GIUSEPPE CASTAGNA – BANCO BPM –

Fusione BPM-BP. Giuseppe Castagna CEO

GENTILE SIG GIUSEPPE CASTAGNA

FACCIO SEGUITO ALLE MIE RICHIESTE PRECEDENTI CHE NON HANNO AVUTO RISCONTRO DA PARTE SUA E CHE NON SONO TUTELATE DA PRIVACY – MA GLI AZIONISTI DEBBONO ESSERE MESSI AL CORRENTE LADDOVE SI RICHIEDE IN QUALITA’ DI CITTADINO O AZIONISTA ( COME NEL MIO CASO) DI CHIEDERE ALLA BANCA COME SONO STATI IMPIEGATI I SOLDI CHE DEPOSITA PRESSO DI ESSA IN PARTICOLAR MODO DAL MOMENTO CHE IN ITALIA LE BANCHE NON PUBBLICANO QUESTE INFORMAZIONI IN MANIERA AUTONOMA – PUR NON ESSENDOCI ALCUNA NORMATIVA CHE IMPONE IL SEGRETO BANCARIO.

PERTANTO LA INVITO FORMALMENTE A DARMI IMMEDIATO RISCONTRO IN MERITO AL DEBITO PORTA VITTORIA DI CUI HO GIA RICHIESTO PUBBLICAMENTE IMMEDIATO  RISCONTRO E CHE LEI A TUTT’ OGGI NON HA MAI FORNITO E DEL CASO HOTEL CICERONE DI CUI ALLEGO COPIA PUBBLICATA SU MF IN DATA 29 MARZO 2018

CORDIAMENTE 

PAOLO POLITI

Banco Bpm: legali di Coppola all’attacco su hotel Cicerone (MF)

 

Grafico Azioni Banco Bpm (BIT:BAMI)
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Oggi : Giovedì 29 Marzo 2018

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Si aggiunge un nuovo capitolo al braccio di ferro tra Danilo Coppola e Banco Bpm. Dopo aver contestato il ruolo dell’istituto di credito nel fallimento di Porta Vittoria, l’immobiliarista e i suoi legali sono recentemente tornati alla carica su un’altra controversa partita, quella dell’Hotel Cicerone a Roma. Il prossimo giovedì 5 aprile è prevista la prima udienza del giudizio avviato lo scorso novembre dalla società Cicerone sarl. Al centro della vertenza c’è l’albergo di lusso a poca distanza dal Vaticano che nel 2004 Coppola aveva acquistato per 70 milioni dall’allora presidente della Roma Franco Sensi.

Le vicissitudini degli anni seguenti, scrive MF, hanno però compromesso i rapporti con il Banco Popolare, portando alla risoluzione del rapporto. Nel dettaglio l’operazione doveva essere finanziata con un contratto di leasing dall’importo complessivo di un centinaio di milioni erogato dalla ex Banca Italease e oggetto di ristrutturazione nel 2010. Il braccio di ferro tra il debitore e la banca veronese si è prolungato fino al 2015, quando il contratto è stato risolto in mancanza di accordo.

Peraltro proprio quell’anno, nell’ambito della procedura di concordato preventivo poi bocciata dal Tribunale di Milano, Coppola ha tentato di acquistare l’hotel ma il tentativo è andato a vuoto. Al punto che, nell’agosto di quell’anno, le società Cicerone sarl e Porta Vittoria spa hanno citato in giudizio Release e il Banco, contestando la nullità dell’accordo di ristrutturazione del debito. In quel caso, però, il giudizio si è estinto dopo la dichiarazione di fallimento di Porta Vittoria e solo nel novembre scorso i legali di Coppola sono tornati alla carica, ricalcando sostanzialmente lo schema della prima iniziativa. Nel frattempo, però, il Banco si è fuso con la Popolare di Milano e questa volta in giudizio è stato citato il nuovo gruppo Banco Bpm insieme sempre a Release, la bad bank nata sulle ceneri di Italease.

Nel dettaglio gli avvocati dell’immobiliarista (Matteo Ghisalberti e Marco De Rossi dello studio legale romano Ghisalberti e De Rossi) chiedono di «dichiarare la vigenza dell’originario contratto di locazione finanziaria del 29 novembre 2004 oltre al risarcimento del danno asseritamente patito, quantificato in circa 45 milioni», come spiega la relazione di bilancio di Banco Bpm . Se l’istituto di credito difende le proprie ragioni, si vedrà quale sarà il verdetto della giustizia.

Per certi versi, comunque, la vertenza somiglia a quella avviata nei mesi scorsi sul fallimento di Porta Vittoria. In quel caso Coppola e i suoi legali hanno accusato Banco Bpm di aver avuto un ruolo di direzione e coordinamento sul gruppo, addebiti respinti con forza dalla banca.

red/lus

 

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March 29, 2018 02:53 ET (06:53 GMT)