Liikanen post-Draghi? Intanto Bce acquista più corporate bond e obbligazioni banche tedesche

Gli insiders ora ritengono che Liikanen si trovi in una posizione migliore rispetto a quella del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, comunque favorito a diventare numero uno della banca centrale.
Mentre il Financial Times rivela che, in pole position per prendere il posto di Mario Draghi alla guida della Bce c’è anche Erkki Liikanen, numero uno della banca centrale finlandese, gli investitori continuano a interrogarsi sul futuro del QE. QE che non comporta soltanto l’acquisto di debiti sovrani, ma anche di corporate bond.
Ebbene, dai calcoli di Goldman Sachs emerge che la Bce, per ora, più che ridurre gli acquisti delle obbligazioni societarie, li sta aumentando.

E’ stata la stessa banca centrale a riportare che, nella settimana terminata lo scorso 23 marzo,  ha aumentato l’acquisto dei corporate bond dell’Eurozona, nell’ambito del suo programma Corporate Sector Purchase Programme.

Dai calcoli di Goldman Sachs, emerge che, dopo una media di acquisti di corporate bond – su base settimanale – pari a 1,4 miliardi di euro, la Bce ha acquistato nella settimana di riferimento corporate bond per 2,2 miliardi, il 55% in più rispetto alla media del 2018 e quasdi il doppio rispetto agli acquisti per 1,26 miliardi della settimana precedente.

Obiettivo: calmare i mercati in un momento in cui i tassi stavano esplodendo.

Sempre dai calcoli del colosso bancario Usa è emerso che, nel mese di marzo, la Bce ha allocato il 22% dei suoi acquisti complessivi del programma APP nel settore delle obbligazioni corporate: si tratta di un chiaro incremento rispetto al 18% di gennaio e di febbraio, e contro il 10% appena, in media, dei primi 18 mesi del piano fino a dicembre dello scorso anno.

Intanto, tra le altre “curiosità” sulla Bce emerse a fine marzo, risulta anche quella riportata da Reuters secondo cui l’istituto, già in difficoltà nel proseguire nel piano di acquisti di bond sovrani tedeschi, per il problema della scarsità degli stessi sul mercato, starebbe acquistando bond emessi da alcune banche tedesche regionali, sette per l’esattezza, che includono Investitionsbank Berlin e la bavarese LFA Förderbank Bayern.

Tornando al tema della successione della Bce, l’FT rivela per l’appunto che Liikanen sta emergendo come candidato a prendere il posto di Draghi, il cui mandato scade nel novembre del 2019.

“Il tedesco Jens Weidmann è il favorito per la carica – conferma il quotidiano britannico – Ma gli insiders ora ritengono che Liikanen si trovi in una posizione migliore rispetto a quella dello schietto presidente della Bundesbank (Jens Weidmann) nella guerra tra le culture combattuta tra i falchi dell’Europa del Nord e le colombe del Sud Europa”.

Di fatto, sebbene “sia il membro del Consiglio direttivo della Bce che rappresenti il paese più a nord (dell’Eurozona), il banchiere ha auspicato pazienza nel rimuovere lo stimolo monetario straordinario che la Germania e altri paesi del Nord non vedono l’ora che finisca.

Ed è lui stesso a ritenersi adatto a guidare la Bce: “Voglio avere un impatto sulle decisioni. Voglio lavorare per le soluzioni”, ha detto all’FT. Allo stesso tempo, preferisce non rilasciare commenti sulla possibilità di diventare il numero uno dell’Eurotower:

“Per molto tempo nella mia vita, sono stato considerato troppo giovane. Ora sono troppo vecchio? No, non dirò niente, lasciamo stare”.