Fabrizio Viola è a Boston da “senior advisor” della BCG dal 1° febbraio o è ancora e anche a Vicenza e Montebelluna come commissario liquidatore di BPVi e Veneto Banca in LCA?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) 8 aprile  2018ArticleImage

Il 30 gennaio scorso riportavamo sotto il titolo “Effettive dal 31 gennaio le dimissioni di Fabrizio Viola da commissario di BPVi e Veneto Banca” quanto riportato dai maggiori mezzi nazionali e locali riprendendo i lanci di agenzie come l’Ansa , che a sua volta riferiva di quanto anticipato da Il Messaggero, per finire a siti specializzati in ambito finanziario come Citywire. Tutte le fonti concordavano con le motivazioni delle dimissioni che sarebbero decorse dal 1° febbraio 2018: “Viola considera di fatto concluso il suo lavoro alla Banca Popolare di Vicenza, avendo realizzato gran parte di quelle operazioni straordinarie e dismissioni che rientravano nella sua sfera di competenze. Anche il passaggio degli npl alla Sga afferisce infatti ormai a un’attività di natura prettamente legale…“.

D’altronde veniva confermato già l’8 febbraio su Italia Oggi e poi il 9 su Milano Finanza, che Fabrizio Viola aveva assunto l’incarico di senior advisor alla Boston consulting Group (BCG) dopo aveva lasciato le due popolari venete in Liquidazione coatta amministrativa, interrompendo così anche il flusso dei dubbi, frenato nella gola dei più, su una atipica “anomalia” della nomina a commissario liquidatore di una società in Lca di un suo ex Ad (ruolo che Viola ricopriva nella BPVi mentre in Veneto Banca il manager prima “tagliato” e poi ancora oggi indagato in Mps era presidente del Comitato strategico ma con un potere sostanzialmente equivalente).

Tutto questo, direte, riguarda la carriera di Viola per cui a Vicenza, e a Montebelluna, poco interesserebbe se non per ricordare i tempi in cui l’ora senior advisor della Boston Consulting successe a Francesco Iorio, condannando ma anche no (intendiamo perseguendo legalmente) la gestione di quest’ultimo che a sua volta aveva condannato ma anche no quella di Gianni Zonin registrando (in cambio?) un niet del socio quasi totalitario della BPVi di allora, Atlante (qui il nostro video con l’intervento di Alessandro De Nicola che scatenò non poche e rilevanti obiezioni), alla richiesta assembleare dei soci truffati di valutare un’azione di responsabilità anche contro Iorio, che, pura coincidenza, aveva sbandierato la sua tappa a Boston per cercare i capitali per lui certi per ricapitalizzare la banca… 

E invece il percorso ultimo di Fabrizio Viola interessa ancora Vicenza e Montebelluna oltre che i soci e i clienti rimasti sotto le grinfie delle due Lca perchè, pur leggendo ovunque che Fabrizio Viola non è più in Veneto ma a Boston o in qualcuna delle 85 sedi della Boston Consulting qualcuno ci dovrebbe spiegare se così non visto che il 22 febbraio 2018 (come da noi pubblicato con i relativi primi dubbi il 23 sotto il titolo “Le domande di insinuazione al passivo di Banca Popolare di Vicenza dovranno essere presentate entro il giorno 23 aprile“) veniva firmato e reso pubblico il documento di comunicazione “a tutti i creditori della LCA che da quella data decorrono i termini di cui all’art. 86, 5° comma, T.U.B. e, dunque, che le domande di insinuazione al passivo dovranno essere presentate entro il giorno 23 aprile 2018“.

Qui pubblichiamo, di nuovo, il testo integrale della comunicazione firmata dai “Commissari Liquidatori Prof. Avv. Giustino di Cecco, Dott Claudio Ferrario e… Dott. Fabrizio Viola“.

Se era a Boston come ha fatto a firmarlo?

Se era a Vicenza (ed analogamente nella vicina Montebelluna) in base a quale potere lo ha firmato visto che le sue dimissioni decorrevano dal 1° febbraio 2018?

Domanda con risposta facile legata a qualche norma (o deroga tanto per cambiare?)  o un altro mistero della vicenda delle due Popolari venete?