Banche venete, Intesa Sanpaolo chiamata a risarcire gli investitori

Il Tribunale di Vicenza (Ansa)
Il Tribunale di Vicenza (Ansa)

Due a uno per i risparmiatori contro Intesa Sanpaolo. Se fosse una partita di calcio, sarebbe questo al momento il risultato (parziale) dei provvedimenti giudiziari che vedono contrapposti da un lato i creditori delle due banche venete in Lca (Liquidazione coatta amministrativa) e, dall’altro, la prima banca italiana che ha rilevato a 1 euro proprio Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza (Bpvi). A sancire il momentaneo vantaggio da parte dei risparmiatori è stato il Tribunale civile di Vicenza che, con una sentenza pubblicata il 14 marzo 2018, ha individuato Intesa Sanpaolo (e non Veneto Banca) quale responsabile civile del danno vantato da un azionista veneto. Ma facciamo un passo indietro.

La vicenda 
La palla al centro della partita è sempre quella: Veneto Banca e Bpvi sono le due banche finite in grave dissesto e poste in Liquidazione coatta amministrativa (Lca) a metà dello scorso anno. L’avvio è avvenuto, per entrambe, con il Dl 99/2017 (il cosiddetto decreto salva-banche venete) con cui si è prevista la cessione delle rispettive aziende a un soggetto da individuare, ma in realtà già individuato in Intesa Sanpaolo. Tutto a 1 euro, come riportato nell’atto di cessione stipulato il giorno successivo all’emanazione del Dl 99/2017 e, stando all’articolo 3, senza accollo dei debiti della banca ceduta verso i propri azionisti e obbligazionisti subordinati. 

La partita 
Ed è a questo punto che inizia la partita: alcuni creditori veneti vogliono invece essere risarciti proprio da Intesa Sanpaolo e, in effetti, il 26 gennaio 2018 in sede penale il Gup (Giudice dell’udienza preliminare) di Roma – nell’udienza preliminare per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza a carico degli ex vertici di Veneto Banca -autorizza la chiamata in causa di Intesa Sanpaolo per rispondere dei danni subiti dagli investitori (assistiti dall’avvocato Franco Moretti del Foro di Roma). Il risarcimento avverrà, ovviamente, se ci sarà il rinvio a giudizio e se nel processo verrà poi confermata la responsabilità di Intesa Sanpaolo. Di certo, è un sicuro “assist” per i risparmiatori che porta all’1 a 0 per loro. 

Ma a “pareggiare” l’incontro ci pensa, sempre in sede penale, il Gup di Vicenza che l’8 febbraio 2018 dà un orientamento opposto, cioè esclude Intesa Sanpaolo nel risarcire gli investitori (questa volta di Popolare di Vicenza). Uno pari.

Arriviamo quindi a due giorni fa quando il Tribunale di Vicenza – questa volta in sede civile – dà un assist ai creditori di Veneto Banca. Infatti, la richiesta di risarcimento contro Veneto Banca è improcedibile, ma il giudizio proseguirà con la chiamata in causa di Intesa Sanpaolo. Anche in questo caso bisognerà ovviamente attendere l’esito del verdetto finale del procedimento, ma indubbiamente è un altro assist per i creditori delle banche in Lca. Due a uno per i risparmiatori.

Questa “partita” anche tra tribunali sta creando un contrasto non soltanto per l’importanza della questione ma anche perché, a questo punto, è interno allo stesso ufficio giudiziario vicentino: nel processo penale contro gli ex vertici di Bpvi si è infatti negato ai risparmiatori il risarcimento da parte di Intesa Sanpaolo, mentre è stato riconosciuto in sede civile. 

Le conseguenze 
La sentenza del Tribunale civile vicentino del 14 marzo riapre dunque la questione e potrebbe porre un delicato problema ai risparmiatori (e ai loro difensori): se infatti nel processo penale per Bpvi che si tiene a Vicenza il giudice del dibattimento (dopo l’eventuale rinvio a giudizio degli imputati) non ammetterà Intesa Sanpaolo come ha già fatto il Gup, allora per i risparmiatori si tratterà di scegliere se continuare con la costituzione di parte civile in sede penale contro Bpvi in Lca (ammessa come responsabile civile), oppure abbandonarla e promuovere l’azione risarcitoria davanti al giudice civile vicentino. Confidando che, in quella sede, possa consolidarsi la giurisprudenza espressa con la sentenza del 14 marzo 2018 e avere dunque quale responsabile civile la ben più solvibile Intesa Sanpaolo. 

Che cosa succederà 
È presto per dirlo e le variabili possono essere molte, a partire dal prossimo appuntamento del 27 marzo a Roma per il processo Veneto Banca: in quella data il Gup scioglierà la riserva sulla richiesta di esclusione dal processo avanzata da Intesa Sanpaolo all’udienza del 2 marzo. La difesa della banca è stata netta: l’intervento di Intesa Sanpaolo è stato realizzato in esecuzione del Dl 99/2017 e costituisce una «messa in sicurezza» delle due banche venete. La difesa del primo gruppo bancario italiano, infine, non ha mancato di ribadire più volte che un’eventuale conferma di quanto già deciso dal giudice romano per Veneto Banca comporterebbe la risoluzione del contratto di cessione (a quel punto sembrerebbe anche per Bpvi).

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