Npl, le proposte della Commissione Ue

Stefano Neri finanzareport.it 14 marzo 2018

Parola d’ordine gradualità, ma è comunque un giro di vite. Attesa per la “risposta” della vigilanza Bce

Le nuove regole della Commissione europea sulle coperture dei crediti deteriorati, parte di un “pacchetto banche” svelato oggi ufficialmente da Bruxelles, ha rispettato in pieno le attese. Ma domani potrebbero arrivare le dolenti note, quando la vigilanza Bce pubblicherà la versione finale del suo famigerato addendum.

Le regole proposte oggi dalla Commissione Ue sono di primo pilastro e quindi vincolanti, mentre quelle della Bce saranno applicate “caso per caso”, ma Francoforte sembra comunque intenzionata a chiedere conto di eventuali sforamenti, per cui il confine appare sottilissimo.

Per quanto riguarda la griglia di regole predisposta dalla Commissione Ue, la parola d’ordine è gradualità, il che va incontro a sistemi bancari come quello italiano che ha una mole superiore alla media di crediti deteriorati da smaltire. Non di meno, si tratta comunque di un giro di vite.

Secondo Bruxelles le sofferenze garantite dovranno essere coperte al 100% in 8 anni secondo una progressione che è appunto graduale: dal 5% il primo anno, al 10% nel secondo, al 17,5% nel terzo, al 27,5% nel quarto, al 40% nel quinto, al 55% nel sesto, al 75% nel settimo, al 100% nell’ottavo.

Per le sofferenze non garantite le regole prevedono che il 100% sia raggiunto in due anni partendo dal 35% il primo anno.

Una delle differenze con l’addendum è che la Bce chiede di provvedere alle coperture dei crediti garantiti entro 7 anni e non otto.

Inoltre, la nuova regola nella proposta comunitaria riguarda i prestiti originati dalle ore 10 di oggi, qualora finissero in sofferenza. Francoforte intende invece applicare le sue indicazioni su crediti già esistenti.

L’obiettivo è in ogni caso quello di spingere le banche a liberarsi dei Non performing loans (Npl), anche se ciò come è noto rischia di avere un impatto notevole sui bilanci degli istituti e in prospettiva potrebbe scoraggiare il credito.

Il pacchetto banche europeo con un’altra misura incentiva gli accordi extra-giudiziali, per quanto riguarda solo i prestiti coperti da garanzia reale. La proposta prevede che banca e debitore possano concordare in anticipo un meccanismo accelerato di recupero del valore dei prestiti coperti. In caso di inadempimento del debitore, la banca o altro creditore garantito è in grado di recuperare rapidamente la garanzia del prestito senza adire le vie legali. L’escussione della garanzia in sede extragiudiziale è limitata esclusivamente ai prestiti erogati alle imprese ed è protetta da salvaguardie. Il credito al consumo è escluso.

Per sviluppare ulteriormente i mercati secondari dei crediti deteriorati, Bruxelles vuole armonizzare i requisiti e instaurare un mercato unico della gestione del credito e della cessione a terzi di prestiti bancari nell’Ue. La direttiva proposta determina le attività dei servicer, fissa norme comuni per l’autorizzazione e la vigilanza e impone norme di condotta in tutta l’Ue. Chi rispetta queste regole può quindi operare in tutta l’Ue senza dover soddisfare requisiti nazionali diversi per ottenere l’autorizzazione. Infine, lo schema orientativo non vincolante per le bad bank offre agli Stati membri una guida all’istituzione, se la ritengono utile, di società nazionali di gestione di attivi “nel pieno rispetto delle norme Ue vigenti nel settore bancario e in materia di aiuti di Stato”.

Nel rapporto pubblicato oggi la Commissione europea nota che dal 2014 le banche sottoposte alla vigilanza della Banca centrale europea hanno raccolto capitale aggiuntivo per 234 miliardi di euro, migliorando “sensibilmente le riserve di liquidità grazie alle considerevoli misure di regolamentazione”. Emerge inoltre che nel terzo trimestre 2017 il rapporto tra sofferenze e crediti è calato al 4,4% nella Ue, con una diminuzione di un punto percentuale rispetto a un anno prima. Si tratta del livello più basso dal quarto trimestre 2014. Ciò dipende dal calo del volume dei Npl e dall’aumento del volume dei prestiti. Il volume totale delle sofferenze lorde nella Ue si attesta comunque a 910 miliardi, ben al di sopra dei livelli pre-crisi.