mf – è più che raddoppiato a quota 165 miliardi, restando sempre al quarto posto nella classifica di Assogestioni per masse, ma avvicinandosi sempre di più ad Amundi, in terza posizione con 205 miliardi (grazie all’acquisizione lo scorso luglio di Pioneer).