VIVENDI PROVA LA RIMONTA – PER SPIAZZARE L’AVANZATA DI ELLIOTT E DELLA CDP, BOLLORÈ ASSOLDA DUE PEZZI DA NOVANTA DEL DIRITTO SOCIETARIO ITALIANO: LO STUDIO GATTI PAVESI BIANCHI E ANDREA ZOPPINI – LA CARTA CHE POTREBBE RIVELARSI VINCENTE VERREBBE GIOCATA DIRETTAMENTE ALL’ASSEMBLEA DI MARTEDÌ 24..

dagospia.com 8 aprile 2018

vincent bolloreVINCENT BOLLORE

Rosario Dimito per il Messaggero

 

Tim è pronta giocare il jolly legale per uscire dall’angolo e spiazzare l’avanzata di Elliott e della Cdp. E per farlo assolda due pezzi da novanta del diritto societario italiano: lo studio Gatti Pavesi Bianchi e Andrea Zoppini, già estensore, con Sabino Cassese, di un paper sulla non applicabilità del golden power all’ex monopolista.

 

La carta che potrebbe rivelarsi vincente verrebbe giocata direttamente all’assemblea di martedì 24 chiamata ad approvare il bilancio 2017 e la proposta del fondo Usa di revocare sei consiglieri di Vivendi per sostituirli con altri sei italiani indicati da Elliott. Così che si ricostituirebbe il cda che invece, secondo la mossa di Vivendi, decadrebbe a seguito delle dimissioni di otto membri con decorrenza proprio martedì 24. Il nuovo board, poi, annullerebbe l’assemblea del 4 maggio convocata da Tim per eleggere il nuovo board.

 

paul singer fondo elliottPAUL SINGER FONDO ELLIOTT

Ecco la mossa studiata dall’avvocato Francesco Gatti e da Zoppini. In apertura dei lavori Franco Bernabè, chiamato a presiedere l’assise in quanto le dimissioni di Arnaud de Puyfontaine saranno efficaci da quella data, dovrebbe proporre ai soci presenti, una mozione giudicando inammissibili i punti 1 e 2 dell’ordine giorno, ovvero la revoca di sei membri espressi da Vivendi e la nomina di altrettanti esponenti indicati da Elliott.

 

franco bernabeFRANCO BERNABEAndrea Zoppini al QuirinaleANDREA ZOPPINI AL QUIRINALE

Base giuridica della mozione sarebbe il fatto che il cda risultante eventualmente formato a seguito di tale votazione, non sarebbe stato votato sulla base di liste e sarebbe quindi illegittimo. Dal momento che i grandi fondi votano o conferiscono deleghe sulla base dei soli punti fissati, essi non potrebbero votare la mozione che quindi passerebbe grazie ai voti di Vivendi. Ininfluente si rivelerebbe la presenza di Cdp pro Elliott. Si ricordi che all’assemblea 2014 la lista Assogestioni vinse, ma essendo corta i soci votarono i singoli nomi della lista Telco: i fondi, privi di mandato, uscirono.

 

AMOS GENISHAMOS GENISH

Ciò porterebbe all’esito auspicato da Vivendi: decadenza del cda e rinnovo all’assemblea del 4 maggio sulla base delle liste da presentare entro domani sera. Vivendi l’ha depositata giovedì 5, Elliott ad horas. Leggendo in filigrana le parole di Bernabè da Cernobbio («Cdp decida ciò che vuole, in assemblea si contano i voti») la strategia è chiara.

 

VIVENDI PROVA LA RIMONTA Naturalmente, un personaggio esperto come Bernabè non agirebbe motu proprio, ma probabilmente in virtù di un preciso mandato del cda: una riunione del board per la valutazione delle iniziative a seguito della decisione del collegio sindacale di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea del 24 è in programma domani a Milano.

 

michele valensiseMICHELE VALENSISE

Al cda parteciperà in videoconferenza da Rio de Janeiro Amos Genish che la settimana successiva partirà per un roadshow con l’obiettivo di coagulare voti sulla lista Vivendi e sul piano industriale riveduto e corretto dagli advisor Unicredit, Credit Suisse e Goldman Sachs.

 

bollore de puyfontaine assemblea vivendiBOLLORE DE PUYFONTAINE ASSEMBLEA VIVENDI

La mossa della mozione potrebbe far nuovamente pendere la bilancia degli equilibri dalla parte di Vivendi, che è ottimista sull’esito della vicenda, come confermato dal profilo della lista per il rinnovo del cda a maggio presentata con ben 3 giorni di anticipo.

claudio costamagna di cdpCLAUDIO COSTAMAGNA DI CDP

 

Nonostante le polemiche e il faro acceso dalla Consob sul ruolo degli indipendenti sin dalle loro dimissioni, Bollorè ha infatti riproposto in blocco 7 consiglieri su 10: Genish, de Puyfontaine, Frédéric Crépin, Bernabè, Marella Moretti, Camilla Antonini e Anna Jones; a questi si aggiungono Stephane Roussell, già consigliere da fine 2015 a maggio 2017, Giuseppina Capaldo e Michele Valensise.