Perugina, accordo con i sindacati per 364 esuberi. Ora le assemblee dei lavoratori

emanuelescarci.blog.ilsole24ore.com 11 marzo 2018

Alla fine Nestlé l’ha spuntata. E si avvia a sciogliere il nodo dei 364 esuberi strutturali nello stabilimento Perugina si San Sisto. Nestlé e Rsu hanno concordato una migliore definizione per i contratti part time, in particolare per la parte economica, e una maggiore definizione delle questioni legate alle cosiddette isopensioni.

Previsto anche un paracadute per i lavoratori che hanno accettato o accetteranno i posti messi a disposizione dalla multinazionale in altre aziende del territorio. A questi è stato garantito che, in caso di perdita del posto nei successivi 14 mesi, verranno riconosciuti un ulteriore incentivo economico e contratti stagionali alla Perugina.
Tutto risolto? No: l’accordo dovrà essere approvato dai lavoratori nelle assemblee di fabbrica a San Sisto.

“Attualmente – ha spiegato il  direttore relazioni industriali della Nestlé Gianluigi Toia – ci sono 86-87 lavoratori non ricollocati ma ci sono 80 posizioni disponibili destinate a crescere. Quindi la cassa integrazione in deroga potrà essere eventualmente applicata, se necessario, solo per pochi dipendenti”.

Chi vince e chi perde
Il compromesso premia più l’azienda ma non poteva essere diversamente se si vuole davvero puntare su Perugina come hub internazionale del cioccolato, uno dei due driver del gruppo svizzero in Italia (oltre a quello delle pizze a Benevento). Gli altri sono stati bruciati dalla crisi e dalla mancanza di competitività di Nestlé Italiana.

La società tricolore è da tempo nel mirino della casamadre, oggetto di una profonda ristrutturazione: nel biennio 2015/16 ha perso 43 milioni. Ma soprattutto ha ceduto il ramo d’azienda dei biscotti Ore liete, delle caramelle Rossana, dei gelati alla joint venture Froneri e dei surgelati La Valle Degli Orti, Mare Fresco e Surgela alla tedesca Frosta. Recentemente ha ceduto la pasta fresca con lo stabilimento di Moretta (Cuneo) a Rana.
La cura dimagrante ha ridotto il fatturato 2016 di Nestlé Italiana di 130 milioni rispetto al 2014.
Oggi il portafoglio brand è ridotto ma vanta Perugina, Buitoni, KitKat, Galak, Formaggino mio, Maggi, Polo, Nesquik, Nescafè Dolce gusto.