Veneto Banca, ora in bilico anche il sequestro della villa di Consoli- chi ha pagato il mutuo con rate mensili a Banco Bpm essendo la villa e i conti sotto sequestro – CASTAGNA GLI ITALIANI VOGLIONO UNA RISPOSTA SERIA

di Milvana Citter corrieredelveneto.corriere.it 11 aprile 2018  

Giudici di Treviso a Vicenza per vedere l’organizzazione del maxi-processo

La costituzione delle parti civili a Vicenza. Treviso studierà il precedente
La costituzione delle parti civili a Vicenza. Treviso studierà il precedente

TREVISO L’ostacolo alla vigilanza si è concretizzato a Roma ma è iniziato a Montebelluna? È su questo aspetta che ruota il «dilemma» che dovrà affrontare il giudice di Treviso: sollevare o meno di fronte alla Cassazione il conflitto di competenza. La procura sembra orientata (o rassegnata) all’ipotesi che quello sul crac dell’istituto di Montebelluna sarà il primo maxi-processo della storia di Treviso. «Non credo chiederò una declaratoria di competenza al gip – spiega il sostituto procuratore Massimo De Bortoli, già titolare del filone trevigiano sull’ex Popolare di Montebelluna -. Se vorrà lo farà il giudice, io credo però potrebbe essere un buco nell’acqua. Nonostante la recente sentenza della Corte di cassazione su Popolare di Vicenza, le motivazioni del Gup di Roma sono molto precise nell’assegnare la competenza a Treviso

Una questione strettamente giuridica

La decisione si gioca su una questione strettamente giuridica sul reato per cui si discute la competenza territoriale, ovvero l’ostacolo alla vigilanza. E quindi le false comunicazioni sulla situazione finanziaria e patrimoniale di Veneto Banca inviate a Bankitalia. La Corte di Cassazione si è espressa su Bpvi, dettando una decisione che sembra dare la possibilità ai magistrati trevigiani di rispedire nella capitale l’inchiesta appena tornata. Stabilendo che il reato si concretizza nel luogo dove vengono assunte le determinazioni «viziate» dalle false comunicazioni. Ma, secondo la procura di Treviso, è una sentenza parziale rispetto alle motivazioni del Gup di Roma. Codice alla mano, il reato di ostacolo alla vigilanza è composto di due azioni. La prima si realizza quando le false comunicazioni sono scritte e inviate, e quindi a Montebelluna. La seconda quando, a Roma, Bankitalia assume le decisioni conseguenti. E il Gup, cita esplicitamente la prima condotta, precisando che va considerata come il primo reato (sul quale la Cassazione non si è espressa). Che automaticamente attrae il secondo, anche se commesso a Roma. Per questo, i 50 faldoni arrivati martedì dalla Capitale, potrebbero restare a Treviso dove si ripartirà dalla riformulazione dell’avviso di chiusura indagini da parte di De Bortoli. Il magistrato è candidato «in pectore» ad assumere anche questo filone d’inchiesta, ma dovrà essere nominato dal procuratore generale di Venezia. Il procuratore di Treviso, Michele Dalla Costa, dovrà astenersi per evitare contestazioni di conflitto d’interessi in quanto la moglie, Ippolita Ghedini, con il suo studio legale ha effettuato consulenze per Veneto Banca.

Una questione urgente

Per la procura di Treviso si profila poi una questione urgente: «Entro il 19 aprile dovremo decidere cosa fare con le misure cautelari – spiega Dalla Costa -, disposte da Roma e ancora vigenti per gli indagati». In pratica i magistrati trevigiani dovranno decidere se confermare il sequestro della villa dell’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli, l’unica delle misure ancora vigenti, e insieme a questo anche il blocco dei conti correnti, compreso anche quello della moglie. A occuparsi di Veneto Banca, è intanto anche il tribunale di Treviso: «Questo sarà un maxi processo – spiega Bruno Casciarri, coordinatore dei Gip -, e per garantire tempi rapidi dobbiamo essere pronti». Già si lavora in squadra con il presidente del tribunale Aurelio Gatto e gli uffici. Obiettivo: predisporre le aule, gli accrediti per le migliaia di parti civili e i servizi di sicurezza. E da Treviso è partita la chiamata a Vicenza dove il processo è in corso e dove i giudici trevigiani andranno in sopralluogo, forse già nel corso della prossima udienza, il 21 aprile: «Prima ipotesi, tenere il processo in tribunale – conclude Casciarri -, ma dovremo allestire più aule in videoconferenza, come a Vicenza. Andremo a vedere come si sono organizzati loro».

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a Giuseppe Castagna banco bpm

come abbiamo gia’ documentato con atto notarile dell’anno 2016 la villa e tutti i beni mobiliari girati a banco popolare oggi banco Bpm a favore della moglie di consoli prevedevano un pagamento mensile del rateo di mutuo. ma se era tutto sotto sequestro chi ha pagato il banco Bpm? CASTAGNA URGE UNA TUA RISPOSTA ANCHE PERCHE A MIO PARERE NASCE UN ASPETTO GIURIDICO NON DA POCO – DA DOVE SONO VENUTI I SOLDI SE ERA TUTTO SOTTO SEQUESTRO? MA L’ANTIRICLAGGIO DI BANCO BPM SEI SICURO CHE FUNZIONA?

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