Deutsche Bank, al via tavolo su esuberi in Italia

Rosario Murgida finanzareport.it 14 marzo 2018

Aperto ieri il confronto tra azienda e sindacati sui 220 esuberi annunciati. La Uilca punta il dito contro le difficoltà del gruppo a livello mondiale e non nel nostro Paese


 
 

Deutsche Bank ha avviato il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali sugli esuberi previsti in Italia. Ieri si è tenuto un primo incontro, di natura preliminare, ma è già previsto un secondo per i primi giorni della prossima settimana. 

“E’ stato un incontro per l’avvio delle procedure. Non si è entrati nel vivo della discussione sugli esuberi. Al momento stiamo cercando di capirne i motivi”, afferma a Finanza ReportSabrina Bertelli, responsabile Uilca per Deutsche Bank Italia. “E’ ancora prematuro dare indicazioni perchè siamo nella fase iniziale delle procedure”.

Pochi giorni fa, in occasione del Congresso della Fabi, il responsabile del personale 
Carlos Gonzaga, ha annunciato 220 esuberi in Italia, oltre ai 71 già concordati nel maggio del 2017. L’annuncio ha generato ovviamente preoccupazione tra i rappresentanti dei lavoratori anche perché Deutsche Bank Italia, a detta del numero uno Flavio Valeri, sta mostrando risultati positivi. In particolare, aveva affermato Valeri, le tre attività della banca tedesca in Italia (retail, investment banking e risparmio gestito) “hanno tutte dinamiche positive e crescenti”. 

I nuovi esuberi sono legati al piano di ristrutturazione Strategy 2020 varato a livello globale dai vertici della banca a Francoforte. E infatti Bertelli ha sottolineato come le misure indicate per l’Italia non siano altro che “il frutto di un progetto globale”. A livello di gruppo sono infatti previsti 6 mila esuberi a dimostrazione di quanto comunque l’Italia rappresenti solo una goccia relativamente piccola nel mare di dipendenti di Deutsche Bank ma si tratta sempre di tagli legati a una situazione generale comunque preoccupante e pertanto non sono visti con favore dai rappresentanti dei lavoratori. 

“Non fanno mai piacere non tanto per quello che succede in Italia quanto a livello globale. L’Italia è un Paese su cui l’azienda punta ma siamo comunque parte di un gruppo e noi ne sentiamo le conseguenze”, sottolinea Bertelli. “E’ un momento di dialogo e confronto con l’azienda su una situazione figlia di un contesto di gruppo. Gli esuberi sono il tributo italiano a un progetto globale”. 

Del resto Deutsche Bank ha chiuso il suo terzo anno di fila con conti in rosso e sotto le attese del mercato nonostante il piano di rilancio voluto dall’amministratore delegato John Cryan. I 220 esuberi italiani rappresentano il 5% dei 4 mila dipendenti circa della banca tedesca in Italia. “Siamo preoccupati ma possiamo comunque accedere la fondo esuberi e quindi gestirli in modo responsabile”.

Ora, dopo il primo incontro preliminare di ieri, è previsto un nuovo momento di confronto per i primi giorni della prossima settimana. Non è stata ancora fissata una data e i sindacati sono al momento in attesa di ricevere la relativa comunicazione aziendale.