Banco di Napoli: slitta la fusione, resta il cda con Barracco presidente

di Sergio Governale il mattinodinapoli.it 7 aprile 2018
La fusione per incorporazione del Banco di Napoli in Intesa Sanpaolo, prevista per quest’anno, slitta al 2019. L’attuale cda presieduto da Maurizio Barracco, in scadenza con l’approvazione del bilancio 2017, ha ricevuto da parte della capogruppo milanese il prolungamento del mandato fino al completamento dell’operazione. La notizia arriva nel giorno in cui Intesa Sanpaolo ha compiuto in realtà uno dei primi passi nella semplificazione giuridica dell’istituto annunciata con il Piano di impresa 2021 e imperniata nell’assorbimento di dodici controllate nella capogruppo, tra cui proprio il Banco di Napoli. Ieri è stato infatti depositato presso il Registro delle Imprese di Torino il progetto di integrazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna nella holding guidata da Carlo Messina, a seguito del rilascio dell’autorizzazione da parte della Bce. La fusione per incorporazione sarà approvata dal cda di Intesa Sanpaolo, fatta salva la possibilità per i soci della capogruppo che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale di chiedere, entro il 14 aprile 2018, che tale decisione sia adottata dall’assemblea straordinaria.

Quindi mentre il processo di semplificazione societaria decolla, riceve invece uno stop inaspettato in via Toledo 177, dove ha sede il Banco di Napoli. Stop solo tecnico, alle necessarie autorizzazioni di rito e all’integrazione dei sistemi informatici più complessa del previsto. In sella almeno fino all’inizio del prossimo anno restano dunque, oltre a Maurizio Barracco, gli altri otto consiglieri: i vice Franco Gallia (vicario) e Giovanni Tricchinelli e i membri Roberto Firpo, Marina Manna, Francesco Pellati, Aldo Scarselli e gli imprenditori Paolo Scudieri e Giovanni Vietri. In sella anche il collegio sindacale composto da Massimo Broccio , Vincenzo d’Aniello, Antonio Perrelli, Eugenio Mario Braja ed Ernesto Carrera (supplenti).