L’allarmante ‘trasloco’ delle società fantasma

MAURO SPIGNESI CAFFE.CH

Dai Grigioni al Ticino la denuncia di un pericoloso “esodo”
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MAURO SPIGNESI

C’è da tempo un flusso ininterrotto di società dal Ticino ai Grigioni. Aziende che trasferiscono la sede legale ma non sempre gli uffici operativi. Che restano fra Lugano, Chiasso e Mendrisio. Un cambio solo di facciata. E questo perché molto probabilmente non vogliono incappare nei controlli ticinesi dove l’attenzione verso questo fenomeno è cresciuta parallelamente all’aumento delle inchieste per reati finanziari (253 nel 2016 con 55 rinvii a giudizio). Invece zone come il Moesano, dove le cassette delle lettere con i nomi di ditte straniere proliferano, sono più tranquille e discrete. Anche se il Municipio di Grono ha segnalato quanto stava accadendo a Coira chiedendo un deciso intervento delle autorità. 
D’altronde in quattro anni, ovvero dal 2013 al 2017, si sono trasferite dal Ticino ai Grigioni 333 società. Un fenomeno, questo, che è finito sotto la lente di diversi parlamentari retici e ticinesi, ed è stato denunciata dall’ex commissario di polizia Fausto Cattaneo. E che ora torna d’attualità attraverso una lunga interrogazione (ultima in ordine di tempo; a novembre c’era stata una interpellanza di Giorgio Fonio e Boris Bignasca) del granconsigliere Matteo Quadranti (Plrt) che chiede al Consiglio di Stato “quali misure concrete vengono adottate o sono previste sulla base degli incontri avuti con il Governo grigionese” proprio su questo flusso di società, che potrebbe nascondere qualcosa di preoccupante. 
Di preoccupante o di “poco chiaro”, come ha messo in evidenza il granconsigliere retico Hans Peter Wellig nel giugno scorso quando aveva presentato a Coira una interpellanza proprio sull’escalation di società “buca lettere” (senza una reale attività) trasferite dal Ticino. Alcune, come è emerso, in mano a famiglie di pregiudicati per reati legati alla criminalità organizzata.
“Il problema – spiega al Caffè Quadranti – è che così si offusca l’immagine della piazza finanziaria ticinese e svizzera in generale e magari anche le aziende serie preferiscono poi stare alla larga e non venire ad investire qui da noi”. Anche per questo Quadranti chiede al governo “quali misure di prevenzione antiriciclaggio e anticrimine finanziario vengono adottate – se sono adottate o previste – dalle autorità di polizia ticinesi, anche ma non solo, per prevenire che la piazza finanziaria ticinese diventi luogo di affaristi e truffatori?”.

m.sp.