Banche, addendum Bce al via con alcune incognite

Mirko Molteni finanzareport.it 3 marzo 2018
 
In vigore le indicazioni della Bce alle banche sui crediti deteriorati, che saranno seguite da direttive, stavolta vincolanti, della Commissione europea. L’Abi attende chiarezza

Danièle Nouy, presidente della vigilanza Bce

Danièle Nouy, presidente della vigilanza Bce
 

Entra oggi in vigore l’addendum della Vigilanza Bce che aggiorna le linee guida della stessa Eurotower in materia di coperture dei crediti deteriorati, o Npl (non performing loans). 

Indicazioni non vincolanti, in termini tecnici non di Primo pilastro, ma che l’autorità di vigilanza della Bce applicherà caso per caso. E sulle quali comunque Francoforte sembra intenzionata a “presentare il conto” agli istituti.

Il punto però è che tali disposizioni si sono già rivelate ridondanti rispetto alle regole, stavolta vincolanti, che ha presentato la Commissione europea, sebbene questa debbano essere ancora approvate in via definitiva.

La stessa presidente della vigilanza Bce, Danièle Nouy, ha osservato nei giorni scorsi che gli interventi dei due enti europei potrebbero sovrapporsi, pur notando che è ancora presto per affermarlo con certezza: “Non è il momento di fare paragoni: se l’addendum venisse reso ridondante dalle norme di primo pilastro, sarebbe un’ottima notizia”. Piuttosto, la Nouy ha visto tale processo come preparatorio di stress test visti dalla Bce come cruciali: “La prova di stress test della vigilanza europea del 2018 sarà il momento della verità; permetterà di verificare la capacità di tenuta delle banche in condizioni di difficoltà”.

Nello specifico, l’addendum della Bce suggerisce alle banche di accantonate coperture per gli Npl garantiti nell’arco di 7 anni, laddove invece la Commissione è orientata a dar tempo 8 anni. Più allineati sono Bce e Commissione nel porre due anni come limite temporale per coprire al 100% gli Npl non garantiti. Più a fondo, nei 7 anni concessi dalla Bce, i deteriorati garantiti potranno essere svalutati a partire dal terzo anno del 40%, dopodiché le svalutazioni successive di anno in anno sarebbero del 55% per il quarto, 70% al quinto, 85% al sesto e del restante 15% entro il settimo anno. Queste indicazioni della Bce si applicano a tutti i crediti che venissero classificati deteriorati a partire dal 1° aprile, praticamente da oggi considerate le appena concluse festività pasquali. Significa non solo i crediti eventualmente aperti da oggi in poi, ma anche crediti preesistenti che decadessero successivamente a deteriorati.

Sulla questione dei tempi c’è una certa discrepanza rispetto ai vincoli in via di approvazione da parte della Commissione europea, poiché questa vorrebbe regolamentare i crediti erogati, in retrospettiva, a partire dallo scorso 14 marzo, che dovessero deteriorarsi in seguito.

Certo, la mancanza di chiarezza sulla materia non fa che alimentare i timori di “credit crunch”, ossia di una gelata del credito, quanto meno di una frenata, per famiglie e aziende.

Del resto già l’Abi, al termine del suo ultimo comitato esecutivo, ha emesso una nota rilevando che l’addendum non è coercitivo, e auspicando che “siano chiariti i necessari raccordi tra quanto indicato dall’addendum e l’applicazione dei principi contabili e gli obblighi di rendicontazione pubblica”. E che “i contenuti dell’addendum dovranno essere valutati e giuridicamente inquadrati rispetto alle modifiche del quadro normativo europeo, in necessario raccordo con le proposte della Commissione sul trattamento delle esposizioni verso i crediti deteriorati, superando i disallineamenti oggi prospettati”.