BlackRock lancia due fondi ‘pacifisti’ ma non molla le fabbriche di armi

  • Franco Velcich BUSINESSINSIDER.COM 9 APRILE 2018

    Un negozio di armi – Joe Raedle/Getty Images

    Non hanno smosso Donald Trump, ma hanno sfondato una porta a Wall Street. Il 24 marzo scorso le 800mila persone che hanno marciato per le strade di Washington e le altre centinaia di migliaia che hanno manifestato in più di 800 città degli Stati Uniti non hanno fatto cambiare idea al presidente Usa, fermamente contrario a ogni ipotesi di regolamentazione della vendita di armi.  Ciononostante, il movimento March For Our Lives nato per iniziativa degli studenti del liceo di Parkland in Florida (dove il 14 febbraio il diciottenne Nikolas Cruz ha sparato uccidendo 17 suoi ex compagni), ha ottenuto un primo importante successo. BlackRock, la principale società al mondo nella gestione del risparmio, ha annunciato la settimana scorsa che offrirà ai suoi clienti nuovi prodotti e nuove strategie di investimento che penalizzeranno le aziende che producono e vendono armi da fuoco per civili.

     

    Centinaia di migliaia di persone prendono parte alla marcia March For Our Lives a Washington – Zach Gibson/Getty Images
     

    L’annuncio ha un alto valore simbolico per BlackRock, che nella strategia annunciata a gennaio (quindi prima della strage di Parkland) dal Ceo Larry Fink intende dare sempre più importanza all’impatto sociale delle sue scelte di investimento. Ma ha anche conseguenze finanziarie notevoli, se si pensa che fra le società che verranno escluse dai nuovi piani di investimento che partiranno il 12 aprile c’è Wal-Mart, il primo gruppo al mondo della grande distribuzione, un colosso che capitalizzza 260 miliardi di dollari e di cui oggi BlackRock possiede il 2,1%, cioè una quota che vale all’incirca 5,5 miliardi di dollari.

    Armi in vendita in un punto vendita di Wal-Mart – Newsmakers

    Negli scaffali dei suoi supermercati Wal-Mart offre una grande varietà di armi e munizioni. Anche Wal-Mart ha fatto qualcosa sull’onda emotiva della strage di Parkland: ha deciso che non venderà fucili e pistole a chi ha meno di 21 anni (prima i clienti dovevano averne almeno 18), accogliendo spontaneamente almeno una delle richieste del movimento March For Our Lives, richieste che Trump respinge in blocco. Ma questa modifica non è bastata per sfuggire alla lista degli esclusi di BlackRock.

    Che cosa farà in concreto BlackRock? Forse venderà le azioniWal-Mart che possiede, insieme alle quote dei produttori di armi che da anni ha in portafoglio? Niente di tutto questo. Infatti, non bisogna dimenticare che se Wal-Mart è il nome più altisonante coinvolto nell’annuncio della società di asset manager, la presenza finanziaria di BlackRock nell’industria delle armi ha radici ben più profonde e dirette. Infatti, BlackRock è il primo investitore istituzionale presente nel capitale di American Outdoor Brands con una quota del 10,5%. Così ribattezzata nel 2016 sotto la spinta dei consulenti di immagine, American Outdoor Brands, quotata al Nasdaq, altri non è se non la vecchia e famosa Smith & Wesson, fra i principali produttori Usa di armi da fuoco. Suo è il famigerato fucile d’assalto AR 15, uno dei “più amati dagli americani” secondo il New York Times, l’arma usata da Nikolas Cruz per compiere la sua strage in Florida. Sempre con un’arma Smith & Wesson (una pistola da 9 millimetri regolarmente acquistata per 400 dollari) pochi giorni fa la youtuber delusa e arrabbiata Nasim Aghdam ha assaltato la sede di YouTube a San Bruno(California) uccidendo tre persone prima di suicidarsi.

    L’annuale meeting della National Rifle Association, Louisville, Stati Uniti – Scott Olson/Getty Images

    E come non bastasse, va ricordato che BlackRock è il primo azionista di Sturm Ruger con una quota del 16,1%. Sturm Ruger è il principale produttore di armi da fuoco negli Usa con un fatturato nel 2017 di 522 milioni di dollari e un utile netto di 52 milioni.  Un altro grande produttore Usa di armi quotato in Borsa è Vista Outdoor: qui BlackRock ha l’11,9% del capitale ed è il secondo azionista dietro al concorrente Fidelity che vanta il 14,5%.

    Perché BlackRock non vende le azioni di queste società? Perché le partecipazioni non sono state acquistate scegliendo in maniera consapevole di investire nell’industria delle armi: quelle partecipazioni sono il frutto di investimenti fatti con fondi che seguono un determinato indice e le strategie dei fondi non sono facilmente modificabili. Sono molti i fondi gestiti da BlackRock che replicano passivamente diversi indici azionari come l’S&P500 americano o come il Russell 1000 o il Russell 2000, specializzati nelle small-cap, aziende con una capitalizzazione inferiore ai 2 miliardi di dollari. E’ in questa categoria che rientrano le varie American Outdoor Brands, Sturm Ruger e Vista Outdoor, nessuna delle quali ha una market cap superiore a 1 miliardo.

    Come spiega Jon Hale, direttore dell’attività di Sustainable Investing Research di Morningstar,  gli investimenti nelle small cap sono effettuati soprattutto attraverso strumenti che replicano un indice. Per esempio, Vanguard, il principale concorrente di BlackRock, ha creato un indice generale della Borsa americana che si chiama Vanguard Total Stock Market Index e la stessa Vanguard gestisce un fondo da 700 miliardi di dollari che replica questo indice. Di questi 700 miliardi, lo 0,03% è andato in azioni di American Outdoor Brands, creando una partecipazione pari all’8% del capitale. Spiega Hale: “Anche se grazie alla diversificazione l’investimento che arriva nelle società che producono e vendono armi è minimo, oggi da molte persone non viene più ritenuto accettabile”.

    Alcuni modelli di armi esposti a Las Vegas durante un evento del National Shooting Sports Foundation- Ethan Miller/Getty Images

    Gli Etf (Exchange traded fund) sono forse i più diffusi strumenti di investimento nati per replicare un indice. Sono scambiati nelle Borse di tutto il mondo come le azioni e ne esistono a migliaia, basati sulle più disparate strategie di investimento. BlackRock è attivissima in questo mercato attraverso la controllata iShares, i cui prodotti sono spesso acquistati dai fondi pensione americani. Alla luce delle proteste di massa del movimento March for Our Lives, molti americani hanno iniziato a chiedersi se i soldi che accantonano ogni anno per i piani pensionistici vanno a finanziare anche la produzione e il commercio delle armi.

    La risposta di BlackRock è l’annuncio di due nuovi Etf che saranno disponibili dal 12 aprile: nel campo azionario l’ iShares MSCI USA Small-Cap ESG Optimized ETF, e nel campo obbligazionario l’iShares ESG US Aggregate Bond ETF. Entrambi escluderanno azioni e bond emessi da società il cui business sia pesantemente coinvolto nella produzione e vendita di armi (oltre 20 milioni di dollari di fatturato all’anno in questa attività). Questi fondi andranno ad aggiungersi alla famiglia dei già esistenti Etf ESG di BlackRock, ovvero strumenti che selezionano gli investimenti sulla base di politiche ambientali, sociali e di governance (ESG), che oggi vantano asset per circa 2,2 miliardi di dollari. Sempre per mostrare un atteggiamento di responsabilità civile, BlackRock ha annunciato che le commissioni per l’acquisto di questi Etf saranno solo dello 0,25%, la metà del consueto 0,50%.

    Annunciate con ottima scelta di tempo dal punto di vista della comunicazione e del marketing, le nuove iniziative dell’asset manager numero uno al mondo basteranno forse a lavare la coscienza del Ceo Larry Fink e dei suoi collaboratori, ma non soddisfano di certo chi combatte la diffusione delle armi e vorrebbe una rottura più drastica con il passato. La stessa BlackRock ha dei dubbi e annuncia di avere avviato un dialogo con i top manager delle società produttrici di armi di cui è azionista, ai quali ha chiesto come intendono agire di fronte alla richiesta dell’opinione pubblica di un atteggiamento più responsabile verso la vendita di armi. Attendiamo la risposta con molta curiosità e una certa ansia.