A CARLO MESSINA CONSIGLIERE DELEGATO DI INTESA SAN PAOLO

Caro Messina,
(ti do del tu perché’ sei anche tu un essere vivente come me e come  il pensionato di Montebelluna o Vicenza o Milano o Verbania o Bari o Fabriano o siciliano di Banca Nuova truffato) 

dato che hai fatto mettere il mio blog sotto osservazione da società specializzate per l’immagine (LA TUA CON I SOLDI DEGLI AZIONISTI)- sugli articoli da me pubblicati e ne ho le prove delle mail ricevute da studi legali –  che mi chiedono di rimuovere gli articoli perché sono diventati legali di intesa San Paolo ti informo :

  1. se ho rimosso un articolo di diritto l ho fatto fatto per rispetto del professionista ma adesso che mi hai fatto veramente incazzare e’ stato rimesso dato pago l’abbonamento DEI QUOTIDIANI E NON COMPRENDO PERCHE IO DEBBA TOGLIERE UN ARTICOLO CHE PAGO.
  2. questa e’ un ulteriore prova aggiuntiva alla mia battaglia che da solo sto sostenendo nelle sedi competenti per dimostrare quanto scritto in questo Blog negli ultimi mesi e che tutti gli Italiani truffati dalle banche venete possono visionare E CHE PROSSIMAMENTE POTRANNO ANCHE VISIONARE I DOCUMENTI DA ME DEPOSITATI PRESSO LE SEDI COMPETENTI.
  3. Ti vorrei ricordare una cosa semplicissima che ogni cosa da me pubblicata e verificabile senza alcun problema sui quotidiani quindi non Ti inventare le balle che l’articolo non e’ conforme le prove te le dimostro in tribunale.
  4. so che tieni alla tua immagina perfetta di Salvatore della Patria ( come ti sei giudicato – addirittura hai confermato tramite i Tuoi Legali durante la penultima udienza penale tramite  l’Avv Severino che gli italiani  dovrebbero ringraziarti per il Bail in mancato sulle banche venete naturalmente mi riferisco a Banca Intesa ) ma per quanto mi riguarda non e’ cosi ‘ – ma non solo a me ma a tutte le persone incappate nel contratto del Notaio Marchetti del 25 giugno 2017 e del DLGS 99/2017 acquisito ad un Euro non ti darò’ tregua – e posso giurartelo sara il mio infarto miocardico avuto e tu vicino a quello che io ho provato sei  nulla perché la vita , i valori umani valgono piu dell’immagine e dell’importanza che ti vuoi dare  con i soldi degli azionisti e del Fondo Black Rochk che ti comanda (Leggi l’articolo e se non lo leggi nei prossimi 365 giorni lo pubblicherò’ ogni giorno) 
  5. detto questo vorrei ricordarti che da buon Amministratore tu devi rispondere o far rispondere dai tuoi responsabili  ( Barrese E company)alle richieste che ti vengano fatte in merito a tutti i problemi che il paese Italia ti chiede in merito  all contratto di cessione del ramo di azienda delle banche venete e su tutte le difficolta’ che le stesse hanno creato lo hai fatto? io credo proprio di no leggendo gli articoli che puoi leggere anche tu tramite la tua società specializzata alla quale mi hai messo sotto osservazione per salvare l’onore e le responsabilita’ – ma soprattutto perché l’ho vissuto di persona il giorno 3 Gennaio 2018 con i Tuoi Altissimi dirigenti in Via Verdi a Milano che non sapevano nulla di cosa stavo parlando di diritto bancario e con carte alla mano  e te lo posso tranquillamente dimostrare
  6. con tutta la documentazione raccolta in quesi mesi , come ti stai difendendo al processo Veneto Banca comunicando tramite i tuoi legali la rescissione del contratto Notaio Marchetti se vieni chiamato in causa  ti dai la zappa nei piedi da solo – ma questo e’ un Tuo problema e del Tuo Presidente del CDA.
  7. Vuoi attaccarmi i fori competenti li conosci perché io per primo li ho comunicati a Banca D’Italia, Consob , Mef , Anac 

Quindi Ti invito per la prima volta e l’ultima di smetterla di fare il gradasso facendomi comunicare che debbo togliere degli articoli perché io non li taglierò mai dal mio Blog nessun articolo – spero di essere stato chiaro e coinciso e ti consiglio di comportarti da uomo e guarda quanta  gente hai messo nella strada con il Tuo Diktat al Mef , con il Tuo Diktat a migliaia di italiani ma soprattutto riguarda le registrazioni di ottobre pubblicate nel mio sito durante la conferenza stampa di un ora che hai tenuto a Vicenza presso il quotidiano Vicenzapiu’.

Mi auguro di essere stato chiaro e coinciso e di non ripetermi mai piu ma affrontare personalmente le ingiustizie messe in atto e che qualcuno dovrà risponderne nelle sedi competenti. Puoi mettermi contro il mondo ma le prove sono chiare e trancianti.

Cordialmente 

Paolo Politi

P.S. puoi e se vuoi rispondermi sul mio Blog perché io non ho nulla da nascondere – se non Vuoi rispondere e’ un Tuo problema e degli Amministratori  che con te rappresentano  l’Istituto nonché  del Tuo CDA del Tuo Presidente ivi compreso il Collegio Sindacale e il Collegio dei Probiviri.

E ti consiglio di non dimenticare che i 3.5000,00 di Euro dati dal MEF sono andati ai tuoi azionisti di Intesa San Paolo  nel Bilancio approvato nel 2017 pertanto smettila da fare il grande manager che consigli con Le tue interviste ( perché’ hai paura del nuovo) alla Politica cosa deve o non deve fare ( ti ha gia’ dato molto la vecchia politica finche non verrano restituiti tutti i soldi degli italiani che la Banca che rappresenti ha ricevuto) al nuovo Governo compresi gli interessi maturati.

infine Vorrei informarti che il mio Blog e visionato quotidianamente da un migliaio di persone da tutte le parti del Mondo compreso la BCE – vedi di non fare brutte figure e rispondi – nessuno ti obbliga ma un manager come ti ritieni di essere deve  affrontare  sempre la nuda e cruda realta’ rispondendo anche se ha sbagliato – questo vuol dire essere uomini d’onore nella vita.

 

 

“CHE CAZZO È QUEL COSO?” – UN PILOTA DELLA MARINA AMERICANA SI È VISTO SFRECCIARE SOTTO AL SUO JET UN OGGETTO NON IDENTIFICATO SULL’OCEANO ATLANTICO – IL DOCUMENTO HA UN PARTICOLARE VALORE STORICO, FACENDO PARTE DEGLI UNICI TRE VIDEO SUGLI UFO MAI RILASCIATI AL PUBBLICO DA PARTE DEI MILITARI – VIDEO

dagospia.com 12 marzo 2018 

 

 

ufoUFO

DAGONEWS 

 

Il pilota di un jet della Marina statunitense è rimasto scioccato dopo aver osservato un oggetto misterioso spostarsi rapidamente a pochi metri d’altezza sopra l’Oceano Atlantico.

 

Il video è stato registrato dalla telecamera del pilota e caricato su Stars Academy of Arts and Sciences, un sito privato di ricerche sugli oggetti volanti.

 

Ci sono voluti ben tre tentativi da parte del pilota prima di riuscire a inquadrare l’oggetto non identificato sotto al suo jet.

 

 

Il video ha un particolare valore storico perché è uno dei soli tre casi in cui un oggetto volante osservato da personale militare viene rilasciato al pubblico.

 

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Dopo aver speso 22 milioni di dollari in ricerca sugli UFO, il Pentagono ha infatti reso pubblici tre “incidenti” con altrettanti oggetti volanti non identificati l’anno scorso.

CHRISTOPHER MELLON

 

Christopher Mellon, un ex ufficiale dell’intelligence per la Casa Bianca, che ha servito sotto le amministrazioni di Clinton e George W. Bush, ha scritto tre giorni fa un editoriale per il Washington Post in cui sosteneva che il governo dovesse prestare più attenzione a questi avvistamenti e che questi video “sono la prova dell’esistenza di veicoli molto superiori a qualunque aereo in possesso degli Stati Uniti o dei suoi alleati.”

 

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DIARIO DEL QUIRINALE – I DUBBI DELLA SFINGE DEL COLLE: INVIARE O MENO UN FORTE MESSAGGIO DI RICHIAMO ALLE CAMERE? – L’ART. 87 DELLA COSTITUZIONE GLI DA’ QUESTO POTERE, MA VISTI I PRECEDENTI (SCALFARO, CIAMPI, NAPOLITANO E COSSIGA 6 VOLTE!) MATTARELLA NON VUOLE LANCIARE L’ULTIMATUM: TROVATE UNA MAGGIORANZA O TUTTI A CASA – DALL’AMBASCIATA AMERICANA, DOVE I 5 STELLE SONO BEN VISTI, ARRIVANO SEGNALI DI OTTIMISMO SU UNA POSSIBILE SOLUZIONE DELLA CRISI

dagospia.com 12 marzo 2018

 

Mattarellum per Dagospia

 

Sabato 10 marzo. San Macario

Ore 6, lettura dei giornali. Il Corriere la Repubblica dedicano pagine e pagine sull’inizio stentato della legislatura. Questo elefantismo mediatico, non di oggi, enfatizza ed esaspera anche i mediocri giochi politici e i suoi presunti protagonisti. Tutto ciò mi appare sproporzionato sia pure rispetto a uno scenario istituzionale senza precedenti…

di maio mattarella1DI MAIO MATTARELLA1

 

Quando negli anni Settanta ho debuttato nella politica romana con i partiti (la Dc in primis, ma nelle regioni rosse il Pci non si faceva mancare nulla…) che avevano “occupato il potere”, felice intuizione del saggista cattolico Ruggero Orfei, i grandi quotidiani dedicavano una paginetta e mezzo alle vicende del Palazzo. Nessuna nostalgia del “pastone” d’antan, rassicuro il mio portavoce Giovanni Grasso.

 

Ore 7, visita del generale Rolando Mosca Moschini nel mio studiolo nella “Palazzina del Fuga” il quale mi aggiorna sui progressi (lenti) per un comune sistema europeo di difesa. Il mio addetto militare mi fa dono, convinto che possa essermi utile nella difficoltà del momento, de volume “L’arte della guerra” attribuito al comandante cinese Sun Tzu. Senza turbare la sua sensibilità, faccio notare al generale che quel trattatello era la Bibbia dei lothariani di D’Alema (Minniti, Rondolino e Velardi) ai tempi del suo governo a palazzo Chigi, voluto da Cossiga.

 

E sappiamo com’è andata a finire…

MATTARELLA GENTILONIMATTARELLA GENTILONI

Riunione con lo staff dei collaboratori: ridurre al minimo indispensabile i miei impegni interni e cancellare le missioni all’estero anche se il cammino istituzionale sarà lungo e pieno d’insidie. Simone Guerrini seguirà da vicino quanto accadrà lunedì nella direzione del Pd con la formalizzazione delle dimissioni di Renzi.

 

Ma le notizie che arrivano dal Nazareno, raccontato soprattutto che nel Pd non hanno ancora preso coscienza dell’entità della sconfitta sia politica sia nei numeri… Nel giro di quattro anni il partito di Renzi, di cui sono uno dei padri fondatori, ha perso 6 milioni di voti…

MOSCA MOSCHINIMOSCA MOSCHINI

 

Ps.

Dall’ambasciata americana in Roma segnali rassicuranti. Grazie anche al mio paziente lavoro, l’Italia – fanno sapere – riuscirà a tirarsi fuori dalla palude istituzionale in cui è precipitata. L’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro, mi conferma i buoni rapporti tra l’amministrazione Trump e il candidato premier dei 5 Stelle, Luigi Di Maio. Il mio consigliere diplomatico ha avuto contatti informali pure con la sede diplomatica Russa.

 

Domenica 11 marzo. IV di Quaresima

Santa messa e giornata fitta d’incontri. Oggi doppio lavoro per i centralinisti del Quirinale e per la “batteria” telefonica di Palazzo Chigi. Non vesto i panni dell’intrigante Cardinale Richelieu, ma faccio mia la sua massima: “Bisogna ascoltare molto e parlare poco per governare bene uno stato”. Lo rammendo ai miei collaboratori assediati dai cronisti.

 

ugo zampetti con laura boldriniUGO ZAMPETTI CON LAURA BOLDRINI

Sul che fare nell’ipotesi non si uscisse dal tunnel istituzionale, mi consulto nuovamente con il segretario generale della presidenza, Ugo Zampetti, profondo conoscitore delle regole del gioco parlamentare. E’ figlio d’arte nella sua materia. Suo padre Enrico è stato direttore della biblioteca del Senato e, giovanissimo, si è laureato in diritto costituzione con l’indimenticabile professore, e mio maestro, Leopoldo Elia. Ugo è stato a lungo segretario a Montecitorio dal 1999 al 2014. Tante le ipotesi sul campo analizzante.

 

Non ultima quella che il capo dello Stato invii un messaggio alle Camere per richiamarle al senso di responsabilità per il bene del Paese. A fissare questo mio potere è l’art.87 della Costituzione giacché il presidente della Repubblica “rappresenta l’unità nazionale”.

 

Visti i precedenti, resto dubbioso sull’uso di questo potere, preludio allo scioglimento anticipato delle Camere se dovesse cadere nel vuoto. Il primo a mandare messaggi ai due rami del Parlamento fu Antonio Segni, nel lontano 1963. Poi Giovanni Leone nel 1975, suscitando forti polemiche. E per ben sei volte!! Francesco Cossiga! Pure Scalfaro, Ciampi e Napolitano una sola volta hanno usato questo strumento “estremo”. Per dirla con l’anticlericale francese Jules Renard “una piccola improvvisazione preparata” deve far parte del bagaglio intellettuale di ogni buon politico…

ZAMPETTI UGOZAMPETTI UGO

 

Ps.

Dall’aldilà posso immaginare il ghigno luciferino di Cossiga se avesse sentore che alcuni linguisti dell’Università di Padova analizzando il mio discorso di fine anno sono giunti alla conclusione che lo stile semantico di Mattarella è ben lontano da quello del democristiano Scalfaro e più in sintonia con la cultura cattolica dell’ex Picconatore.

 

Napolitano insiste che la via del messaggio alle Camere sarà ineludibile. Dalle americhe dove insegna, telefona Giuliano Amato per ricordarmi che gli viene il “mal di pancia” a pensare alla politica. Il Dottor Sottile lo affermò anche nel gennaio del 1998 dopo aver lasciato la presidenza dell’Antitrust, ma nell’ottobre di quello stesso anno saliva al Quirinale per giurare da presidente del Consiglio…

 

Lunedì 12 marzo. San Massimiliano

Ricevo (e premio) gli “Alfieri della Repubblica”. Si tratta di giovani studenti che si sono distinti in attività di solidarietà. Nel mio sermoncino ripeto: “Ho grande fiducia nel futuro dell’Italia e voi ne siete una delle ragioni”. E ancora: ”Le sorti dell’Italia sono comuni e siamo tutti ugualmente responsabili del futuro. E mai chiudersi nelle proprie dimensioni individuali con egoismo…”. Amen.

 

Ragionando sulla situazione del nostro Bel Paese e ai tormenti del Pd rinchiuso nella ridotta del Nazareno, penso a quanto lungo e acuto fosse lo sguardo di Niccolò Machiavelli: “Guardate ai duelli e alle disfide e vedrete quanto gli italiani siano superiori in fatto di abilità, destrezza e di ingegno; eppure, appena si passa agli eserciti, sfigurano”.

fabiano fabiani e moglieFABIANO FABIANI E MOGLIE

 

Sul terreno elettorale del 4 marzo le truppe dei duellanti del Pd sono uscite a mani alzate… In attesa degli eventi, a chi mi sollecita un giudizio sui disastri del Nazareno mi affido alla saggezza del proverbio siciliano: “A navi rutta ogni ventu è cuntrariu” (A nave rotta ogni vento è contrario).

 

Ps.

L’ex boiardo di stato Fabiano Fabiani mi fa sapere che dopo il voto sembra ancora lontana una pax tra De Benedetti e Scalfari. “Munti cù munti non s`incontrunu mai”, sospirerebbe un mio amico palermitano. Sull’ultimo editoriale di Eugenio apparso sulla Repubblica penso che a un Gentiloni bis, con nuovi ministri e per un governo di ordinaria amministrazione (quale?), non presti fede neppure il soave Paolo.

 

Il 4 marzo oltre 20 milioni di italiani del centro destra e dei 5 Stelle, per varie ragioni, hanno bocciato Renzi e il suo esecutivo a guida Gentiloni. Un Gentiloni bis sarebbe comunque uno schiaffo in faccia a chi nell’urna si è espresso per mandarlo a casa.

“Dove sono molti sogni, molte sono le novità e infiniti i discorsi…”, recita la Bibbia nell’Ecclesiaste.

 

 

Lettera aperta a Donald J. Trump: pur dopo elezioni democratiche, l’Italia rischia di avere un governo non eletto. Abbiamo bisogno di aiuto

 scenarieconomici.it 12 marzo 2018

Lettera aperta a Donald J. Trump: pur dopo elezioni democratiche, l’Italia rischia di avere un governo non eletto. Abbiamo bisogno di aiuto

Stimato Presidente Trump,

è inutile che Le menzioniamo i reciproci attestati di stima tra USA ed Italia, che datano da oltre 70 anni. L’Italia culturalmente, economicamente, libertariamente, democraticamente è sempre stata vicina agli USA, riteniamo con mutua soddisfazione. Certamente la special relationship è durata fino al 2011, poi una Presidenza USA che decise di essere in antitesi con gli indirizzi post WWII, ha cambiato le carte in tavola (…). Da qui il cambio di rotta, quasi abbandonata dagli USA e caduta in un giogo – quello dell’Euro a trazione tedesca – che sta generando danni ed asimmetrie economiche a livello globale. Asimmetrie che non solo i paesi europeriferici stanno subendo (con austerità, crisi, tasse altissime, disoccupazione, impossibilità di riattivare l’economia con la crescita, ecc.) ma, probabilmente, Washington stessa visto che oggi deve competere con le esportazioni tedesche che – grazie all’euro sottovalutato grazie alla mera presenza dei paesi europeriferici nella compagine – si trova a subire una concorrenza sotto molti punti di vista sleale. E’ infatti un dato di fatto che se l’euro, riflettendo il solo valore delle economie centro europee senza paesi eurodeboli, sarebbe prossimo al 1.60 nel cambio con il dollaro invece che l’1.23 attuale.

Vogliamo farLe notare stimato Presidente che in cambio di un euro sottovalutato l’Italia non ha ottenuto nulla di vantaggioso, solo tasse ed austerità che hanno avuto come effetto disoccupazione e delocalizzazione industriale.

In tutto questo, dopo 6 anni di governi – si noti bene – non eletti, oggi l’Italia ha votato per dare il nuovo indirizzo, in modo democratico. Come con la sua elezione negli States, il risultato è stato di rottura, con una maggioranza M5S+Lega chiaramente in grado di governare, anche con indirizzo euroscettica. Tale coalizione in forme diverse vuole rinegoziare la permanenza dell’Italia nell’euro e nel caso, espressamente con la Lega, anche uscendo dall’euro.

Purtroppo i perdenti alle elezioni hanno imposto una legge elettorale in cui vince chi ha perso, ossia il partito di Matteo Renzi, il partito più europeista d’Italia se non d’EUropa. Molti dubitano se dietro a tale spinta europeista del PD ci siano interessi non dichiarati, intendiamo non interessi italiani.

In ogni caso oggi l’Italia, gli italiani che hanno voluto cambiare pagina votando in modo democratico purtroppo stanno seriamente rischiando di non vedere l’esecutivo scelto governare. Ossia, con il solito metodo di certe sinistre che la storia europea ha visto troppo volte divenire dittatoriali (tutti i fascismi nascono a sinistra, soprattutto in Europa) l’Italia sta rischiando una sorta di golpe in cui il governo non sarà quello voluto dal popolo ma quello voluto, sigh, da Berlino e dalla sua lobby degli esportatori.

Dunque, nello spirito democratico che accomuna il popolo americano con quello Italiano, tenendo ben presente l’eredità democratica dell’italo-americano Justice Antonin Scalia (che guarda caso definì antidemocratiche alcune prassi della magistratura italiana nel 2011, faccio notare che le stesse prassi sono state in gran parte ri-utilizzate durante la caduta di Berlusconi nel 2011), Le chiediamo un aiuto affinchè il risultato delle urne fortemente voluto dagli italiani si traduca in indirizzi di governo.

Non vogliamo suggerire come possa formalizzarsi tale aiuto da parte degli USA all’Italia, ma sono certo che il solo dichiarato supporto americano ad un governo democraticamente eletto come alleanza dei partiti vincenti in Italia saprà tradursi in risultanze concrete.

Staff – scenarieconomici.it

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Open letter to Donald J. Trump: even after democratic elections, Italy risks having an unelected government. We need help

Dear Mr. US President, Donald J.Trump,

it is useless to mention the reciprocal attestation of esteem between the USA and Italy, dating back more than 70 years. Italy culturally, economically, democratically has always been close to the USA, we think with mutual satisfaction. Certainly the special relationship lasted well until 2011, then a US Presidency decided to be in antithesis with post WWII addresses and changed the cards on the table (…). Hence the change of strategic direction: Italy was almost abandoned by the US and falling into a yoke – that is the Euro with German traction – which has implied huge economic damages and economic asymmetries globally. Asymmetries that are not only damaging EU-peripheral countries (with austerity, crisis, high taxes, unemployment, the impossibility of reactivating the economy with growth, etc.) but, probably, Washington itself since today American goods must compete with German exports expressed in euro, facing possibly unfair competition – thanks to ‘euro undervaluation related to the mere presence of the Med EU countries in the euroteam -.

It is indeed a hard matter of fact that an hypothetical euro reflecting the real value of the central European economies without Euro-peripheral countries, would be close to 1.60+ in the exchange rate with the US dollar instead of the current 1.23.

Please consider, Mr President, that in exchange for an undervalued euro Italy has not obtained anything advantageous, just unemployment and deindustrialisation.

In this context, after the last 6 years when 4 (!) Italian governments – please notice – were not elected by the people, today Italy has voted democratically to give a new strategic direction to our Country. As with Your election in the States, Italian election result was a kind of “breaking the system”, with a theoretical majority M5S + League clearly able to govern through a generally Eurosceptic coalition. Such coalition – in different forms – wants to renegotiate the permanence of Italy in the euro and, expressly with the Northern League, even leaving the european single currency.

Unfortunately, the “loser political party” has imposed an electoral law in which the “loser wins”, namely the party of Matteo Renzi, the most pro-European party in Italy if not in EUrope. Many doubt whether there are undeclared interests behind this pro-European push of the PD, I mean not Italian interests (…).

Today Italy and the Italians who clearly demonstrated they wanted to “change”, unfortunately are at serious risk of not seeing the winning political parties to govern. That is, with the usual method of certain leftists that European history knows too well – European left often became dictatorial in the last century (almost all the fascisms were born on the left, especially in Europe), Italy is now risking a kind of white coup in which the next government will not be what the people voted but instead the one chosen, sigh, by Germany and its export lobby.

So, taking advantage of the democratic spirit that unites the American and Italian people, bearing in mind the strong democratic legacy of the Italian-American Justice Antonin Scalia (which coincidentally defined some practices of the Italian judiciary system as non democratic in the ’90s, please notice that the very same practices were largely re-used during the fall of Berlusconi in 2011), we ask for your help so that the result of the urns translates into a representative government.

It is not the aim of this letter to suggest how US help could materialize, but we are confident that just openly declaring American support to a democratically elected government in Italy formed through an alliance of the winning parties will translate into substantial effects.

Staff – scenarieconomici.it

Addio a Hubert de Givenchy

FEDERICO ROCCA vanityfair.it 12 marzo 2018

 

Addio a de Givenchy, creò il tubino nero di Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany»

Il leggendario stilista si è spento a Parigi a 91 anni. Tra le sue creazioni più famose l’iconico tubino nero indossato da Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany»

Si è spento sabato scorso a Parigi, a 91 anni, ma i familiari ne danno solo oggi l’annuncio, Hubert de Givenchy, uno dei più grandi e celebrati stilisti del XX secolo.

Il Hubert James Marcel Taffin de Givench era nato a Beauvais,  il 21 febbraio 1927 e aveva fondato la sua leggendaria Maison nel 1952. La sua grande celebrità, oltre al syo stile elegante e senza tempo, si deve alla creazione di uno degli abiti più famosi e ammirati della storia della moda, ma anche del costume: l’iconico tubino nero indossato da Audrey Hepburnsull’indimenticabile set del film di culto Colazione da Tiffany.

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Ma tra le stelle dello spettacolo e di quello che una volta si chiamava il jet-set vestite dallo stilista, oltre alla Hepburn, ci sono state anche tante altre autentiche muse di eleganza come Jacqueline Kennedy, Marella Agnelli, l’imperatrice Farah Pahlavi, Marella Agnelli, e la principessa Grace di Monaco.

LA MOSTRA DEDICATA A HUBERT DE GIVENCHY A CALAIS, NEL 2017:

SFOGLIA GALLERY

Dopo avere studiato all’École Nationale Superieure des Art, a Parigi, de Givenchy fa apprendistato negli atelier di alcuni degli stilisti più in voga dell’epoca: da Jacques Fath a Piguet, da Luciene Lelong a Schiaparelli, per decidere di aprire, a soli 27 anni e contro il parere della famiglia borghese e protestante, la sua maison. Il suo successo è repentino e grandioso: a conquistare le signore di Parigi è la sua blusa Bettina, ispirata alla celebre indossatrice Bettina Graziani. Per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta il suo nome sarà sinonimo di eleganza sofisticata e preziosa, grazie a idee vincenti come l’abito a sacco, il mantello a collo avvolgente e la gonna a palloncino. A entrare nell’immaginario collettivo sarà il suo sodalizio con la Hepburn, sua musa vivente e idela efemminile che vestirà fuori e sulla scena. Il suo stile è sempre sobrio, rigoroso e allo stesso tempo aggraziato, preciso fino alla maniacalità nella cura dei dettagli, eppure miracolosamente mai lezioso. Perfezionista, ma capace di guizzi di fantasia entrati nella storia.

De Givenchy, con la sua figura aristocratica, i suoi modi raffinati e la sua eleganza naturale, ha attraversato oltre 50 anni di moda, pur decidendo, nel 1988, di vendere la sua maison al gruppo LVMH. Ne rimarrà alla direzione creativa per altri 7 anni, fino al 1995, per poi allontanarsi dalle scene.

In seguito la Maison che porta il suo nome verrà disegnata da John Galliano, Alexander McQueen, Julian McDonald, Ozwald Boateng e Riccardo Tisci, che riporta la fama della griffe agli antichi splendori. Da due stagioni il nuovo direttore creativo è la britannica Claire Waight Keller.

In una delle sue più recenti apparizioni pubbliche, ovvero lo scorso anno per l’inaugurazione della mostra a lui dedicata alla Cite Internationale de la Dentelle et de la Mode di Calais, a dichiarato: «la mia è una delle professioni della moda più belle: rendere gli altri felici grazie a un’idea». Questo, in sintesi, il senso del suo stile.

Di che segno sei? Ecco il tuo oroscopo del vino

Pietro Stara intravino.com 9 marzo 2018

Di che segno sei? Ecco il tuo oroscopo del vino

Qualche sera fa ero con un amico. Si beveva vino, e si parlava del futuro. Che è sempre incerto, oscuro, e pieno di insidie. L’amico era talmente sperduto che mi diceva “ormai credo pure all’oroscopo, pur di capirci qualcosa”. E ribevendo e ripensando al futuro, e all’oroscopo, ho cominciato a pensare ad un oroscopo per quelli come lui.

ARIETE
Avete passato il periodo della malolattica con inusitato slancio. Ora che siete ben disacidificati potete rilassarvi un po’ nella botte grande. Mercurio e Venere nel vostro segno e Marte in trigono vi garantiranno salubrità e poca solforosa prima dell’imbottigliamento. Sarete bevibili dopo l’estate. Frase del mese: “La forza sconvolgente del vino Ariete penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore”. Tito Lucrezio Caro (98/96 a.C. – 55/53 a.C.)

TORO
Siete esitanti, un po’ trattenuti ma senza grandi pericoli di riduzione. Venite da un periodo di lunga fermentazione in botti scolme. Non dovete preoccuparvi! Dalla seconda metà del mese recupererete il vostro solito slancio floreale. Frase del mese: “E voi dove vi piace andate, acque turbamento del vino Toro, andate pure dagli astemi: qui c’è il fuoco di Bacco”. Gaio Valerio Catullo (84 a.C. – 54 a.C.)

GEMELLI
Brillanti, estroversi, all’insegna dell’amabilità, dello spasso e della gioia come le vostre bolle fini. Ma siete solo agli esordi di un periodo grandioso che vi vedrà rifermentare col fondo tra aprile e maggio. Il passaggio di Mercurio e Venere vi assicurerà una brillante capacità comunicativa e una buona digeribilità. Frase del mese: “Nel vino Gemelli voglio soffocare i dolori, al vino Gemelli chiedo che faccia scendere negli occhi stanchi, consolatore, il sonno”. Albio Tibullo (54 a.C. Circa – 19 a.C.)

CANCRO
Siete poco inclini ad aprirvi e, in alcuni momenti, i tannini aggressivi potranno affacciarsi alla vostra mente. O rischierete di oziare pigramente in piccole barrique al grido di “le ammine biogene fanno male!”. Passerete indenni alle ristrutturazioni della cantina o all’acquisto di nuove macchine etichettatrici. Frase del mese: “Il vino Cancro prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”. Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.)

LEONE
La brezza primaverile sfiorerà i vostri antociani: i magnifici trigoni di Mercurio, Venere e Marte vi catapulteranno in un tourbillon di degustazioni alla cieca, fiere campionarie e serate a tema con una velocità e un tenore alcolico rigeneranti per il cuore e per l’erotismo di coloro che vi sorseggeranno. Frase del mese: “Lo splendore della luna, colla sua luce, ha dilacerata la veste della notte; bevi vino Leone, ché un momento simile non è possibile trovare; sii lieto e pensa che molti splendori di luna verranno l’un dopo l’altro sulla faccia della terra”. ʿOmar Ḫayyām (1048 – 1131)

VERGINE
Avete dalla vostra parte Plutone, Saturno e Giove e scusate se è poco. Ma il vostro lato oscuro, quell’incompiuta fusione tra massa e tensione, tra luminescenza e profondità minerale vi porterà ad essere un po’ inquieti. Poi, come d’incanto, le vostre energie fluiranno vigorose e potenti. Sdrammatizzate con gli altri vini, soprattutto della Bilancia. Frase del mese: “Sia benedetto chi per primo inventò il vino Vergine che tutto il giorno mi fa stare allegro”. Cecco Angiolieri (1260 – 1312 circa)

BILANCIA
Avete alcuni pianeti in opposizione: Mercurio e Venere in particolare. Capita e non c’è assolutamente da disperare. Siete comunque cultori del bello, del buono e, non di rado, anche del giusto. Vi agghinderete in abiti classici e di spille impreziosite da fantasie fruttate e babà al rhum sapientemente corredati da accessori all’altezza: lieviti indigeni vintage e frizioni rosa cipria. Frase del mese: “L’amore inespresso è come il vino Bilancia tenuto nella bottiglia: non placa la sete”. George Herbert (1593-1633)

SCORPIONE
In questo periodo siete un vino quotidiano e sappiamo bene entrambi che la cosa non vi va particolarmente a genio. La vostra vera sfida sarà quella di trovare lo straordinario nell’ordinario: vino quotidiano non significa in alcun modo vino di scarso valore. Un buon invecchiamento vi permetterà di riacquistare crediti apparentemente perduti. Frase del mese: “Troppo vino Scorpione o troppo poco: se non gliene date, non può trovare la verità; se gliene date troppo, neppure”. Blaise Pascal (1623 – 1662)

SAGITTARIO
Siete al top dei segni in questo momento: forma psicofisica esilarante. Respingerete ogni attacco dei batteri aerobi e anaerobi come se si trattasse di una passeggiata in riva al lago. Spunto lattico e acescenza vi faranno un bel baffo; per non parlare di girato, amarore e filante: una risata li seppellirà! Frase del mese: “Un pasto senza vino Sagittario è come un giorno senza sole”. Anthelme Brillat-Savarin (1755 – 1826)

CAPRICORNO
Siete stanchi, ma non fatevene un cruccio. Gli zuccheri non fermentati saranno la vostra terapia dolce, il vostro massaggio ayurvedico, la vostra catarsi organolettica. Essenziali e abboccati ritroverete il vostro centro di gravità permanente. Frase del mese: “Gettiamo via gli affanni! Scorri vino Capricorno in un fiume di schiuma in onore di Bacco, delle muse, della bellezza”. Aleksandr Sergeevič Puškin (1799 – 1837)

ACQUARIO
Non dovrei essere io a dirvelo, ma le rincuoranti geometrie di Mercurio e Venere, più il sestile di Marte, vi daranno un’importante carica fenolica da altezze appassionate, infuocate e lussuosamente colorate. Siete in abbinamento con quasi tutto, ad eccezione dei soliti carciofi. Approfittatene! Frase del mese: “La felicità, come un vino Acquario pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso”. Ludwig Feuerbach (1804-1872)

PESCI
I soliti cambi di stagione, che patite leggermente, così come soffrite inopportune ingerenze esterne vi stanno dando qualche lieve scocciatura. Ma Il resveratrolo di cui siete abbondantemente forniti, in un battibaleno, grazie al suo effetto antimutageno, all’inibizione della funzione iperperossidasica nell’attività della cicloossigenasi (COX) e all’induzione degli enzimi “phase II”, vi farà tornare più forti che mai. Frase del mese: “Il vino Pesci sa rivestire il più sordido tugurio d’un lusso miracoloso e innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore, come un tramonto in un cielo annuvolato”. Charles Baudelaire (1821 – 1867)

Perché Carlo Cottarelli può essere il premier che mette d’accordo tutti

Davide Piacenza forbesitalia.com 12 marzo 2018

 

In uno scenario post-elettorale sempre più confuso e dalle sorti imperscrutabili, una nuova ipotesi si sta facendo strada nei palazzi romani, per ora solo sussurrata a mezza voce da qualche esponente politico intervistato dai media. Un governo di scopo con cui occuparsi delle questioni più urgenti (legge elettorale e finanziarie) sembra una soluzione sempre più percorribile, in mancanza d’altre vie all’orizzonte: un esecutivo “di tutti” appoggiato da centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle. Tra i nomi di cui si parla per il ruolo di primo ministro, in queste ore spunta quello di Carlo Cottarelli, l’ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica dei governi Letta e Renzi. Se un’alleanza Lega-5 stelle viene esclusa a gran voce da ambo le parti; se un appoggio esterno del Pd a un esecutivo Di Maio pare sempre più difficile; se, infine, un governo di centrodestra a trazione salviniana sembra allo stesso modo non poter essere un’opzione praticabile, la figura di Cottarelli ha riunito intorno a sé convergenze bipartisan più uniche che rare, in una fase politica così frammentata e propensa al muro contro muro.

Sessantaquattrenne originario di Cremona, il deus ex machina della spending review italiana è un economista e saggista specializzato nei temi del fisco e delle politiche monetarie, e prima della nomina governativa lettiana ha seguito un invidiabile cursus honorum nel Fondo monetario internazionale: entrato negli uffici del Fmi prima della fine della Guerra fredda, nel 1988, col passare degli anni ha ricoperto i ruoli di vicedirettore del dipartimento Europa e di quello dedicato a Strategia, politica e revisione. Nel 2001, nel pieno gorgogliare del dibattito pubblico sugli effetti collaterali della globalizzazione, è stato il responsabile delle attività del Fmi in 10 Paesi europei, e nel 2008 gli è stato assegnato il prestigioso incarico di direttore del dipartimento Affari fiscali.

Oggi Carlo Cottarelli dirige l’Osservatorio conti pubblici italianidell’Università Cattolica, che durante la campagna elettorale ha messo in fila proposte economiche e relative coperture (perlopiù assenti) dei partiti in corsa, in un report di cui Forbes si è servito per redigere le sue pagelle in vista del 4 marzo. Il mese scorso Silvio Berlusconi l’aveva indicato in prima serata come suo ideale “ministro per la spending review”, e a stretto giro a fargli eco, nella stessa trasmissione televisiva – In mezz’ora, di Lucia Annunziata – era stato il candidato premier del M5s Luigi Di Maio, che aveva promesso: “Applicheremo il piano sulla spending review di Carlo Cottarelli, che gli altri governi non hanno voluto attuare” (lo stesso Cottarelli aveva però replicato con freddezza su Twitter al possibile primo ministro grillino, e prima ancora aveva dovuto smentire ufficialmente il suo interessamento per il ministero berlusconiano).

 

Le ricette cottarelliane – contenute già nel celebre piano oggetto della rottura con Renzi nel 2014 – sono sempre le stesse: controllo della spesa pubblica, riduzione del deficit, aumento dell’avanzo primario intorno al 4%, alleggerimento fiscale. A chi lo tirava per la giacchetta in campagna elettorale, Cottarelli rispondeva (sul Foglio) dicendo: “Non si può dare la disponibilità alla cieca, i programmi dei partiti sono definiti in maniera estremamente vaga”. E anche a urne chiuse la linea del commissario straordinario non è cambiata: intervistato da Rainews24, qualche giorno fa Cottarelli si è detto “disponibile a servire il Paese”, ma a patto che ci siano accordi molto precisi su “quello che si vuole fare”. Nello stesso intervento, l’economista scherzava sottolineando che stavolta c’è da sperare che le promesse elettorali dei partiti non vengano mantenute, perché in quel caso le ricadute economiche sarebbero potenzialmente disastrose. Il cavaliere della riduzione di spesa che voleva tagliare ogni spreco riuscirà, dunque, a mettere d’accordo un parlamento eletto promettendo miliardi di spesa pubblica? L’uomo della Troika saprà accontentare i partiti che hanno fatto campagna contro l’austerity? Non è dato saperlo, almeno per il momento: ma certamente, oggi come sempre, Carlo Cottarelli ha un piano.

Banche italiane: quali rischi dopo il risultato delle elezioni?

Filippo A. Diodovich www.ig.com/it 12 marzo 2018

Prospettive sul settore bancario nel 2018, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Unicredit promosse. A rischio Banca Mps e Banca Carige

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Fonte Bloomberg

Tra i corridoi delle sale operative di banche d’affari e fondi di investimento la domanda più frequente in merito all’Italia è quella relativa sul futuro del sistema bancario dopo l’esito del weekend elettorale.

Alla vigilia delle elezioni erano elevate le preoccupazioni dei banchieri su una possibile maggioranza di Governo guidata da un partito anti-establishment (M5S o Lega). Tali partiti nei mesi scorsi avevano, infatti, aspramente criticato tutte le politiche di salvataggio per i 7 istituti di credito italiani in difficoltà promosse dai governi Renzi e Gentiloni su pressioni della Commissione Europea.

Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno vinto le elezioni senza riuscire tuttavia ad aggiudicarsi una maggioranza assoluta in Parlamento. Al M5S, primo partito, mancano poco più di un centinaio di parlamentari (circa 90 alla Camera e 20 al Senato), alla Lega, leader della coalizione di centrodestra (assieme a Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia), servono circa una cinquantina di deputati e una ventina di senatori per avere una maggioranza.

Nonostante il successo elettorale dei due partiti la reazione a Piazza Affari delle banche è stata poco significativa. Osservando il grafico di Intesa Sanpaolo, uno dei principali istituti di credito italiani, possiamo denotare come alla vigilia delle elezioni quotava attorno ad area 3 euro, dopo una settimana quota a 3,05. Ancora più chiaro se analizziamo l’indice FTSE Italia Banche che prima del weekend elettorale quotava a 11900 punti e ora si attesta a 11950 punti. Effetto nullo. Quindi tutti i timori sono svaniti? Quali sono le ragioni di tanta calma sui mercati?

No le paure non si sono dissolte. La principale ragione della quiete sulle quotazioni delle banche a Piazza Affari è che al momento non è chiaro cosa succederà nei prossimi mesi e rimane ancora molto probabile la formazione di un governo di scopo per permettere all’Italia di affrontare le prossime sfide in campo finanziario. E per quanto concerne le banche italiane il 2018 sarà un anno caratterizzato da importanti challenge.

ADDENDUM NON PERFORMING LOANS

Primo appuntamento sarà la pubblicazione a metà marzo da parte della commissione di vigilanza europea (ECB Banking Supervision) condotta dalla francese Daniele Nuoy sulla versione definitiva dell’addendum sui non performing loans. L’esito elettorale non avrà effetti su tale decisione. Il sistema bancario italiano sarà tuttavia influenzato notevolmente dalla scelta della commissione di vigilanza sulla scia dell’enorme stock di NPLs ancora da smaltire dalle banche italiane. La Nuoy ha espresso più volte la necessità di essere aggressivi nella pulizia dei bilanci e soprattutto nello smaltimento dei NPLs accusati di essere uno dei principali motivi per una bassa redditività. La Nuoy si è scontrata con il presidente del parlamento europeo l’italiano Antonio Tajani, il quale aveva espresso forti timori sulle possibili gravi conseguenze sulla ripresa economica europeo se saranno portate avanti manovre shock sui crediti deteriorati. Lo stesso Tajani aveva inoltre formulato dei dubbi sulle competenze della BCE che potrebbe aver agito oltre i propri compiti. Lo scontro tra BCE e istituzioni europee potrebbe portare ad avere un ammorbidimento delle posizioni.

In parole semplici l’addendum dovrebbe portare le banche italiane ad abbassare il rapporto NPE (rapporto tra ammontare di crediti deteriorati rispetto al totale crediti) al 10% nel breve periodo (periodo di tolleranza entro il 2020) e al 5% nel medio periodo (entro il 2022).

Riteniamo che Intesa San Paolo e Unicredit non dovrebbero avere effetti negativi sul CET1 Ratio dalle nuove regole sui NPLs visti gli sforzi effettuati dalle due banche lo scorso anno grazie alla cessione di ingenti pacchetti di crediti deteriorati (ricordiamo anche la chiusura del Progetto Fino da parte di Unicredit una maxi cartolarizzazione di crediti in sofferenza ceduti ad altri soggetti finanziari). Semaforo verde anche per Mediobanca e Credem.

Crediamo che Banca Carige possa essere la banca che più risentirà delle nuove regole stringenti della BCE. Saranno penalizzate anche Banco BpmBanca Mps e Popolare di Sondrio.

STRESS TEST

Da tenere conto che nel corso dell’anno saranno eseguiti anche nuovi stress test sul comparto bancario da parte dell’EBA sulle quattro principali banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM e Ubi Banca. E negli ultimi giorni i manager delle banche italiano hanno espresso un forte dissenso sulle metodologie utilizzate dalla Banca Centrale. Nelle 150 pagine di note dell’EBA sulle tecniche utilizzate per effettuare gli stress test possiamo osservare come gli esperti dell’istituto centrale continuino a penalizzare maggiormente i crediti in sofferenza rispetto agli asset illiquidi (level 2 e level 3) che hanno un impatto marginale. Per avere un’idea le attività level 3 sono tutte quelle attività illiquide che non hanno un mercato di riferimento (derivati complessi, titoli strutturati ma anche obbligazioni). A detenere tali titoli “tossici” sono soprattutto le banche del nord Europa che risulterebbero quindi più competitive rispetto a quelle italiane. I risultati degli stress test saranno pubblicati a novembre.

Se il nuovo Governo non potrà fare nulla sulle nuove regole stringenti sui NPLs e sugli stress test della BCE avrà invece un ruolo determinante su altri aspetti del sistema bancario.

RIFORMA GIUSTIZIA CIVILE

Innanzitutto il nuovo esecutivo dovrà proseguire l’iter legislativo sulla riforma della giustizia civile in particolare sulla riduzione dei tempi per le procedure di recupero dei crediti. Secondo uno studio recente della Banca Mondiale in Italia servono in media 1100 giorni per concludere tutte le vicende legali per recuperare un credito contro una media europea di 400 giorni.

UNIONE BANCARIA

Altro elemento che il nuovo Governo dovrà affrontare sarà l’unione bancaria in Europa. Dopo il raggiungimento dei due pilastri dell’unione bancaria (fondo di salvataggio per gestire le banche in crisi e vigilanza unica alla BCE) manca solamente l’ultimo pilastro ovvero la garanzia unica sui depositi.

E’ chiaro che un Governo M5S o Lega potrebbe essere intenzionato a porre ostacoli sul processo di integrazione europeo. Discorso diverso per un governo di scopo che non avrebbe alcuna ragione di interrompere il processo di unione bancaria.

VALUTAZIONE SU BANCHE

Crediamo che in caso di formazione di un governo di scopo il sistema bancario non evidenzierà forti ribassi. Le tensioni potrebbero essere focalizzate solamente su alcune banche sottocapitalizzate e con ingenti stock di non performing loans. Riteniamo che la bassa redditività di molti istituti porterà a una nuova stagione di fusioni/integrazioni.

Manteniamo le nostre aspettative moderatamente positive su Mediobanca, Intesa San Paolo e Unicredit. Abbiamo una visione neutrale invece su Ubi Banca, Banco BPM.

Discorso ben diverso in caso di formazione di un governo guidato da un partito anti-establishment (M5S o Lega). Crediamo infatti che il settore bancario possa mostrare un movimento ribassista significativo soprattutto nel lungo periodo quando le tensioni fra Europa e Italia potrebbero essere elevate e quando finirà lo scudo protettivo del piano di quantitative easing da parte della BCE (settembre 2018).

Crediamo che le banche più penalizzate saranno Banca Mps (il Tesoro detiene circa il 70%) e Banca Carige.

Bankitalia: “Una persona su quattro è a rischio povertà. Aumentano le disuguaglianze”

Nicola Lillo  la stampa.it 12 marzo 2018

ANSA

I numeri della nostra economia sono in crescita. Eppure nel paese una persona su quattro è a rischio povertà. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, riferita ai dati del 2016, la quota di individui con un reddito inferiore al 60% di quello mediano (che individua cioè il rischio di povertà ed era pari a circa 830 euro al mese) è salita al massimo storico del 23% dal 19,6% del 2006. Una crescita che non riguarda solo il sud del paese, dove il 13,3% degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel nord e 6,9 nel centro. Anche il nord vede infatti crescere il rischio povertà, salito dall’8,3% al 15%. La quota aumenta nel caso degli immigrati, dal 34 al 55%. 

 

Il 2016 tuttavia è stato l’anno che ha fermato la caduta del reddito medio equivalente, quello che tiene conto anche della dimensione familiare: è salito infatti a circa 18.600 euro, il 3,5% in più rispetto a due anni prima. È inoltre diminuita la quota di famiglie che nel 2017, al momento dell’intervista di Bankitalia, hanno dichiarato di arrivare a fine mese con difficoltà (al 31 dal 35% della rilevazione di due anni prima). 

 

Ad aumentare però sono le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Secondo i dati diffusi da Palazzo Koch, infatti, nel 2016 il 5% del “Paperoni” deteneva il 30% della ricchezza complessiva. Il 30% più ricco delle famiglie inoltre ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza media di 510.000 euro. Oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro. Al 30% delle famiglie più povere invece l’1% della ricchezza. 

 

La ricchezza media netta degli italiani comunque è scesa del 5%. Il motivo è il calo del prezzo delle case: in Italia gli immobili e le aziende rappresentano una grande quota del patrimonio lordo delle famiglie, l’87%. Alla fine del 2016, precisa Bankitalia, le famiglie italiane disponevano in media di una ricchezza netta, costituita dalla somma delle attività reali e di quelle finanziarie, al netto delle passività finanziarie, di circa 206.000 euro (218.000 euro nel 2014). Il valore mediano, che separa la metà più povera delle famiglie dalla metà più ricca, spiega ancora Bankitalia, era significativamente inferiore (126.000 euro, da 138.000 euro nel 2014), riflettendo la forte asimmetria della distribuzione. 

E.on e Rwe danno la carica alle Borse, vola Poste

l deal miliardario annunciato dai due Big dell’energia in Germania fa da traino ai listini europei. Anche a Milano in luce i titoli del settore: Enel, Italgas, Snam, A2A e Terna. Rallenta Atlantia dopo i rumours su un’offerta congiunta per Abertis in seguito al via libera spagnolo all’offerta Acs. Vendite su Telecom Italia

 

E.on e Rwe danno la carica alle Borse, vola Poste

In rialzo in mattinata i mercati europei, comunque meno euforici dei listini asiatici. La Borsa più tonica è quella di Francoforte +0,60%, trainata dal riassetto dell’energia, davanti a Madrid. A Milano l’indice Ftse Mib avanza dello 0,3% poco sopra 22.800 punti, in linea con Parigi. Piatta Londra: oggi l’Eurogruppo (il soggetto che riunisce i ministri finanziari dei paesi della zona euro) prende una posizione su Brexit.

Le utilities europee (+2,2% l’indice di settore) sono in forte rialzo dopo l’accordo di principio nell’energia che ridisegna il settore in GermaniaRWE (+8,36%) cederà a E.ON (+5,3%) il 76,8% di Innogy (+12,8%) a 40 euro per azione concentrandosi sulle reti elettriche con tariffe regolamentate e sui servizi.. L’accordo prevede anche che Rwe acquisti il 16,67% di E.ON e rilevi tutti gli asset nelle energie rinnovabili delle aziende coinvolte dall’operazione che avrà un importo complessivo di 43 miliardi di euro.

Toniche le società italiane: Enel guadagna l’1.1%, Italgas+1,4%, Snam +1,2%, A2A +0,8% e Terna +0,7%. L’Autorità dell’Energia ha pubblicato le nuove indicazioni regolamentari sugli incentivi alla realizzazione di nuova capacità realizzata nel periodo 2020-2023. In più, viene introdotta la remunerazione per alcuni tipi di investimenti in nuovi progetti. Sotto i riflettori anche Erg +2% e Falck Renewable +4%. Kepler-Cheuvreux ha alzato la raccomandazione a Hold da Reduce, portando il prezzo obiettivo a 2,0 euro da 1,80 euro.

Poco mossi i Bund tedesco 0,65%, in lieve rialzo i rendimenti dei Btp 2,02%. Lo spread si allarga a 138 punti base. Stamane il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di Bot annuali con un rendimento a -0,403%.

Oggi in Usa andranno all’asta 21 miliardi di Bond a dieci anni.

Il petrolio Brent è poco mosso a 65,5 dollari il barile, venerdì ha chiuso in rialzo del 3%, variazione giornaliera più ampia da luglio. Ci sono segnali di rallentamento dell’attività estrattiva negli Stati Uniti. Il numero di impianti di trivellazione attivi è in calo da sei settimane consecutive.

Eni (+0,6%) ha annunciato di aver ceduto il 10% del giacimento di Zohr al prezzo di 930 milioni di dollari. Il campo egiziano è stato valutato 9,3 miliardi di dollari, quasi il doppio della valutazione di due anni fa. La stessa società ha anche annunciato l’acquisto di quote in due giacimenti petroliferi ad Abu Dhabi: totale investimento 875 milioni di dollari. Saras +2,7% in attesa dei risultati e del piano industriale.

In Piazza Affari si risveglia Leonardo (+1,2%). L’Arabia Saudita acquisterà 48 Typhon Eurofighter per un valore di 10 miliari di dollari La quota di pertinenza per il gruppo italiano è di 1,7 miliardi di euro.

Fca +0,28%, nonostante l’aria di guerra commerciale stia minacciando anche l‘auto. Dopo la conferma dello spin-off di Magneti Marelli “La nostra visione positiva – scrive Mediobanca Securities –  non è cambiata, il titolo è in rialzo del 15% da inizio anno e ora scambia a un multiplo di 5,6 volte il rapporto prezzo-utili atteso per il 2018 rispetto al 6,6 medio dei concorrenti”, calcola l’investment bank, che sul titolo ha confermato il giudizio outperform con target price di 22 euro.

Rallenta Atlantia (-0,22%). L’offerta congiunta con Acs su Abertis verrà fatta attraverso un nuovo veicolo, senza alcun break up per almeno 5 anni. Gli sviluppi stanno suscitando le proteste dei fondi che hanno preso posizione in attesa delle offerte contrapposte dei due ex duellanti. Alcuni gestori stanno valutando se presentare una causa contro le società coinvolte per aver nascosto informazioni rilevanti e contro la Consob spagnola, che oggi ha dato l’ok all’offerta di Acs/Hochtief.

Perde colpi anche Telecom Italia (-1%) dopo le precisazioni di Elliott che intende fornire indicazioni sulla partecipazione “nei tempi e nelle modalità previste dalla normativa italiana”. In settimana, al massimo entro il 20 marzo, il nuovo socio chiederà la decadenza di almeno cinque consiglieri. Vivendi potrebbe rispondere facendo decadere il consiglio di amministrazione.  Mediaset +1,8%.

Tra le banche, Unicredit -0,2% nel giorno in cui diventa efficace la conversione delle risparmio in ordinarie. Intesa +0,5%. FinecoBank (+0,8%) segna oggi un nuovo massimo storico a 10,43 euro.

In gennaio c’è stato un balzo dei prestiti alle imprese (+1,9%), più un calo delle sofferenze nette, scese sotto quota 60 miliardi di euro (-17,6% anno su anno), lo ha comunicato Banca d’Italia.

Tocca nuovi massimi storici Poste italiane (+2%), promossa da alcuni impostanti broker: JP Morgan ha alzato il giudizio a Overweight da Neutral, portando il target price a 9,0 euro da 6,60 euro. Equita passa a Buy da Hold, target 8,10 euro. Goldman Sachs ritocca il target a 7,70 euro da 7,40 euro, giudizio Neutral confermato.

Generali +0,6%. Cattolica +3,7%. L’ad Alberto Minali apre il Cda ai rappresentanti di Warren Buffett.

Da segnalare la frenata di Astaldi (-4%). Secondo Il Sole 24Ore di sabato, il gruppo delle costruzioni intende aumentare fino a 300 milioni di euro l’aumento di capitale dai precedenti 200 milioni, senza procedere con l’emissione di strumenti finanziari per altri 200 milioni.

Giù anche MolMed (-5%), biotech company specializzata nelle terapie innovative sul cancro ha riportato i conti del 2017. Perdita netta in calo del 39% a 8,5 milioni di euro. Ricavi operativi +5,1% a 24 milioni.

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