MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps e il conto dei salvataggi bancari

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IL CONTO DEI SALVATAGGI BANCARI

Mf-Dow Jones ha commissionato alla First-Cisl uno studio sugli istituti di credito, in particolare sulle conseguenze che hanno comportato i loro salvataggi e le strategie di riduzione dei costi, passate anche attraverso un taglio dei posti di lavori. “Il conto dei salvataggi bancari condotti in porto negli ultimi due anni è salito a fine 2017 a 7,4 miliardi, di cui 2,2 miliardi di euro sono già stati messi a budget dalle banche per la gestione degli esuberi, mentre gli altri 5,2 miliardi sono a carico dello Stato (sempre per gestire le uscite di personale). Le crisi di Banca Mps, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Carichieti, Cassa di Risparmio di Rimini, Cassa di Risparmio di Cesena e Cassa di Risparmio di San Miniato hanno spazzato via 13 mila posti di lavoro e hanno pesato sulle tasche di 280 mila azionisti”, si legge in un passaggio dello studio riportato da Milano Finanza, dove si evidenzia come Intesa Sanpaolo, assorbendo Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dovrà mettere a bilancio 1 miliardo di euro di contributi al Fondo di solidarietà.

“Questi numeri non sono comunque esaustivi per descrivere l’impatto complessivo delle crisi e vanno considerati come costi indiretti sulle economie locali a fronte della stretta creditizia e della vendita massiva di non performing loans a società che in alcuni casi possono operare secondo logiche aggressive di breve periodo, fattori che pesano sulla ripresa economica del Paese”, ha detto al quotidiano finanziario Giulio Romani, Segretario generale della First-Cisl.