Innovazione a 5 Stelle? La ricetta sovranista di Davide Casaleggio

“È necessario razionalizzare gli interventi e concentrare gli sforzi per creare un sistema tutto italiano di finanziamento dell’innovazione”. E’ la visione nazionalistica che Davide Casaleggio ha esternato al giornalista Marcello Bussi di Mf/Milano Finanza a margine della presentazione di un report sul private equity in Italia preparato dalla Casaleggio Associati per la società di consulenza Valore.

E’ un’impostazione “sovranista”, si direbbe, quella che ha illustrato l’imprenditore della Casaleggio Associati e punto di riferimento di Rousseau, l’associazione perno e piattaforma del Movimento 5 Stelle: “Lo Stato – ha detto il figlio di Gianroberto Casaleggio – dovrebbe avere come obiettivo quello di sviluppare un sistema di finanziamento dell’innovazione”.

Le iniziative legislative avviate dal 2012 in poi – ha aggiunto Casaleggio – “non sono sufficienti se lo Stato, da una parte, non coordina e razionalizza i propri investimenti sul mercato e non crea le condizioni per lo sviluppo del sistema di finanziamento dall’altra”.

Casaleggio non a caso ha fatto riferimento alla Francia dove – ha detto l’imprenditore a Bussi – “la razionalizzazione degli investimenti statali è stata portata avanti grazie alla creazione della Banca Pubblica di Investimento che ha fatto ordine tra tutte le finanziarie statali locali, che in Italia ancora esistono”.

Dall’altra parte – ha aggiunto, lodando il caso transalpino – “è stata fatta una grande opera di moral suasion sulle grandi aziende francesi per essere protagoniste dello sviluppo del Paese attivando un grande processo di corporate venture capital e supporto all’ecosistema. Infine sono state destinate risorse importanti allo sviluppo del settore”.

I risultati non si sono fatti attendere, secondo Casaleggio: “Il percorso francese ha permesso di avere oggi venti volte gli investimenti di venture capital dell’Italia e cinque volte il numero di operazioni di Private equity”.

E in Italia, quindi? Vade retro attori stranieri, è il suggerimento a sorpresa del guru pentastellato: “Il nostro Paese possiede già tutte le soluzioni al problema del finanziamento dell’innovazione – ha risposto a Bussi di Mf/Milano Finanza– Ma il coinvolgimento di attori esteri come advisor, il finanziamento statale di soggetti esteri e gli investimenti all’estero e non in Italia da parte dei fondi istituzionali italiani sono sicuramente parte di questo problema”. La ricetta? “È necessario razionalizzare gli interventi e concentrare gli sforzi per creare un sistema tutto italiano di finanziamento dell’innovazione”. Parola del “sovranista” Casaleggio.

Più salviniano o più macroniano?…