Banco Bpm e Carige, ecco la fusione sognata da Raffaele Mincione

di  startmag.it 23 marzo 2018

fintech

Il finanziere Raffaele Mincione, socio scalpitante di Carige, spinge – ovvero auspica -per un’aggregazione bancaria fra la banca ligure e il Banco Bpm. E’ la notizia che si desume dell’intervista che il finanziere con base a Londra ha rilasciato oggi al Sole 24 Ore.

L’AZIONE DI MINCIONE

Si chiariscono così in parte le intenzioni del socio che pochi giorni fa ha inviato una lettera al presidente di Carige Giuseppe Tesauro per chiedere un incontro e sollecitare la nomina di un cda che tenga conto della nuova base azionaria. Richiesta respinta, per ora, dal consiglio di amministrazione dell’istituto guidato dall’amministratore delegato Paolo Fiorentino.

IL GIUDIZIO SU FIORENTINO

Ma non è al capo azienda che Mincione lancia stilettate, anzi, Il finanziere infatti dice: “Condivido il piano di rilancio dell’istituto portato avanti dall’amministratore delegato Paolo Fiorentino”.

LE PAROLE INDIRETTE SU MALACALZA

E’ invece contro Malacalza che Mincione lancia siluri indiretti senza citare il maggiore azionista singolo di Carige, quando in particolare dice di auspicare un “dialogo costruttivo per una banca che non ha padroni ma azionisti”. I padroni di cui parla Mincione, secondo le interpretazioni degli osservatori, sarebbero proprio i Malacalza che egemonizzano di fatto il consiglio di amministrazione della banca ligure (qui l’approfondimento di Start Magazine sullo stato dei rapporti tra i maggiori azionisti di Banca Carige).

AGGREGAZIONE CON BANCO BPM

«Credo che il valore delle azioni di Banca Carige possa aumentare con un’aggregazione, che considero inevitabile. – ha detto Mincione ad Alessandro Graziani del Sole 24 Ore – Per questi due motivi ho acquistato il 5,4% di Carige e non escludo di salire in tempi brevi al 9,9% del capitale. Revocare l’attuale cda? È un tema da valutare, ma con calma». Domanda il giornalista: “Pensa a Banco-Bpm? Avete ancora azioni del gruppo?”. Risposta di Mincione: “È una delle ipotesi possibili. Abbiamo ancora una quota sotto al 2% e intendiamo mantenerla”.

I RAPPORTI VOLPI-MINCIONE

Il finanziere invita tutti a considerare anche il peso del socio Volpi, azionista che da tempo secondo le cronache finanziarie ha una sintonia con Mincione. Ecco quello che dice oggi al Sole: “Non ho mai avuto il piacere di conoscere Volpi e non ho mai incontrato Fiorani. I miei investimenti in Nigeria, dove non ho mai messo piede in vita mia, sono solo azionari. E li faccio comodamente seduto dal mio ufficio di Londra. È oggettivamente vero però, numeri attuali alla mano, che la partecipazione azionaria del 9% di Volpi può essere decisiva per i futuri assetti di Carige”.