CRONACA DI UNA DECADENZA: IL CAVALIER PERDUTO

 scenari economici.it 13 aprile 2018

La pensione dovrebbe servire a viver con dignità, senza tensioni, senza stress, curando in modo adeguato se stessi ed i propri cari, gli ultimi anni del percorso terreno. I grandi uomini del passato trascorrevano la vecchiaia spesso in campagna, magari coi nipoti, o piantando alberi, a significare la vita che continuava, oppure curando le proprie memorie, scrivendo, insomma usando il meglio di quello che lasciava la vecchiaia per essere attivi, anche se non protagonisti.

Perchè non c’è nulla di più triste di chi persevera nel voler rimanere al centro della scena senza averne più le capacità, sostenuto solo dalla propria senile protervia. Questa immagine si adatta perfettamente a quella del Cavalier Silvio Berlusconi, che con i propri allori potrebbe vivere un’esistenza tranquilla e proficua, ed invece, in un impeto di irrazionalità, si intestardisce nel voler proseguire ad essere nel centro della scena.

La manfrina a cui si è assistito oggi è stata patetica, incredibilmente patetica.

Ve la proponiamo da Byoblu e vi preghiamo di notare, più che le note parole di Salvini, la gestualità e  gli sguardi di chi gli era vicino, cioè la Meloni e Berlusconi.

Guardate prima il sorriso beffardo, contrapposto alla serietà dei suoi compagni, quindi come conta, con le dita, in modo sprezzante, i punti programmatici che Salvini elenca, quasi come un maestrino che teme che l’allievo dimentichi un verso della poesiola. Guardate in quel momento lo sguardo irato di Giorgia che lo osserva come si guarda un bambino dispettoso che mette un gelato sulla sedia della zia. Poi alla fine quel gesto assolutamente fuori luogo con cui spinge via i suoi alleati per impossessarsi del microfono ed aggiungere alcune parole completamente fuori luogo, dopo un discorso concordato fra i più.