Mustier, l’ex legionario innamorato di un peluche

DI  STEFANO LIVADIOTTI espresso.repubblica.it 6 marzo 2018

 

Non si è fatto le ossa alla McKinsey, ma in una scuola di paracadutismo. E poi maneggiando la dinamite in miniera. Ecco chi è davvero il manager francese alla guida di Unicredit. Dove ha imposto a tutti l’adozione di un pupazzetto di alce… 

Mustier, l'ex legionario innamorato di un peluche

Barack Obama s’è prestato. E pure François Hollande. L’unico a sgranare gli occhi e dire no alla foto con Elkette, l’alce di peluche portafortuna del capo 
di Unicredit, Jean Pierre Mustier, è stato Fabrizio Saccomanni, l’ex ministro dell’Economia voluto dalla Bce alla presidernza della banca. Jpm, che non può proprio soffrire (peraltro ricambiato) Alberto Nagel (Mediobanca) e i Caltagirone al gran completo, dovrà farsene una ragione.

Cosa non facile, dato il tipo. Lui non s’è fatto le ossa in McKinsey, ma con 600 lanci nei parà di Tarbes (e c’è chi giura abbia calzato pure il képi blanc della Legione straniera). Poi, piuttosto che il solito master, ha pensato bene di prendere confidenza con la dinamite in una miniera africana. L’amato pupazzo, finito pure sulle cravatte rosse imposte agli sbigottiti top manager (che chiamano “Gianni e Pinotto” Mustier e il dg Gianni Franco Papa), è un’alzata d’ingegno della zarina del gruppo, la svedese Louise Tingström. Con cui l’austero Mustier ama tracannare Billecart Salmon rosé annacquato con ghiaccio (roba da avvertire i carabinieri).

Lei è legata (via figliolo Yannick) a Vincent Bolloré, con cui Jpm tiene i rapporti attraverso l’amicone Philippe Donnet (Generali): nel week end, il terzetto adora prendere a schioppettate i fagiani. Ora: al suo posto, chiunque avrebbe evitato un animale come costoso testimonial (c’è un desk su misura, affidato a una fedelissima della Tingström). E meno male che Jpm sbandierava il taglio del jet aziendale. Il fatto è che il mago dei derivati, che pure è ingegnere, spesso 
va dove lo porta il cuore. Così, in passato ha già preso più d’una cantonata: 
in Société Générale era capo del trader costato alla banca 5 miliardi. Non bastasse, s’è beccato un multone per insider trading, accusa dalla quale è stato definitivamente prosciolto dal tribunale competente perchè il fatto non sussiste. Ora è la volta di Elkette.