Bankitalia: “Una persona su quattro è a rischio povertà. Aumentano le disuguaglianze”

Nicola Lillo  la stampa.it 12 marzo 2018

ANSA

I numeri della nostra economia sono in crescita. Eppure nel paese una persona su quattro è a rischio povertà. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, riferita ai dati del 2016, la quota di individui con un reddito inferiore al 60% di quello mediano (che individua cioè il rischio di povertà ed era pari a circa 830 euro al mese) è salita al massimo storico del 23% dal 19,6% del 2006. Una crescita che non riguarda solo il sud del paese, dove il 13,3% degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel nord e 6,9 nel centro. Anche il nord vede infatti crescere il rischio povertà, salito dall’8,3% al 15%. La quota aumenta nel caso degli immigrati, dal 34 al 55%. 

 

Il 2016 tuttavia è stato l’anno che ha fermato la caduta del reddito medio equivalente, quello che tiene conto anche della dimensione familiare: è salito infatti a circa 18.600 euro, il 3,5% in più rispetto a due anni prima. È inoltre diminuita la quota di famiglie che nel 2017, al momento dell’intervista di Bankitalia, hanno dichiarato di arrivare a fine mese con difficoltà (al 31 dal 35% della rilevazione di due anni prima). 

 

Ad aumentare però sono le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Secondo i dati diffusi da Palazzo Koch, infatti, nel 2016 il 5% del “Paperoni” deteneva il 30% della ricchezza complessiva. Il 30% più ricco delle famiglie inoltre ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza media di 510.000 euro. Oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro. Al 30% delle famiglie più povere invece l’1% della ricchezza. 

 

La ricchezza media netta degli italiani comunque è scesa del 5%. Il motivo è il calo del prezzo delle case: in Italia gli immobili e le aziende rappresentano una grande quota del patrimonio lordo delle famiglie, l’87%. Alla fine del 2016, precisa Bankitalia, le famiglie italiane disponevano in media di una ricchezza netta, costituita dalla somma delle attività reali e di quelle finanziarie, al netto delle passività finanziarie, di circa 206.000 euro (218.000 euro nel 2014). Il valore mediano, che separa la metà più povera delle famiglie dalla metà più ricca, spiega ancora Bankitalia, era significativamente inferiore (126.000 euro, da 138.000 euro nel 2014), riflettendo la forte asimmetria della distribuzione.