Ex funzionario inguaia Veneto Banca: «Sapevano tutto»

di Denis Barea il gazzettino.it 11 aprile 2018

Ex funzionario inguaia Veneto Banca  «Sapevano tutto anche i dipendenti»  E la Procura: «Svolta importante»
TREVISO – Non avrebbero saputo nulla del bidone che sarebbe stato confezionato ai danni della clientela: semplicemente vendevano a raffica per disposizioni di natura squisitamente commerciale. E quelle procedure forzate, come quando attribuivano a totali sprovveduti dei profili da investitore consapevole dei rischi del mercato azionario, venivano messe in atto perché c’era bisogno di fare numeri. Ma nessuno sapeva le vere ragioni starebbero raccontando i tanti dipendenti di Veneto Banca al pool GdF che ipotizza i reati di falso in bilancio, falso in prospetto, falso in certificazione e truffa. Ma ora le dichiarazioni di un ex funzionario della sede centrale di Montebelluna, che sono parte integrante di due nuova denunce depositate lo scorso 26 aprile in Procura a Treviso dall’avv. Sergio Calvetti a nome di 43 clienti della ex Popolare, potrebbero cambiare radicalmente le carte in tavola.

Secondo l’ex dipendente nel 2013 a tutto il personale di Veneto Banca arrivò infatti una direttiva che assegnava l’incarico di raccogliere più soci azionisti possibili perché la Banca aveva problemi di crediti deteriorati da coprire e quindi aveva la necessità di recuperare denaro per rappresentare un patrimonio netto che rientrasse nei parametri di legge. Quindi non una operazione di collocamento da condurre in porto con il miglior risultato commerciale, ma una vera e propria missione di salvataggio per una Banca la cui stessa esistenza era messa a repentaglio dai crediti a rischio. «Tutti i miei colleghi ne erano a conoscenza» ha spiegato l’ex funzionario.

Dalla direzione centrale, secondo il racconto del dipendente di Veneto Banca, arrivavano in continuazione comunicazioni che dovevamo incentivare il collocamento. In una si legge: «Dobbiamo tornare con forza su questa classe di attivo (le azioni, ndr), non c’è bisogno di dire ancora quanto sia importante per il gruppo e per i soci stessi… ». E c’era una tecnica che secondo il supertestimone sarebbe stata utilizzata quando tanti clienti, alla luce del crollo del valore dei titoli, dai primi mesi del 2014, chiesero di vendere.