Etruria e Venete: arriva il fondo di ristoro ma già non basta

Stefano Neri finanzareport.it 9 marzo 2018

E’ atteso per i prossimi giorni il decreto attuativo del Tesoro. L’attuale dotazione è di 100 milioni. Occhi puntati sulle regole per ottenere i risarcimenti

E’ atteso per i prossimi giorni il decreto attuativo del Tesoro sul “fondo di ristoro” per le vittime dei crac bancari degli ultimi anni.

Il provvedimento è importante perché definisce in sostanza le regole del fondo, ossia come accedere ai suoi risarcimenti. Tuttavia anche questo atto potrebbe non risultare decisivo per “ristorare” i risparmiatori colpiti dai crac, in virtù soprattutto della dotazione che resta limitata ad “appena” 100 euro, una cifra considerata non sufficiente a ripagare gli investitori “traditi”.

Il fondo, previsto dall’ultima legge di bilancio, viene gestito dal ministero di via XX Settembre ed è destinato ai risparmiatori delle ex banche venete, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, finite in Liquidazione coatta amministrativa nella scorsa estate, e delle quattro banche poste in risoluzione a fine 2015: CariChieti, Banca Etruria, CariFerrara e Banca Marche.

Il risarcimento viene corrisposto a fronte della violazione degli “obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal T.U.F. (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) in relazione alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche, con sede legale in Italia e sottoposte ad azione di risoluzione o comunque in liquidazione coatta amministrativa”.

Si tratta cioè dei cosiddetti casi di misselling, o vendita fraudolenta, peraltro spesso non semplici da dimostrare, al punto che nel caso del ristoro per gli obbligazionisti di Mps era stato deciso di dare praticamente il misselling per scontato, pur fissando alcuni paletti (cliccare qui per una scheda su che cosa è il misselling). Per questo c’è attesa di conoscere le regole e le procedure fissate dal decreto in arrivo, dopo il quale il fondo potrà dedicarsi a risarcire i risparmiatori.

Quanto alla dotazione del fondo, già raddoppiata a 100 milioni, spalmati su 4 anni, dai 50 milioni previsti inizialmente dal governo, con ogni probabilità non basteranno a risarcire tutti i risparmiatori colpiti da misselling. Occorrerà quindi attendere la formazione di un nuovo governo e vedere quali iniziative intenderà adottare. In particolare per alzare la dotazione del fondo potrebbe essere necessario aspettare la prossima legge di bilancio in approvazione a fine anno.

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