Addio a Hubert de Givenchy

FEDERICO ROCCA vanityfair.it 12 marzo 2018

 

Addio a de Givenchy, creò il tubino nero di Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany»

Il leggendario stilista si è spento a Parigi a 91 anni. Tra le sue creazioni più famose l’iconico tubino nero indossato da Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany»

Si è spento sabato scorso a Parigi, a 91 anni, ma i familiari ne danno solo oggi l’annuncio, Hubert de Givenchy, uno dei più grandi e celebrati stilisti del XX secolo.

Il Hubert James Marcel Taffin de Givench era nato a Beauvais,  il 21 febbraio 1927 e aveva fondato la sua leggendaria Maison nel 1952. La sua grande celebrità, oltre al syo stile elegante e senza tempo, si deve alla creazione di uno degli abiti più famosi e ammirati della storia della moda, ma anche del costume: l’iconico tubino nero indossato da Audrey Hepburnsull’indimenticabile set del film di culto Colazione da Tiffany.

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Ma tra le stelle dello spettacolo e di quello che una volta si chiamava il jet-set vestite dallo stilista, oltre alla Hepburn, ci sono state anche tante altre autentiche muse di eleganza come Jacqueline Kennedy, Marella Agnelli, l’imperatrice Farah Pahlavi, Marella Agnelli, e la principessa Grace di Monaco.

LA MOSTRA DEDICATA A HUBERT DE GIVENCHY A CALAIS, NEL 2017:

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Dopo avere studiato all’École Nationale Superieure des Art, a Parigi, de Givenchy fa apprendistato negli atelier di alcuni degli stilisti più in voga dell’epoca: da Jacques Fath a Piguet, da Luciene Lelong a Schiaparelli, per decidere di aprire, a soli 27 anni e contro il parere della famiglia borghese e protestante, la sua maison. Il suo successo è repentino e grandioso: a conquistare le signore di Parigi è la sua blusa Bettina, ispirata alla celebre indossatrice Bettina Graziani. Per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta il suo nome sarà sinonimo di eleganza sofisticata e preziosa, grazie a idee vincenti come l’abito a sacco, il mantello a collo avvolgente e la gonna a palloncino. A entrare nell’immaginario collettivo sarà il suo sodalizio con la Hepburn, sua musa vivente e idela efemminile che vestirà fuori e sulla scena. Il suo stile è sempre sobrio, rigoroso e allo stesso tempo aggraziato, preciso fino alla maniacalità nella cura dei dettagli, eppure miracolosamente mai lezioso. Perfezionista, ma capace di guizzi di fantasia entrati nella storia.

De Givenchy, con la sua figura aristocratica, i suoi modi raffinati e la sua eleganza naturale, ha attraversato oltre 50 anni di moda, pur decidendo, nel 1988, di vendere la sua maison al gruppo LVMH. Ne rimarrà alla direzione creativa per altri 7 anni, fino al 1995, per poi allontanarsi dalle scene.

In seguito la Maison che porta il suo nome verrà disegnata da John Galliano, Alexander McQueen, Julian McDonald, Ozwald Boateng e Riccardo Tisci, che riporta la fama della griffe agli antichi splendori. Da due stagioni il nuovo direttore creativo è la britannica Claire Waight Keller.

In una delle sue più recenti apparizioni pubbliche, ovvero lo scorso anno per l’inaugurazione della mostra a lui dedicata alla Cite Internationale de la Dentelle et de la Mode di Calais, a dichiarato: «la mia è una delle professioni della moda più belle: rendere gli altri felici grazie a un’idea». Questo, in sintesi, il senso del suo stile.