Carige, Fiorentino “apre” a Mincione

Rosario Murgida finanza report.it 12 marzo 2018

L’Ad si dimostra disponibile verso il finanziere romano ma lancia anche un avvertimento sulla necessità di garantire la stabilità a una banca alle prese con i primi segnali positivi di rilancio. Il titolo prosegue sulla strada dei rialzi

 
 

Il numero uno di Carige Paolo Fiorentino concede inaspettate aperture Raffaele Mincione, il finanziere ex Bpm che punterebbe alla revoca del Cda della banca ligure, e allo stesso tempo lancia precisi avvertimenti anche al socio Malacalza.

La banca in questo momento ha bisogno di stabilità. Come manager lavoro perché ci sia. Elementi che possano creare instabilità non sono l’ideale, ma poi naturalmente ognuno gestisce i propri diritti garantiti dal codice e capisco che il diritto possa vincere sull’opportunità”, mette in guardia l’amministratore delegato dell’istituto ligure, intervistato da Stampa e Secolo XIX, in merito alle intenzioni del finanziere di chiedere la revoca dell’attuale Cda dopo il non alla sua richiesta di rappresentanza nell’organo amministrativo. 

Fiorentino peraltro conferma i contatti con Mincione. “È uno dei miei doveri professionali” parlare con gli azionisti. “Se vengo chiamato vado a parlare con tutti, a cominciare dai piccoli”, afferma il banchiere. “Ho scambiato qualche opinione con lui e mi ha confermato che è entrato perché condivide il piano di rilancio. Mi sembra che gli azionisti vogliano tutti la stessa cosa: magari se si parlassero potrebbero andare d’accordo”.  

Dunque l’amministratore delegato chiede un maggior dialogo ai soci senza forzature o scontri anche per non dare scossoni a una banca alle prese con un difficile piano di rafforzamento patrimoniale avviato con l’aumento di capitale dello scorso autunno legato alla necessità di pulire il bilancio e con un rilancio sui cui peraltro esprime un minimo di soddisfazione, in particolare per l’andamento commerciale dei primi mesi del 2018. 

  Ovviamente non poteva mancare un accenno a Vittorio Malacalza, protagonista in passato di scontri con la prima linea manageriale e pochi giorni fa di un gesto in parte clamoroso uscendo dal Cda senza votare il bilancio 2017. Fiorentino non si sbilancia ma sottolinea come i rapporti con l’azionista di maggioranza siano “improntati a una dialettica impegnativa che entrambi consideriamo costruttiva. Tutti e due abbiamo in testa che bisogna fare le cose che fanno bene alla banca. Nessuno dei due ha agende personali. Se riusciremo a coniugare la sua esperienza e intuito di imprenditore con la mia esperienza nel mondo bancario il nostro 1 più 1 potrà fare 3. Ma in ogni caso non smetteremo mai di dibattere perché siamo persone con personalità forti”. 

  L’amministratore delegato è quindi pronto ad affrontare qualsiasi controversia con Malacalza così come sembra pronto a partecipare al prossimo processo di consolidamento del settore ma anche su questo non intende sbilanciarsi. Secondo Fiorentino sono “tante” le banche compatibili con Carige dal punto di vista industriale. Del resto il suo istituto “è ligure e nord-toscana: 
può essere complementare a più partner. Il nostro lavoro è dare alla banca delle opzioni: andare avanti da sola o avere opportunità sulle aggregazioni. Sulle acquisizioni la volontà degli azionisti sarà fondamentale”. 

Intanto il titolo continua a brillare a Piazza Affari in scia agli acquisti da parte di investitori evidentemente interessati ad approfittare dei possibili sviluppi non solo di breve termine della partita tra Mincione e il Cda da una parte e Malacalza dall’altra, ma anche di medio termine con il possibile coinvolgimento nel consolidamento. Carige ha messo a segno un rialzo di oltre il 4,5% nella prima parte della seduta per poi rintracciare e scendere gradualmente fino a registrare un rialzo di poco meno del 2,3% a 0,009 euro.