RENZI LASCIA DI CORSA: STRADA LIBERA AL GOVERNO M5S E PD.

 scenarieconomici.it – 8 marzo 2018

Cari amici,

“Il Fatto Quotidiano” dà ormai per certo quello che da era nell’aria fin dai primi risultati elettorali di lunedì: ormai è in costruzione la nuova maggioranza Movimento Cinque Stelle e PD. Contatti sarebbero già in corso da due giorni, ancora informali. Come dice una fonte anonima pentastellata al quotidiano di Padellaro:

“E’ chiaro che ora devono dire il contrario, ma per far fuori il segretario hanno bisogno di un po’ di tempo e vogliono garanzie che noi facciamo sul serio”

Quindi tutte le mosse di Orlando e di altri capataz piddini per negare una forma di appoggio al governo Di Maio sono solo delle semplici manfrine per gettare fumo negli occhi agli iscritti. Del resto bisogna dare atto che, finora, Di Maio è stato molto invitante per l’establishment europeo, mostrando un atteggiamento molto moderato nel post  voto ed addirittura concedendo interviste a Repubblica, il cui fondatore Scalfari ha ricambiato con un appoggio senza se e senza ma al Giggino partenopeo.  In quest’ottica bisogna eliminare subito Renzi, che  ormai è uno zombie politico scomodo, molto affamato di vendetta (cervelli da mangiare nel PD non se ne trovano da tempo), ed ecco la conferma forzata, ed anticipata , delle sue dimissioni alla Direziona Nazionale di lunedì.

Possiamo farci qualche domanda su questo percorso politico:

  • Si tratta di una scelta utile per il M5s? Forse si, almeno nel breve periodo, perchè Giggino deve dimostrare di poter fare un governo. La tattica di Renzi era proprio quella di mostrare l’ingovernabilità dell’Italia con il M5s, ed il movimento ha l’obiettivo proprio opposto;
  • Si tratta di una scelta utile per il PD? No, però questo è perfettamente secondario perchè il PD non esiste, se non in funzione della conservazione del potere del suo gruppo dirigente che ragiona con un’ottica di lungo periodo che è , nella migliore, con orizzonte settimanale. Se il PD scompare dai programmi TV cessa di esistere perchè non ha più contatto con il paese reali da almeno dieci anni, se no non sarebbe giunto a questo punto.
  • Ci sono incompatibilità di programma fra le due forze ? Si , enormi, ma anche questo è un fattore perfettamente secondario.
  • Come la prenderà la base del M5s questa alleanza? Questa è la domanda più interessante. Certo ci sono anche nel M5s i “Trinariciuti”, che votano il leader senza se e senza ma, però non costituiscono il 32 % degli italiani. Come prenderebbe il voto di opinione l’alleanza ? Tutto dipenderà dagli uomini che verranno scelti e dal programma che verrà applicato. Se si sconfessasse tutto l’operato del PD in tema di Jobs Act, di Pensioni , di banche l’alleanza potrebbe essere digeribile.
  • Il CDX in quest’ottica? Salvini non può fare un governo contro la volontà dei senatori e dei deputati. Quindi può porvare a spezzare preventivamente PD o M5S, o può cercare un modus vivendi, in attesa della prima crisi seria pentastellata. L’offerta all’opposizione della presidenza di una camera può essere una mossa distensiva del M5s verso il Cdx. Poi, parliamoci chiaro, il programma economico del M5s non può esimersi dal “Farsi prestare” alcune formule del CDX senza le quali non può trovare coperture.

Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà sulla scena politica. Nel frattempo , entro una settimana, i “Renziani” saranno quasi estinti, sostituiti dai “Responsabili di governo” e dai “Calendiani”. La politica italiana non è compatibile con coerenza e dignità-