Un hedge fund di New York primo azionista di Creval

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/ 31 marzo 2018

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Un hedge fund di New York sale in Valtellina. L’aumento di capitale da 700 milioni di euro del Creval ha rimescolato le carte dell’istituto basato a Sondrio e nella nuova compagine azionaria stanno cominciando ad emergere fondi anglosassoni e americani.
Si tratta di un vero e proprio “ribaltone” per un istituto che è stato sempre storicamente collegato al territorio. I nuovi soci sono soprattutto investitori istituzionali, di più lungo periodo, ed hedge fund, con una strategia più breve come orizzonte temporale, che hanno visto nel Creval una buona opportunità.
L’istituto valtellinese è infatti tra i maggiori candidati per essere attore del nuovo processo di consolidamento nel settore bancario.
Il nuovo primo azionista del Creval, con una quota dell’8,5%, si chiama Steadfast Capital Management ed è un hedge fund di New York fondato da Robert Pitts, uno dei cosiddetti ‘Tiger cubs’ (‘cuccioli di tigre’), come sono chiamati i discepoli del leggendario Julian Robertson, fondatore di uno dei primi hedge fund di Wall Street, in grado di trasformare una società con 8 milioni di dollari all’inizio degli anni ’80 in un colosso da 22 miliardi di asset alla fine degli anni ’90.
La quota di Staedfast, il cui valore supera i 60 milioni di euro, è emersa dopo che, lo scorso 21 marzo, è stato depositato il nuovo capitale sociale del Creval. Nella cui compagine sociale sono già affiorati il colosso dell’asset manageent Blackrock (5%, in gran parte in azioni) e Algebris (5,2%, quota costituita contratti ‘total return swap’) e dovrebbero confermarsi con quote attorno al 5% sia il finanziere francese Denis Dumont che il fondo inglese Hosking.
Ora si tratterà di vedere se i nuovi azionisti saliranno fino a Morbegno (Sondrio), dove il 27 aprile si terrà l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. O, più pragmaticamente, faranno sapere in via riservata al management, in scadenza nella primavera del 2019, i loro desiderata. Certo è che l’accalcarsi di fondi e investitori esteri nel capitale aumenta le chance di veder presto l’istituto valtellinese convolare a nozze con un’altra banca.