Banco Bpm: il bilancio 2017 sorride grazie alla mega plusvalenza realizzata con la vendita di Aletti Gestielle

  • Lorenzo Brambilla BUSINESSINSIDER.COM 7 APRILE 2018

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm intervenuto al congresso Assiom Forex 2018 di Verona Imagoeconomica

L’assemblea dei soci di Banco Bpm S.p.A. ha approvato, nel corso della seduta del 7 aprile, il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017. Il primo dopo la fusione per incorporazione, avvenuta il 1 gennaio 2017 e ratificata poi formalmente dai due consigli d’amministrazione il 27 marzo 2018, tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano.

 

I risultati raggiunti nel 2017 da Banco Bpm sono incoraggianti e confermano la bontà dell’operazione messa in atto lo scorso anno per costituire quello che oggi è il terzo gruppo bancario italiano. Banco Bpm ha realizzato un utile netto pari a 557,8 milioni di euro, una cifra sulla quale ha inciso positivamente la plusvalenza netta di 673,5 milioni di euro realizzata con la cessione, perfezionata il 28 dicembre 2017, della controllata Aletti Gestielle Sgr ad Anima Holding S.p.A. Un risultato notevole se si pensa che il bilancio al 31 dicembre 2016 (precedente all’operazione di fusione) si era chiuso con una perdita netta di oltre 1,3 miliardi. In crescita anche il risultato netto di gestione che si attesta a quota 1.579 milioni di euro (+60,9% rispetto ai 981 milioni del 2016), un incremento favorito sia dalla crescita dei proventi operativi “core” che sono risultati pari a 4,2 miliardi di euro (+4,9%) che da una riduzione degli oneri operativi, attestatesi a 3 miliardi (-18,8% rispetto ai 3,7 miliardi del 2016). I fondi propri del Gruppo risultano essere, al 31 dicembre 2017, pari a 11.5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 10.6 miliardi stimati al 30 settembre 2017. Eccellente anche il dato, aggiornato al 2 febbraio 2018, sulla posizione di liquidità di Banco Bpm con attività stanziabili libere (costituite quasi interamente dai Titoli dello Stato) pari a 20 miliardi di euro.

Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Bpm, nel corso del suo intervento al congresso Assiom Forex di Verona 2018 Imagoeconomica

Il rafforzamento della solidità patrimoniale della banca ha permesso di dare un impulso alle azioni di derisking con una contrazione pari a 3,2 miliardi di euro (-19,6% rispetto al 2016) dello stock dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) che, al 31 dicembre 2017, ammontano a 13 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio è possibile vedere come le sofferenze nette risultino essere state pari a 6,5 miliardi di euro (-17,1% rispetto al 2016), le inadempienze probabili nette hanno toccato anch’esse quota 6,5 miliardi (-21,7%) mentre le esposizioni scadute nette sono calate del 35,6% rispetto al 2016 arrivando a quota 0,1 miliardi di euro. L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attesta al 48,8%, in crescita rispetto al 37,5% del 2016 mentre quello delle sofferenze è al 58,9% (era il 60% nel 2016). Addirittura, con l’applicazione, a partire dal 1 gennaio 2018 del nuovo principio contabile Ifrs9, Banco Bpm stima che la percentuale media di copertura dei crediti deteriorati salirà fino al 54% mentre quella delle sofferenze arriverà a circa il 67%.

Il nuovo piano di derisking dell’istituto di credito prevede inoltre, entro il 2020, un aumento delle cessioni di crediti in sofferenza per circa 5 miliardi, portando così le cessioni complessive a circa 13 miliardi di euro, rispetto agli 8 miliardi previsti dal Piano Strategico 2016-2019. Le nuove proiezioni vedono perciò un livello dei crediti deteriorati più che dimezzato (-57%) entro la fine del 2020: dai 30 miliardi di euro al 31 dicembre 2016 ai 13 miliardi circa previsti nel 2020.

Banco Bpm, nel corso del 2017, ha provveduto anche a una razionalizzazione dei comparti di risparmio gestito, bancassurance e banca depositaria. In particolare nel ramo bancassurance l’istituto di credito milanese ha sciolto le sue partnership con il Gruppo Unipol (che ha esercitato attraverso Unipolsai l’opzione di vendita sul 50% delle quote detenute in Popolare Vita) e il Gruppo Aviva (che ha fatto scattare l’opzione di vendita sul 50% delle quote detenute in Avipop Assicurazioni).

Successivamente Banco Bpm, dopo aver acquisito per un totale di 803,4 milioni di euro il 50% delle quote di Popolare Vita e Avipop Assicurazioni messe in vendita da Unipol e Aviva, ha raggiunto un accordo con Cattolica Assicurazioni per la cessione del 65% delle due Compagnie Assicurative (Popolare Vita e Avipop Assicurazioni) per un prezzo complessivo di 853,4 milioni di euro. L’intesa, formalizzata il 29 marzo 2018, prevede anche l’avvio di una partnership strategica, della durata di 15 anni, fra Banco Bpm e Cattolica. Inoltre il 7 febbraio 2018 Banco Bpm ha ceduto a Bnp Paribas Securities Services il ramo d’azienda della Banca Depositaria e ad Anima Holding S.p.A. i contratti di gestione in delega delle riserve assicurative, realizzando una plusvalenza totale di 320 milioni di euro.

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Insieme alle azioni di rafforzamento patrimoniale, consolidamento delle strategie di derisking e riorganizzazione aziendale Banco Bpm, da gennaio 2018, ha implementato il nuovo modello di rete commerciale basato sulla centralità del cliente e sul rafforzamento della presenza sul territorio,puntando a completare entro la fine dell’anno il riassetto delle attività di Private Banking e Corporate & Investment Banking del Gruppo con l’accentramento delle attività di Private Banking in Banca Aletti e quello delle attività Corporate & Investment Banking in Banca Akros.

Gli obiettivi generali del gruppo Banco Bpm per il 2018 mirano a un recupero di redditività, continuando a sfruttare i vantaggi e gli effetti sinergici derivanti dalla fusione senza perdere però di vista il contenimento dei costi operativi.