«Trinca, accuse non chiare» E il processo riparte da zero

mattinopadova.gelocal.it 10 marzo 2018

Veneto Banca: il Tribunale di Roma chiede una nuova imputazione per l’ex presidente Udienza rinviata al 27 marzo, quando si deciderà anche sulla responsabilità di Intesa.

ROMA. Colpo di scena a Roma all’udienza preliminare contro gli ex vertici di Veneto Banca. Per l’ex presidente Flavio Trinca la Procura dovrà infatti ripartire da zero e riformulare nuovamente le accuse nei suoi confronti. 

L’ha stabilito ieri mattina il giudice del tribunale di Roma che ha accolto l’eccezione presentata dall’avvocato Fabio Pinelli circa l’indeterminatezza e l’assenza di chiarezza e precisione dell’imputazione formulata a carico di Trinca. Il giudice ha quindi invitato i pm titolari delle indagini a contestare, in una nuova imputazione, quali condotte, commissive o omissive, di concorso materiale o morale, Trinca sia chiamato a rispondere. Il giudice ha quindi riconosciuto che l’imputazione, così come era formulata, non consentiva di capire cosa fosse effettivamente addebitato all’imputato, impedendogli così di esercitare il proprio diritto di difesa anche in relazione alla scelta di usufruire di riti alternativi.

L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 27 marzo, quando il tribunale dovrà pronunciarsi anche sulla questione di incompetenza territoriale e, soprattutto, sul fatto che Banca Intesa possa essere chiamata in causa come responsabile civile. Il che significherebbe, in prospettiva, che i risparmiatori di Veneto Banca possano chiedere i danni anche alla good bank. Secondo il gup, che aveva accolto l’istanza delle parti civili autorizzandole a citare Intesa, il contratto di cessione tra Veneto Banca e Banca Intesa ha efficacia tra le parti, ma non può escludere la responsabilità della good bank nei confronti dei terzi danneggiati, ovvero degli azionisti. Pertanto gli accordi tra i due istituti, con riferimento alle vittime del tracollo, valgono per i rapporti interni e non impediscono di chiamare Intesa a rispondere ai terzi. Banca Intesa ha contestato l’ordinanza e ha chiesto di essere estromessa. In attesa della decisione del prossimo 27 marzo per i risparmiatori si è aperta una strada insperata: neppure la Procura aveva infatti sostenuto la loro istanza.

Sotto accusa da parte della Procura di Roma ci sono l’ex direttore generale di Veneto Banca Vincenzo Consoli, l’ex presidente Flavio Trinca, il responsabile Affari societari Flavio Marcolin, il responsabile della Direzione centrale Stefano Bertolo, il condirettore Mosè Fagiani, il responsabile

 

Compliance Massimo Lembo, il direttore delle Banche estere Renato Merlo, il presidente del collegio sindacale Diego Xausa, il sindaco effettivo Michele Stiz; a essi si aggiungono Pietro D’Aguì e Gianclaudio Giovannone di Banca intermobiliare. (g.b.)