Intesa Sanpaolo, Carige, Mps, Banco Bpm. Che cosa succede agli utili delle banche

 startmag,it 8 marzo 2018

Numeri, confronti e tendenze sulla base dei bilanci 2017 delle maggiori banche italiane secondo un report Uilca

Come stanno le banche italiane? Come sono i conti economici e gli stati patrimoniali? Che impatto stanno avendo e avranno sofferenze e rettifiche? A queste domande sistemiche risponde una ricerca dell’ufficio studi della Uilca, la federazione dei bancari della Uil. Ecco tutti i dettagli fondamentali.

LA RICERCA

Dall’analisi dei bilanci dei dodici maggiori istituti di credito italiani al 31 dicembre 2017, effettuato dall’Ufficio Studi Uilca Orietta Guerra, emerge un ritorno all’utile netto di 10,4 miliardi di euro contro una perdita di 14,4 miliardi nel 2016. Per le banche “l’utile complessivo nel 2017 è stato influenzato dalla riduzione delle rettifiche su crediti diminuite del 43% e dal contributo da parte dello Stato di 3,5 miliardi di euro a Intesa Sanpaolo per l’acquisizione delle ex banche Venete in liquidazione”. Concorrono al miglioramento della performance del 2017 – sottolinea lo studio – “l’aumento delle commissioni cresciute del 5,2% e la diminuzione delle spese del personale e delle spese amministrative. Complessivamente abbiamo un aumento dei ricavi dell’0,3% e una contrazione dei costi operativi del 5,1%”.

IL COMMENTO

“Ol credito in Italia – commenta il segretario generale Uilca Massimo Masi – ha un valore importante perché è il risparmio delle persone investito dalle aziende di credito. La continua richiesta di svalutazione dei crediti e di cessione di tali asset comporta indirettamente una svalutazione del denaro affidato dai clienti alle banche. Oggi i crediti deteriorati delle principali banche italiane sono svalutati del 54,03% e rappresentano il 7,51% dei crediti netti totali, si può sicuramente migliorare, ma fare impresa significa anche assumere dei rischi che sono differenti da nazione a nazione”.

DOSSIER NPL

La gestione del credito deteriorato è oggi la gallina dalle uovo d’oro del settore bancario e “dovremmo chiederci – aggiunge Masi – perché i regolatori cercano di favorire la cessione di NPL quando è statisticamente documentato che gestire i crediti deteriorati all’interno delle banche comporta un valore di recupero maggiore dei prezzi incassati oggi per la loro cessione. La Uilca è, e sarà sempre, contraria alla cessione degli NPL a società esterne e difenderà con ogni mezzo i lavoratori interessati a queste lavorazioni. Abi dovrà intervenire su questa partita e non ci accontenteremo di generiche promesse come abbiamo sentito in questi giorni”.