«Veneto Banca, la Cassazione ci dà ragione»

http://mattinopadova.gelocal.it/ 11 aprile 2018 Giorgio Barbieri

l pm di Treviso Dalla Costa dopo le motivazioni su Bpvi: «Valuteremo come muoverci». Arrivati ieri i faldoni da Roma

TREVISO. «Quella della Cassazione sulla Popolare di Vicenza è la nostra impostazione. Per questo non ci opponemmo quando Roma ci chiese le carte dell’inchiesta su Veneto Banca. Ora valuteremo con attenzione come muoverci». Nel giorno in cui tutti i faldoni dell’indagine capitolina sono finalmente arrivati in tribunale a Treviso, il procuratore Dalla Costa analizza le ripercussioni che possono avere le motivazioni appena depositate dai giudici della Cassazione e annuncia che, per allontanare eventuali contestazioni in relazione ad un incarico che aveva avuto la moglie avvocato da Veneto Banca, si asterrà chiedendo alla Procura generale di assegnare il fascicolo.

Ma prima di qualsiasi valutazione, chiariscono in Procura, si dovranno comunque attendere le decisioni del tribunale per quanto riguarda il “fallimento”. Per la Procura di Treviso, l’istituto al 25 giugno 2017 non era più in grado di svolgere la sua attività imprenditoriale risultando pertanto insolvente. Per la gestione post Consoli e per i commissari liquidatori, invece, esso versava in stato di dissesto ma comunque in grado di lavorare. Sollevare un conflitto di competenza in Cassazione ora sarebbe una mossa che diverrebbe completamente inutile se nelle prossime settimane il giudice Antonello Fabbro dovesse dichiarare “insolvente” l’ex popolare di Montebelluna. Con la dichiarazione di fallimento si aprirebbe infatti la strada all’accusa di bancarotta per gli ex vertici dell’istituto, con due conseguenze: l’allungamento dei tempi di prescrizione e, in quanto reato più grave tra tutti quelli contestati, l’assorbimento automatico anche dell’inchiesta romana, rendendo quindi superfluo un ricorso.

Ricorso che, secondo l’avvocato Luigi Fadalti che rappresenta numerosissimi risparmiatori, non è per nulla praticabile. «Non esiste alcun contrasto tra la sentenza pronunciata a Roma nel procedimento relativo a Veneto Banca e quella resa dalla Cassazione in un troncone relativo a Vicenza», sottolinea Fadalti, «l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza sanziona penalmente due distinti comportamenti: nel primo caso la competenza per territorio è da individuarsi nella sede della persona giuridica che è chiamata ad effettuare la comunicazione ovvero, Montebelluna; nella seconda ipotesi, dove sono state assunte le determinazioni degli organi dell’ente di vigilanza, quindi Roma. Quando entrambe sono contestate nel medesimo procedimento, come per Veneto Banca, per individuare la competenza territoriale è necessario guardare al primo episodio, verificatosi nell’anno 2012. Ne è derivata la competenza per territorio del tribunale di Treviso».
La Procura, aggiunge Dalla Costa, avrà anche dieci giorni di tempo per decidere su eventuali misure cautelari.

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